LA NAVE DI
LAZZARO
Verso il porto che non c'è
Per il loro doloroso carico umano le carrette del mare che
solcavano gli oceani furono chiamate
"Le navi di Lazzaro"
Genova fu il maggior porto della nostra
emigrazione. Gli emigranti che affluivano da tutte le parti del paese, spesso stipati come
merce su appositi carri ferroviari. Gli agenti e i sub-agenti di emigrazione battevano
anche gli angoli più remoti d'Italia, per reclutare emigranti e riempire all'inverosimile
le navi. Essi ricevevano dai paesi di immigrazione, dalle compagnie di navigazione, un
compenso per ogni emigrante; il Brasile pagava L. 10 per ogni emigrante...
Nessun porto Italiano (Genova, Napoli, Palermo) aveva un ricovero adatto ad
ospitare le migliaia di partenti; esistevano soltanto alcuna centinaia di locande per
emigranti situate nei quartieri più sudici in case vecchie con poca acqua e poca
luce...
Dai porti Italiani, sotto il segno della comune miseria, partivano i
diseredati polacchi, gli ungheresi, gli ebrei dei ghetti orientali, un fiume di umanità
dolente...
"Tonnellata umana", così veniva sbrigativamente definito il carico
umano degli emigranti. Nei vecchi bastimenti la gente si accalcava sulle coperte e sui
ponti... La distribuzione del cibo era fatta in maniera umiliante, senza l'osservanza
delle più elementari norme igieniche: accovacciati sulla coperta, presso le scale, col
piatto fra le gambe e il pezzo di pane fra i piedi, i nostri emigranti mangiano il loro
pasto come i poverelli alle porte del convento...
L'igiene veniva mantenuta principalmente con il lavaggio dei ponti con acqua;
questo sistema non faceva che mantenere un'umidità quasi costante, sciogliendo nelle
fessure del legname sostanze infette...
Il Matteo Bruzzo compì nel 1884 un viaggio di tre mesi con a bordo 1333
passeggeri; nell'andata ebbe 20 morti di colera. Fu respinto a cannonate da Montevideo
dove gli fu impedito, per paure di epidemie, di approdare e vagò per l'oceano in cerca di
un porto benigno, affondando centinaia di cadaveri: pochi furono i superstiti. Il
piroscafo Remo partito nel 1893 con 1500 emigranti diretto verso il Brasile, ebbe ben 96
morti di colera e difterite, e fu respinto dal Brasile...
"Il regno di Napoli è finito. Il regno di queste genti senza speranza, non è questa terra. L'altro mondo è l'America, anche l'America ha per i contadini una doppia natura. E' terra dove si va a lavorare, dove si suda e si fatica, dove il poco danaro è risparmiato con mille stenti e privazioni, dove qualche volta si muore e nessuno più si ricorda; ma nello stesso tempo, e senza contraddizione, è il Paradiso, la terra promessa del regno" (Carlo Levi: Cristo si è fermato ad Eboli).
Brani tratti da "Il pane duro" di Oreste Grossi e Gianfausto Rosoli