CREONTE E ANTIGONE
Antigone è sempre in rivolta contro la legge e la morale corrente. Antigone
è uno scandalo perenne: non si ribella solo alle leggi dello Stato, ma anche
alla morale codificata dalle leggi della polis.
Figlia del maledetto Edipo è l'unica che lo segue accecato e cacciato da
Tebe, lo segue fin nel bosco sacro dove le furie straziano Edipo. La sua
legge interiore e la pietas contano per lei più del Fato e delle leggi della
Polis. Tornata a Tebe sfida Creonte, che aveva ordinato di non seppellire il
ribelle Polinice, sfida la legge della polis è per questo sarà da Creonte
condannata a morte. Lei dice di essere fedele "alle leggi non scritte ma
infallibili degli dei" piuttosto che a quelle scritte dagli uomini.
Legge ed Etica si scontrano sul caso Antigone:
Legge: Nei miei lunghi viaggi verso la Grecia mi sono giunte all'orecchio le
vicende di Tebe, la tragedia della giovane Antigone.
Etica: Quanto stimo il suo nobile sacrificio.
Legge: Nobile sacrificio? Come puoi ritenere un sacrificio, per di più
nobile, l'andare contro le leggi dello Stato? Quelle stesse leggi che
costituiscono la Società! Andando contro queste Antigone ha negato
l'esistenza della Società stessa....se tutti facessero come Antigone dando
la priorità ai sentimenti e ai desideri ciascuno potrebbe violare a proprio
piacimento la libertà altrui che è tutelata unicamente dalle leggi.
Etica: Non posso non oppormi ad una legge che sento ingiusta e a qualunque
costo mi devo ribellare.
Insomma un "contrasto" che va avanti da un bel Po di secoli!
Le ragioni dell'Etica e la follia di Antigone possono servire per ragionare
su tanti aspetti della "civile convivenza" voluta dalla Legge. Ma oggi
voglio parlare di Antigone rispetto alla pietas verso il cadavere.
Antigone credeva negli dei, tanti credono in Dio: io pur avendo una gran
simpatia per gli dei, non credo in loro, e men che mai credo in Dio, eppure
anche in me c'è questo contrasto fra ciò che sento giusto interiormente e
ciò che la legge codifica: Kant dice che tale dicotomia deriva dal fatto che
esiste l'imperativo categorico. Ora Kant sarà pure un tremendo idealista, ma
in questo, pur essendo materialista debbo dargli ragione.
Una cosa è sotto gli occhi di tutti che la società in cui viviamo mentre
nega Tanatos, ossia la Morte, contemporaneamente non fa che produrre
Tanatos. Questo in tutti i suoi aspetti dalla guerra, alla produzione,a come
tratta la natura e gli esseri viventi. La parola morte ha perso il suo
significato "sacro" ed è entrata nel gran circo dello spettacolo. Infatti
c'è vergogna ad adoperare la parola Morte, l'hanno sostituita con un sacco
di perifrasi! però c'è una abbondanza di "visione mortifera" sia in senso
reale di morti ammazzati che in senso traslato di "mortifero per le
coscienze e la ragione".
Contemporaneamente il corpo ha acquistato una laida sacralità commerciale
. Il corpo e la cura del corpo è "l'imperativo categorico" della società
dello spettacolo: il corpo deve essere bello, in forma, perfetto,
curatisimmo, profumato, senza peli e senza pecche. Ora il corpo è sempre
stato curato, questa non è una novità! ma forse per ragioni che non avevano
nulla a che vedere col "dovere" di apparire, ma col "piacere" di
esserci.
