Ciò che lascio è...

Un messaggio da Dino Frisullo, per tutti/tutte coloro che hanno scritto di lui. Per me è il modo migliore per ricordarlo.

Anna Cotone

Se morissi adesso o fra due giorni o un anno
Ecco il mio testamento.
Il testamento di un comunista
Avido di conoscenza e d'amore, vissuto e morto povero e curioso.
Lascio tutto il mio disprezzo a chi mi ha usato.
Lascio tutto il mio odio
A chi mi ha dato un mondo senza gioia,
da attraversare a pugni e denti stretti.
Lascio la nostalgia per le moschee di Gerusalemme e gli ulivi di Puglia
Ed ogni roccia pianta finestra stella
Che i miei occhi hanno accarezzato nel cammino
Lascio universi di dolcezza
Alle donne che ho amato.
Lascio fiumi di parole dette e scritte
Spesso con rabbia raramente con saggezza
In malafede mai,
un mare di parole
che già evapora al vento rovente del tempo.
Lascio, a chi vorrà raccoglierlo,
il testimone del mio entusiasmo,
nella folle staffetta mozzafiato
volgendomi indietro dopo vent'anni
non so più se ho corso da solo.
Lascio il mio sorriso a chi sa ancora sorridere
E le mie lacrime a chi sa piangere ancora.
Non è poco. In cambio,
voglio essere sepolto senza cippi e lapidi
fra le radici di un albero grande
in piena nuda terra rossa e grassa
perché il mondo con me respiri ancora
e si nutra con me di ogni mia fibra.
Con me (non vi sembri retorica)
Solo una bandiera rossa
E la nave del Ritorno
Intagliata con le unghie nella pietra
Di un prigioniero assetato di vita
Nel deserto del Neghev.

Dino

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