COMPETENZA SCIENTIFICA O CONSAPEVOLEZZA POLITICA?

Dobbiamo prendere atto che, in questo più volte citato ed osannato fine
millennio, assistiamo al capovolgimento e all'arretramento di quelli che
erano i presupposti della civiltà umanista e di tutte le correnti
filosofiche pedagogiche e quindi politiche che da questa espressione del
pensiero sono derivate.
L'epoca moderna, nel bene e nel male aveva visto andare di pari passo
progresso scientifico e mutazioni sociali. L'invenzione della macchina a
vapore trasformo' i contadini e gli artigiani in operai , l'invenzione della
stampa allargò la possibilità dell'acculturazione e così via. Tali processi
evolutivi erano governati dall'epoca dell'umannesimo fino all'illuminismo e
alle derivazioni e diverse diramazioni di questo pensiero dal primato della
politica. Ciò permetteva una conoscenza abbasta diffusa e società che
rispondevano ai "bisogni" dell'evoluzione tecnica e scientifica. Questo
equilibrio si è rotto con la scoperta della potenza dell'energia atomica.
Gli scienziati e i tenici hanno acquisito sempre più potere e la ratio
politica si è di conseguenza sempre più indebolita. E' sotto gli occhi di
tutti che ad una scienza e una tecnologia enormemente evoluta corrisponde
una società paurosamente arretrata. Possiamo praticamente dire che siamo
tornati all'epoca in cui sacerdoti e scribi detenevano il potere del sapere,
e tutti sappiamo che questi sacerdoti misero in crisi il potere dei faraoni.
Le nostre vite individuali e le nostre polis sono in mano a pochi santoni
chiusi nei templi delle multinazionali dei farmaci, delle biotecnologie,
degli allevamenti intensivi, delle manipolazioni genetiche delle rapine dei
semi ecc.
Il fallimento della conferenza dell'Aia ha dimostrato l'incapacità e
l'impossibilità
da parte della politica di " governare" lo squilibrio e lo strapotere
tecnologico e scientifico. Toccare gli interessi delle multinazinali, anche
in parte minimale, vuol dire mettere in discussione tutto il sistema, quale
politico ha il coraggio di assumersi questa responsabilità? e quale politico
attualmente ha la capacità di "governare" le modificazioni che da prese di
posizione drastiche scaturirebbero? Gli stessi tentennamenti e toppe
precarie abbiamo visto che sono state adoperate in merito alla questione
"mucca pazza".
Sotto i nostri occhi scorrono le cose più oscene: prodotti alimentari che
vengono distrutti e latte gettato al vento mentre la maggior parte
dell'umanità crepa dalla fame, esseri umani che" vivono" delle immondizie
mentre criminali fanno affari sulle discariche abusive e no, bambini e
persone del terzo mondo che vengono rapite per il traffico di organi, per
non parlare della fiorente industria dele armi, settore, anche questo, molto
avanzato tecnologicamente, che fomenta guerre in ogni angolo del globo.
Quando una società cade nel baratro, non vi cade solo per un settore
specifico ma nella sua totalità: vedi risorgere del nazimo e della
xenofobia,. chiusura e paura dell'altro, del diverso, di chi non è in regola
e nel comportamento e nei "documenti.". Anche in questo campo infatti la
scienza propone le leggi della sua sicurezza senza possibiltà di dubbio:
tutti saremo schedati elettronicamente e le nostre impronte digitali  e
perfino l'iride entreranno nei megacomputer della sicurezza totale.
Di fronte a questo quadro di sfacelo, parzialmente esposto, io mi chiedo
cosa è più importante per tentare al meno di uscire da questo degrado: la
competenza scientifica o la consapevolezza politica?
Se abbiamo la consapevolezza di questa dicotomia tra scienza e società a
cosa serve avere solo "conoscenze scientifiche"? Qui è indiscussione lo
strapotere di questa scienza disumana e quindi il suo rifiuto in quanto
nuova forma di schiavizzazione. Qui si tratta di ristabilire il primato
della politica, non certo quella di "palazzo", ma quella che nasce dai
bisogni reali di tutte le specie viventi, siano esse animali o vegetali,
liquide come i fiumi o solide come le rocce.
Pretendere di raggiungere competenze scientifiche approfondite di massa è
illusorio, e perchè la scienza è giunta ad uno stadio molto alto di
specializzazione e perchè è molto difficile "decrittarla" per  chi non è uno
dei famosi sacerdoti. Credo che sia più proficuo capire i meccanismi
politici che sono la radice del quadro nefasto che viviamo in prima persona.
Ciò non vuol dire naturalmente che le informazioni e le controinformazioni
non debbano diventare patrimonio comune, questo è molto importante, perchè
l'ignoranza è volutamente diffusa, e favole e miti sulla scienza sono fatte
circolare ad arte dai media, ma vitale è coniugare le informazioni e le
competenze, per chi le ha, col significato politico delle scelte che la
scienza e la tecnica ci impongono. Tutti siamo in grado di capire i
meccanismi economici che sono dietro certe scelte anche perchè li paghiamo
con la nostra pelle, ma credo che pochi esseri umani abbiamo la possibilità
non solo intellettuale, ma anche economica di poter accedere alla
condivisione della scienza e della conoscenza.
Spesso una visione occidentalocentrica, ci fa scordare che la maggior parte
degli esseri umani non solo non hanno il computer, ma nemmeno il telefono, e
che crepano bruciati per rubarsi un pò di petrolio che in finale è loro.
E anche noi in occidente a che grado di conoscenza scientifica possiamo
giungere visto le alte vette a cui gli alchimisti sono giunti? Possiamo
anche noi avere la competenza di decifrare il DNA? Realisticamente penso di
no, possiamo solo lottare perchè non venga manipolato il nostro DNA. E per
me questa è la sola democrazia che conta!

Vittoria
de L'Avamposto degli Incompatibili