La negazione della pietas verso la morte, che poi si concretizza in un
cadavere, e il contemporaneo culto estetico commerciale del corpo vivente,
ha prodotto una strana cosa e cioè che mentre tutte le fabbriche chiudono
l'unica fabbrica a restare aperta è quella del corpo o vivo o cadavere. Su
tutti i soldi che si fanno sui corpi vivi: dal turismo sessuale, al mercato
della prostituzione, ai business di palestre, farmaci e cosmetici ne
sappiamo abbastanza. Quello che forse non abbiamo considerato con abbastanza
attenzione è la riduzione a fabbrica del corpo cadavere. Ora senza dubbio di
organi per la sopravvivenza di persone malate c'è bisogno, è una necessità
lampante; sta di fatto però che questa necessità ha reso il cadavere un
semplice fornitore di pezzi. Insomma non esiste più la pietas verso il
cadavere, e la famosa statua della pietà sta solo nel museo, quella che
trionfa è sempre la statua della libertà o meglio del liberalismo, del
libertinaggio no, perché quello era una cosa seria. Credo che questo
dualismo di mancanza di pietas e di fabbrica di organi sia un bel paradigma
e pure significativo dell'epoca attuale, specialmente se consideriamo che
insieme a questo "buonismo di donazione di organi" parallelamente un sacco
di esseri umani vengono torturati, condannati a morte, e che è negata la
vita o con gli embarghi o con la guerra per non parlare della fame e delle
malattie dalla diarrea all'HIV. Ma Etica e Legge non vanno mai insieme ci
dice Antigone. Anche perché la legge è di Creonte, cioè di chi ha il potere.
Forse se il potere non lo avesse Creonte ma Antigone, Etica e Legge magari
coinciderebbero e ci sarebbe una società che evitasse il più possibile agli
esseri viventi di ammalarsi e quindi di avere bisogno di pezzi di ricambi, e
Tanatos non spaventerebbe tanto visto che è un traguardo a cui tutti
dobbiamo giungere. Sta di fatto che avendo il potere Creonte nessuno può
piangere in pace i suoi morti, ma viene tallonato per far andare avanti la
fabbrica del "qui ci sono pezzi di ricambio per tutti(?)"
Il fatto di considerare il corpo malato o cadavere una merce che può essere
più o meno redditizia fa sfornare leggi che vanno in tal senso. E qui parlo
chiaramente dell'Eutanasia, e pure della pillola che permette ai vecchi,
cioè a corpi non redditizi, di togliersi di mezzo. Può una Legge, per di più
di Creonte, entrare in questi ambiti così intimi? Ma dico, possiamo
veramente fidarci di Creonte? il quale ha fatto ammalare di HIV ed epatite
col sangue infetto ma tante, tante persone? Il quale dice che non c'è da
preoccupasi per BSE ed AFTA e ci tiene nascosti i casi di BSE e AFTA? Il
quale, sempre Creonte, ci dice che l'uranio impoverito fa bene alla salute e
l'elettrosmog è una panzana? e che gli OGM non "è provato" che facciano
male?
Ma al di là di questo: Creonte ha il diritto di fare una legge su delle
scelte che dovrebbero essere libere? Può' la scelta di Tanatos essere
"codificata"? Non è meglio lasciare alla pietas di medici e parenti questo
ultimo gesto d'amore? Se un gesto d'amore deve essere non può certo essere
ristretto in ambiti rigidamente legali. Tutti sappiamo che medici e chi ha
legami d'empatia con i morenti accompagna verso Tanatos chi lì deve andare,
già viene fatto questo, e non c'è bisogno di una legge che da potere di
decisione a Creonte. Creonte non ha diritto di fare una legge su Tanatos ci
dice Antigone. Creonte non ha diritto di scegliere, lui, chi deve morire,
perché farà queste scelte sempre per i suoi interessi di potere, e sempre
contro il ribelle Polinice la legge sarà!
Antigone."...Io non potevo per paura di un uomo arrogante attirarmi il
castigo degli dei. Sapevo bene che la morte mi attende. Affrontare questa
fine é quindi per me un dolore da nulla; dolore avrei sofferto invece, se
avessi lasciato insepolto il corpo di un figlio di mia madre; ma di questa
mia sorte dolore non ho. E se ti sembra che mi comporto come una pazza,
forse é pazzo chi di pazzia mi accusa." (Sofocle Antigone)
Vittoria
L'Avamposto deli Incompatibili