AMIANTO. MORIRE DI LAVORO, SENTENZA CHOC A BOLOGNA=

DUE OPERAI OFFICINE FS; "AZIENDA SAPEVA, MA NON HA FATTO NULLA"
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BOLOGNA- TUTTI SAPEVANO. MA PER ANNI, PER BEN "10 ANNI
DI OMISSIONE COLPOSA GRAVE", NESSUNO HA FATTO NIENTE PER QUEI
LAVORATORI (NON POCHI: ANCHE 700 IN ALCUNI PERIODI) CHE
RIPARAVANO LOCOMOTIVE E CARROZZE FERROVIARIE SEMPRE A CONTATTO
CON L'AMIANTO NELLE OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI (OGR) DELLE FS
DI BOLOGNA. MA OGGI, DOPO TRENT'ANNI DI ATTESA, DOPO UN'INDAGINE
AVVIATA NEL 1991 E UN PROCESSO APERTOSI NEL 2001, "FINALMENTE
VEDIAMO RICONOSCIUTI ANNI E ANNI DI INIZIATIVA SINDACALE CHE
RISALGONO ALLA FINE DEGLI '60", ANNUNCIA DAVIDE VALENTE,
SEGRETARIO DELLA FILT-CGIL DI BOLOGNA. A FAR TORNARE IL SORRISO
AL SINDACATO, "DOPO CHE CI ERAVAMO UN PO' SCORAGGIATI", SONO LE
156 PAGINE DELLA SENTENZA DEL GIUDICE MONOCRATICO DONATELLA
SANTINI, DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA, DEPOSITATA LO SCORSO 18
LUGLIO.
IN QUEL VOLUME NON C'E' SOLO LA CONDANNA A UN ANNO E DUE MESI
PER MARIO MONTI, EX RESPONSABILE SANITARIO DELLE FS DAL '73 AL
'79 (PENA SOSPESA), MA SOPRATTUTTO C'E', PER LA PRIMA VOLTA, IL
RICONOSCIMENTO DI UN CONCETTO NUOVO NELLA CASISTICA
SULL'AMIANTO. SI CHIAMA "MODELLO MULTISTADIO" ED E' L'ASSUNTO
SECONDO CUI "CHI LAVORA DOVE C'E' AMIANTO, POCO O MOLTO CHE SIA
NON IMPORTA, SI AMMALA. NON SI STABILISCE- SPIEGA DONATELLA
IANNELLI, AVVOCATO- CHE SI MUORE SICURAMENTE, MA CHE SICURAMENTE
SI MUORE SE SI CONTINUA A STARE IN QUELL'AMBIENTE, E PIU'
L'ESPOSIZIONE E' ALTA. PIU' SI STA LI' PIU' E' ALTA LA
PROBABILITA' DI MORIRE, E CON GRANDI SOFFERENZE". PROPRIO COME
E' ACCADUTO A UNO DEI DUE LAVORATORI CHE LA RECENTE SENTENZA
CONSIDERA: MARIO BARGOSSI, FALEGNAME, DIPENDENTE FS DAL 1972,
MORTO A 50 ANNI (IL 3 GENNAIO 1995) DOPO "UNA SOFFERENZA
ATROCE". ERA DIPENDENTE DELLE FS ALL'OGR DI BOLOGNA E L'AMIANTO
GLI CAUSO' UN MESOTELIOMA PLEURICO.
L'ALTRO LAVORATORE IN QUESTIONE SI CHIAMAVA
VINCENZO POTALIVO. ERA UN VERNICIATORE E SI E' SPENTO, POCO DOPO
I 40 ANNI, PER UN CARCINOMA POLMONARE, L'1 SETTEMBRE DEL 1991.
E' DI LORO CHE SI PARLA NELLA SENTENZA CHE LA CGIL HA PRESENTATO
OGGI ALLA STAMPA. MA LORO SONO SOLO ALCUNI DEI TANTISSIMI OPERAI
COINVOLTI: "ALTRE INDAGINI SONO IN CORSO", SPIEGA IANNELLI, MA
QUELLA ILLUSTRATA OGGI E' IMPORTANTE PERCHE' E' LA PRIMA
SENTENZA (DOPO QUELLA DEPOSITATA A TORINO) CHE RIGUARDA AMIANTO
ED FS. L'ACCUSA RIVOLTA ALL'AZIENDA E' NETTA: CHE L'AMIANTO
FOSSE CANCEROGENO SI SAPEVA DAL 1945 MA LE FS, "PUR AVENDO
TUTTO, DOCUMENTI, PERIZIE, PROVE, CHE FIN DALLA FINE DEGLI ANNI
'60 CERTIFICAVANO LA PRESENZA DI AMIANTO NELLE OGR, NON HANNO
MAI FATTO NIENTE". INTANTO I LAVORATORI OPERAVANO "IN CONDIZIONI
IMPRESSIONANTI". ALTRO CHE TUTE, GUANTI E MASCHERINE; ALL'OGR DI
BOLOGNA I FERROVIERI MANGIANO IL LORO PANINO SU TAVOLACCI
RICAVATI DA PANNELLI DI AMIANTO E L'AMIANTO LO SPAZZAVANO. E'
TUTTO DESCRITTO NELLA SENTENZA.
