TECNE'
Considerazioni rispetto alle discussioni in atto sulla tecnologia

Credo che su questa discussione su scienza e tecnologia, si sia creato del
malinteso, magari tutti diciamo più o meno le stesse cose e crediamo di
essere contrapposti.
Forse tutto ciò è dovuto al fatto che adoperiamo termini come scienza o
tecnologia, con la leggerezza che abbiamo appreso dai mass-media.
Pensiamo per un momento alla parola greca tecnè, che è un vocabolo con
molteplici significati; in prima battuta significa semplicemente
l"arte", manuale, soprattutto di lavorare i metalli, mestiere; ma poi subito
ha un secondo significato negativo: astuzia, artificio, tranello,
inganno. Come al solito i Greci avevano capito tutto!
La società industriale, e non vi dico poi  quella post-fordista!, ha
appiattito il linguaggio, e l'appiattimento del linguaggio va sempre di pari
passo coll'appiattimento teorico, sociale e del costume: insomma abbiamo
quel fenomeno che, genialmente, Pasolini battezzò omologazione: Omologazione
divenuta una invischiante ragnatela nell'era della globalizzazione.
Ma ritorniamo alla tecnè e al suo duplice significato: é fuor di dubbio che
l'uomo, per le sue caratteristiche ha sempre dovuto adoperare la tecnica, ha
scoperto il fuoco, quindi la fonte di energia, ha costruito attrezzi per le
sue necessità di sopravvivenza;
quando si va in un museo di paleontologia, si resta veramente affascinati,
per esempio, dal numero e dalla variazione di dimensione e di fattura delle
punte!  l'uomo, in qualsiasi epoca, in qualsiasi latitudine, in qualsiasi
forma di stato, dal tribale, al teocratico e così via andando per i secoli,
non ha mai potuto fare a meno della tecnica.
Qual'è allora l'astuzia, l'artificio, il tranello, l'inganno che porta in se
la tecnè?
Il primo artificio, è evidente, è che questa astuzia dell'uomo cambia la
natura circostante, la piega al suo dominio.
L'altro inganno, ed è altrettanto evidente, è che chi ha in mano l'arte
della tecnè può condizionare il gruppo di cui fa parte.
Ha il potere di fornire punte più o meno efficienti, di decidere a chi darle
e perché, e come e quando usarle
Torniamo ai nostri giorni: credo che una particolarità della nostra epoca
sia questa: il divario fra progresso scientifico e sviluppo sociale: bene o
male, nei secoli passati il progresso scientifico e quello tecnologico,
andavano di pari passi con l'evoluzione sociale; intendo dire che la società
modellava i ruoli dei suoi membri di pari passo coll'evoluzione della
scienza.
Per la prima volta nella storia, ai giorni nostri, questo processo è stato
capovolto. Per cui abbiamo una scienza ed una tecnologia molto avanzata, in
una società molto arretrata: anzi, è proprio il progresso scientifico e
tecnologico che pare quasi richiedere una società arretrata. Dico pare,
perché è logico che le cose non stanno in effetti così, che ci sono
interessi ben precisi che vogliono mantenere questo stato di cose.
Invece, sarebbe proprio questo alto grado di progresso a richiedere una
società  enormemente evoluta, con una alta dignità etica, senza divisione di
classi, senza interessi materiali, per parlar chiaro senza multinazionali,
senza capitale, senza sfruttati e senza sfruttatori: Insomma una società
comunista. In cui siano comuni le risorse, il benessere, il diritto di vivere
decentemente.
Mi pare che tutte le altre considerazioni siano secondarie di fronte a
questo dato di fondo.
Voglio dire che se non togliamo il potere di mano a chi ce l'ha staremo
sempre a girare in tondo, senza risolvere il problema.
L'abbattimento di questa società è una necessità storica, per alcuni
evidenti motivi:
1) perché non possiamo chiedere ai paesi del terzo e quarto mondo di
    continuare a morire di fame o di malaria o di lebbra, in
    virtù di uno sviluppo che noi occidentali imponiamo come "sostenibile";
2) perché non possiamo fermare il progresso della scienza, che si "in se",
    lo ripeto, è neutra, questo sarebbe un atteggiamento reazionario, abbiamo
    però il dovere di strapparla dalle mani di chi determina, colla potenza del
   denaro, le sorti del mondo e delle specie vegetali ed animali del pianeta;
3) perché è vergognoso che con le potenzialità che potremmo avere a disposizione
    ci sia ancora chi è vittima della povertà, del disagio,
   della sofferenza nel primo, secondo, terzo, quarto mondo e pure in quello
   dell'aldilà!!!
4) perché le biotecnologie hanno bisogno di controllo dal basso, non
    possiamo lasciare in mano a questi vampiri il potere di creare le Gorgoni di
    cui ho parlato in precedenza;
5) perché la decodificazione del genoma umano rende ineluttabile ed
    imprescindibile la rivoluzione contro il dominio globale;
    le ricadute positive, se ci saranno, di questa scoperta, possono aversi
   solo in una società che garantisca il non sfruttamento
   anche della propria identità fisica e psichica;
6) perché il potere indiscriminato dei tecnocrati e degli scienziati,
    porterebbe ad una società di "popolo degli abissi" di Londoniana memoria;
7) perché questo potere totale e totalizzante sta portando verso un nuovo
    fascismo, un oscurantismo ammantato di scientismo, di stampo mengeliano,
    in cui non ci sarà posto per le minoranze, i deboli, le diversità biologiche e caratteriali;
8) perché non vogliamo braccialetti elettronici e microchips;
9) e perché no?, per un pò di sano egoismo!!! Perché ci siamo stufati di
    avere gli incubi notturni, la paura del futuro per i nostri figli, le guerre,
    e di  farci comandare da gente che riesce a fare i soldi pure con la monnezza!!!!

Vittoria