NAZISMO LAICO E NAZISMO ECCLESIALE

La vicenda delle tre creature peruviane sancisce definitivamente il potere della "Scienza" medica sul diritto di vita e di morte dell'individuo. Abbiamo messo la parola "Scienza" tra virgolette, volutamente, perché il diritto di vita o di morte è assegnato alla tecnica più che alla scienza. D'altronde lo stesso Marcelletti, quello che opererà le gemelle, non si definisce uno scienziato, ma un tecnico; anzi per dirla con parole sue un taglia e cuci (trasmissione Porta a Porta del 24 u.s.). In parole povere le possibilità di vita dei poveri sono legate alla possibilità di diventare un caso clamoroso, in grado di spostare in avanti (o indietro?) i paletti posti dall'etica a salvaguarda dell'uomo rispetto alla tecnica.
Se questo delle due gemelle fosse stato un banale caso di appendicite, non le avrebbero fatte morire in una situazione di abbandono e povertà in Perù, lontano dai nostri occhi occidentali?
Chi avrebbe mai pagato il viaggio della speranza in occidente per una morte annunciata così banale?
Quali organizzazioni umanitarie si sarebbero adoperate per dar loro una possibilità di vita?
Quanti occidentali "solidali" si sarebbero commossi per la sorte delle due bambine?
Quante prime, seconde, terze...pagine scritte o visive sarebbero state sparate?
Sappiamo tutti che nei paesi del terzo mondo ogni giorno muoiono TROPPI bambini per le più banali patologie, ma noi tutti ci foderiamo gli occhi e come le famose tre scimmiette: non vediamo, non sentiamo, non parliamo.
Ma queste gemelle non avevano una patologia banale. Il loro caso poteva produrre profitto.
Quindi andava messo in risalto.
Si sono precipitati medici, che potevano ricavarci FAMA, FINANZIAMENTI, SPONSORIZZAZIONI;
si sono fatti avanti ospedali e cliniche con la speranza (ben riposta!) di ottenere strumentazioni avanzate, professionisti di rilievo e quant'altro;
sono approdati i pescecani dell'informazione che hanno usato i sistemi più vili per aumentare vendite e/o audience;
ci siamo commossi tutti, salvandoci la coscienza per la sorte di due bambine extracomunitarie che ci hanno liberato dal peso di sentirci razzisti.
Ma qual'è la molla che ha fatto scattare questa gara di "solidarietà"?
L'amore per gli esseri umani o l'avanzamento della tecnologia?
Se non siamo ipocriti riconosciamo che la molla è stata l'interesse per l'avanzamento della tecnica. Si sa che i superstiti di questa storia (i genitori ed eventualmente la piccola Marta) dopo l'operazione verranno rispediti in Perù ad affrontare la solita vita grama! Ma questo lontano da noi! Al massimo verranno ripescati come statistica al prossimo caso limite.
QUELLO CHE RESTERA' SARA' IL MIRACOLO DELLA TECNICA E LE CONSEGUENZE DI QUESTO "MIRACOLO" PER MILIONI DI PERSONE.
Di che conseguenze parliamo?
Vogliamo mettere in evidenza che questo caso ha sancito il diritto di prelevare organi in assenza di morte cerebrale: è un caso estremo, ci dicono, ma si sa come vanno queste faccende: quando si stabilisce una cosa, siccome esiste un diritto di fatto, in questo caso grazie all'assenso di una commissione etica, è difficile tornare indietro. E' stato anche accettato e fatto passare come "buonsenso laico", il principio nazista che gli esseri più deboli debbono soccombere e venire destinati al sacrificio.
E a Monsignor Tonini, che tanto si esalta per questo sacrificio, ricordiamo che Dio fermò la mano di Abramo. Forse, perché il suo Dio sapeva che quando si intraprendono queste strade è difficile tornare indietro. Diciamolo chiaramente, questo caso ha chiamato nuovamente  alla prova del sacrificio di Isacco: e gli alti prelati hanno fallito questa prova. Quello che il Dio spirituale ha rifiutato, il dio tecnologico ha ottenuto.
Tuonano contro l'aborto, contro le manifestazioni dei Gay (ma non contro quelle di Forza Nuova), contro le famiglie di fatto, negano il diritto all'eutanasia ad esseri coscienti e consapevoli, ma applaudono al sacrificio umano di una creatura che non  ha possibilità di difendersi. Una creatura che, nella sua debolezza, già faceva un gran dono di sè, perché, l'hanno detto loro, i tecnici, che l'altra sorellina viveva solo per il supporto amorevole di questa creatura. Ma quest'amore era poca cosa per lorsignori, bisognava andare oltre, varcare i confini.
Non sarebbe stato più umano, più religioso lasciare che la natura compisse la sua opera?
Perché, se non ci fosse stato accanimento terapeutico, è certo che l'opera si sarebbe compiuta. E il silenzio della Pietas avrebbe potuto espandersi.
A che scopo superare questi confini? Ammesso pure che Marta si salvi, cosa non scontata, che vita le si prospetta? Vivrà nella favela da cui è venuta, in condizioni economiche precarie, aggravate dal suo fabbisogno di medicinali, conseguenza dell'operazione. Soldi che dovranno procurare i genitori, dato che i conti di "solidarietà" aperti in alcune banche, passata l'onda della notorietà, verranno chiusi. Poi ci saranno le sofferenze fisiche che un'operazione così complessa fatalmente comporta. Ma soprattutto, quali conseguenze psicologiche ci saranno in Marta quando immancabilmente verrà a sapere che la sua "vita" è indissolubilmente legata all'assassinio di sua sorella? Come vivrà la famiglia, e soprattutto la mamma, il peso della responsabilità che le è stata assegnata, di decidere la soppressione di Milagro?
MA QUALI SONO STATE LE VALUTAZIONI ETICHE DELLA COMMISSIONE (ETICA?) CHE HA DATO IL VIA LIBERA A QUEST'OBBROBRIO?
Ma per lorsignori queste sono bazzecole, che scarso peso hanno di fronte al "buonsenso laico".
Come, sicuramente, è stata una bazzecola per quel grande chirurgo americano il fatto che, dopo otto anni di inferno, il suo paziente (primo ad aver subito un intervento simile) sia morto.
La cosa centrale è che la tecnica superi sempre nuovi confini. Solo in questo modo, infatti, essa riesce a perpetuare ed allargare il suo dominio sull'Umanità.
Noi non siamo credenti, ma proprio per questo siamo spaventati dalle prospettive che si aprono.
Agli dei del passato, a quelli del presente, un nuovo dio si sta sostituendo: quello della tecnologia. Un dio certo più materialista, ma non per questo meno spaventoso. Un dio, che ci prospetta uomini clonati, selezionati, scelti a tavolino secondo parametri intrisi di razzismo, di violenza, di soppressione dei deboli e di tutti quelli che non possono essere integrati nella logica del dominio globale.
Ma come, noi occidentali siamo andati dagli Incas e li abbiamo sterminati perché facevano sacrifici umani. I nostri preti hanno maledetto i loro altari ed ora accettiamo sacrifici umani per il vitello d'oro?
Monsignor Tonini, visto che lei dice di crederci, si inginocchi umilmente davanti al suo Dio e chieda perdono per se stesso e per tutti i seguaci del nuovo MOLOC.

huambo e vittoria