IL SINDACATO HA CONTATO "ALMENO 50 MORTI" RICONDUCIBILI A
QUESTO AMBIENTE MALSANO. "NOI COME SINDACATO, A QUELL'EPOCA, A
MALAPENA SAPEVAMO DEL PERICOLO- RACCONTA VALENTE- L'AZIENDA
INVECE SAPEVA TUTTO". SOLO NEL 1979 SI RAGGIUNSE UN ACCORDO PER
INIZIARE A PARLARE DEL PROBLEMA E SOLO NEL 1981-1982 ARRIVARONO
LE PRIME PRECAUZIONI (PROTEZIONI, MA ANCHE UN BINARIO SPECIALE
DOVE RIPARARE I TRENI CONTENENTI AMIANTO). LA SENTENZA DI
BOLOGNA INIZIA A FARE GIUSTIZIA "E A SETTEMBRE, DOPO CHE CE LA
SAREMO STUDIATA BENE, IN VIRTU' DELLE NOVITA' CHE CONTIENE,
PENSEREMO A COME RIPRENDERE L'INIZIATIVA SINDACALE" ANCHE SOLO
PER FAR RICONOSCERE I BENEFICI PREVIDENZIALI DOVUTI PER
L'ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO A UNA SETTANTINA DI LAVORATORI CHE
HANNO CHIESTO AIUTO ALLA CGIL.
LA SENTENZA, INFATTI, BASATA ANCHE SU UNA
PERIZIA DEL GIUDICE E RICAVATA DALLE ULTIME CONOSCENZE DELLA
LETTERATURA SULL'AMIANTO, FACILITA ORA IL RICONOSCIMENTO DEL
DANNO SUBITO DAGLI OPERAI. MA "NON LASCEREMO NULLA DI
INTENTATO", PROMETTE DANILO GRUPPI, DELLA SEGRETERIA DELLA
CAMERA DEL LAVORO DI BOLOGNA. COMPRESA, FORSE, LA RICHIESTA DI
RIAPRIRE ALTRI 60 CASI, ARCHIVIATI, DI LAVORATORI DELLE OGR. LA
CGIL, INFATTI, NON SI ACCONTENTA DI VEDERE RICONOSCIUTE "LE
GRAVISSIME RESPONSABILITA' OMISSIVE", SANCITE DALLA SENTENZA, A
CARICO DEL RESPONSABILE SANITARIO DELLE FS (IL SUO OMOLOGO DI
BOLOGNA HA PATTEGGIATO LA PENA ALL'INIZIO DEL PROCESSO).
"ABBIAMO INSEGUITO PER DECENNI UN RISULTATO- AFFERMA GRUPPI- MA
IL PUNTO E' CHE NON POSSIAMO FERMARCI QUI PERCHE' VA RESO
EVIDENTE COME IL TEMA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO IN SITUAZIONI
DRAMMATICHE E' ANCORA SOTTOVALUTATO".
GRUPPI METTE SOTTO ACCUSA "L'IMPUNITA': NONOSTANTE TUTTI
SAPESSERO, I VERTICI DELLE FS SE NE SONO BELLAMENTE FREGATI PER
10 ANNI A CONFERMA DI UN SENTIRE, PURTROPPO SPESSO ANCORA
DIFFUSO, SECONDO IL QUALE SI PUO' LAVORARE IN CONDIZIONI ANCHE
SCHIFOSE SENZA CHE QUESTO SCUOTA PIU' DI TANTO LE COSCIENZE". LA
SENTENZA DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA ORA "GETTA UNA LUCE
COMPLETAMENTE NUOVA SU TUTTA LA PROBLEMATICA" PROPRIO MENTRE "SI
RIESCE A FARE LE PULCI, COME FA ANCHE QUESTO GOVERNO, SULLE
RICHIESTE DEI LAVORATORI PER AVERE I BENEFICI PREVIDENZIALI E SI
TRATTA DI GENTE CHE VIVE DEI DRAMMI. MA VI RENDETE CONTO? QUESTA
VICENDA E' TALMENTE GRAVE CHE MERITA IL PROSEGUIMENTO DELLA
NOSTRA INIZIATIVA SINDACALE".