DOCUMENTO SULLA GUERRA IN JUGOSLAVIA

 

Per capire cosa sta dietro la guerra in Jugoslavia bisogna sgombrare il campo da due fattori pericolosi:

  1. Un fattore giustificazionista (noi sappiamo che il "boia" Milosevic sta sterminando i "poveri" kossovari e non lo difendiamo… però) indotto dalla becera propaganda di guerra della Nato;
  2. Un fattore paracattolico che ci porta ad affrontare il problema da un punto di vista strettamente moralistico (la guerra non risolve alcun problema anzi li aggrava!!!).

Questi fattori ci portano a semplificare i problemi al punto da rischiare grosse contraddizioni in un prossimo futuro nella questione internazionale. Anche perché attaccando Milosevic rischiamo, non capendo cosa realmente succede di giustificare di fatto la politica della Nato (soprattutto degli anglo-amerikani) – Nato che interviene contro Milosevic e arma i Turchi contro i kurdi -. Se vogliamo capire quali sono i motivi reali di tutto ciò dobbiamo ricordare due cose importanti:

  1. Il prepotere dell’impero amerikano;
  2. Visto che viviamo in un mondo capitalistico e sempre più spinto nelle leggi di mercato quali sono gli interessi economici e strategici delle forze coinvolte in questa tragica avventura.

Dopo la caduta del muro di Berlino tre fatti nuovi sono intervenuti:

  1. L’Amerika è l’unico impero esistente sul pianeta;
  2. La nascita faticosa e non ancora scontata dell’Unione Europea;
  3. La importanza crescente della Turchia non solo come baluardo anti-islamico, ma anche e soprattutto come controllore amerikano dell’Europa unita.

Allora possiamo cominciare a capire molti perché se è vero che è stata la Germania (con l’aiuto del papa polacco) a fomentare la secessione di Croazia e Slovenia dalla Jugoslavia (ma tutto ciò non vi ricorda l’impero asburgico di antica memoria), è anche vero che è soprattutto l’America ad aver armato l’Uck in funzione anti–serba. Perché? Qualcuno ricorderà che Albania, Bosnia, Kossovo fino a non molto tempo fa erano stati conquistati dalla Turchia nel famoso Impero Ottomano durato sei secoli. Anche dopo la caduta di detto impero l’influenza turca in detti stati non è mai cessata. Il sogno di questi stati della "Grande Albania" non è che il preludio dalla rinascita anche se sotto altre forme dell’Impero Ottomano che dovrebbe estendere la sua influenza dai paesi causici dell’ex-Urss fino alla Bosnia, passando dalla Macedonia e dal Kossovo e dall’Albania. In questo disegno si sposano gli interessi di due stati: Usa e Turchia.

La Turchia in questo modo potrebbe controllare sul proprio territorio il trasporto in Europa sia del petrolio caucasico, sia del gas turkmeno. Questo infatti è uno dei grossi motivi della repressione turca in Kurdistan.

Gli Usa che sono i grandi sponsor della Turchia in questo disegno ottengono sicuramente come primo risultato il controllo politico e militare (ed anche economico visto che la Turchia controllerebbe il flusso in Europa di petrolio e gas) nel Mediterraneo e visto il ruolo inglese mette sotto tutela la nascente Europa e mantengono di fatto il proprio dominio sul pianeta. Se poi aggiungiamo l’incoraggiamento amerikano dell’asse franco-tedesco (vedi la proposta amerikana di dare il seggio permanente al C.d.S. dell’O.N.U. alla Germania e non all’Europa unita) è chiaro come si voglia far naufragare il sogno di un’Europa dall’Atlantico agli Urali con conseguente controllo amerikano a tutto il Mediterraneo. Se tutto ciò è vero dobbiamo stare molto attenti a consa intendiamo per autodeterminazione dei popoli e cosa si nasconde dietro questa esigenza, una cosa è l’aspirazione alla libertà dei popoli conquistati ed asserviti da altri e privati delle loro identità e libertà (v. Kurdistan) altra cosa è la richiesta di alcune etnie formatesi in alcuni stati di formare un proprio stato. Questa richiesta è l’anticamera del razzismo e della pulizia etnica. Se la formazione di stati nazionali aveva un senso positivo secoli fa quando questi tendevano ad unificare piccole entità rivali, ha un senso negativo ora che avrebbe una tendenza alla divisione e alla parcellizzazione di entità statali. Se poi queste divisioni sono fomentate da potenze imperialistiche la nostra avversione a ciò deve essere ancora più netta. Chiedere il rispetto delle minoranze e la più ampia autonomia per esse è un discorso, appoggiare discorsi di secessione è un altro. E se un discorso di autonomia e federalismo in uno stato unitario viene accettato da Apo per il popolo kurdo che molte più ragioni avrebbe rispetto ai kossovari a maggior ragione riteniamo di dover chiedere l’intangibilità del territorio serbo e la concessione di una ampia autonomia (tipo Alto Adige) per il Kossovo senza alcuna ingerenza esterna.

In parole povere l’Europa e l’Italia in particolare hanno violato tutte le costituzioni per intervenire in una guerra non solo ingiusta, ma anche controproducente. Bisogna spiegare alla gente che ci siamo svenati per costruire una comunità europea che non solo non è in grado di competere con gli Usa, ma che è completamente asservita ad essi. Asservita al punto di entrare in una guerra che porterebbe gli Usa (tramite la Turchia) a controllare il flusso di carburante e gas all’Europa stessa con conseguente determinazione della politica mondiale.

 

Collettivo di Cultura Antagonista

"Iqbal Masik" – Lecce

1