Uranio impoverito in Romagna : rompiamo il muro del silenzio !

Lo scorso 18 Aprile , durante un’ispezione dentro la base NATO di Pisignano di parlamentari dei verdi e di Rif. Com.,il Comandante dell’aeroporto ha ammesso, "candidamente", l’esistenza di un deposito-munizioni per missili e proiettili ad uranio impoverito per l’armamento dei futuri F16 che verranno dislocati presto presso la base stessa.

La notizia è stata "snobbata"" da stampa e TV locali, come se si trattasse di un evento ordinario o "normale". Stesso atteggiamento, più che scontato visto i precedenti in merito, da parte di enti e amministrazioni locali che continuano ad avallare politicamente il rafforzamento di questa struttura militare nel territorio all’insegna della "glo-calizzazione " della guerra .

La popolazione è tenuta accuratamente all’oscuro dei pericoli per tutta la Romagna dovuti alla presenza di queste munizioni, che si aggiungono ai disagi dell’inquinamento acustico, elettromagnetico e idrogeologico (carburanti nelle falde), di chi vive in prossimità della base.

Negli ultimi anni si è parlato anche della possibile presenza di ordigni nucleari. Ammesso e concesso che questi ordigni non ci siano, o siano solamente "transitati" per un breve periodo nella suddetta base – ordigni che comunque, per evidenti ragioni di funzionalità militare necessitano di standard di prevenzione e sicurezza e di particolari procedure di armamento – le munizioni ad uranio impoverito , dal punto di vista pratico e quotidiano e dell’uso ormai "ordinario" fatto dai paesi della NATO in operazioni di guerra e in esercitazioni,sono pericolosissime.

Ricordiamo che questo tipo di munizioni è ottenuto da scorie nucleari, Quindi sono incompatibili con leggi e convenzioni internazionali e rappresentano un crimine contro l’umanità.

QualCuno, come sempre, ci accuserà di essere i soliti"estremisti allarmisti", ma chi è abituato a non farsi condizionare dalla dis-informazione degli strateghi della guerra imperialista, potrà verificare che esiste un’ampia documentazione di ricerca e denuncia da parte della comunità scientifica e degli stessi scienziati e tecnici che lavorano per il Pentagono. Inoltre sono sorte diverse associazioni di veterani della guerra del Golfo (1991), che da anni denunciano gli effetti devastanti di questa nuova arma dell’imperialismo che ha portato a 10.000 i decessi e 90.000 gli ammalati-invalidi permanenti fra i soli militari USA. A questi vanno aggiunti :canadesi,inglesi, francesi e successivamente italiani e spagnoli per le missioni in Yugoslavia e in Somalia.

In una logica di guerra di sterminio e vendetta infinita i paesi membri della NATO, Stati Uniti in testa, hanno utilizzato questa nuova arma di distruzione di massa sulle carni del popolo iracheno, poi in Somalia, Bosnia, Yugoslavia, Afghanistan .

Questi missili e proiettili ad uranio impoverito perché sono da considerarsi "armi di distruzione di massa"? Perché per i macellai imperialisti hanno il "pregio" di seminare morte immediata e , fra la popolazione presa a bersaglio, morte lenta differita nel tempo. Per questo gli "strateghi del terrore" la considerano una "medicina taumaturgica" per i popoli resistenti . le patologie provocate sono diverse : tumori di ogni genere (polmoni,cervello, pelle, vescica, stomaco, seno), leucemia, abbattimento permanente del sistema immunitario, orrende malformazioni fra i neo-nati, aborti ecc..L’uranio impoverito ha un altro effetto letale : contaminare , per milioni di anni, la terra, l’acqua, l’intero ambiente.

Come avviene la contaminazione delle persone e dell’ambiente ? I primi a farne le spese, paradossalmente, sono proprio i militari, la "truppa" che opera materialmente, considerati dai loro "datori di lavoro" "carne da macello", anche se in forma subdola , con dosi massicce di retorica militarista ammantata dal buonismo della" guerra umanitaria" e delle "missioni di pace" supportate con gratifiche retributive.

Sono già un centinaio i militari italiani morti per la così detta "sindrome del Golfo" e alcune centinaia quelli che si sono ammalati o "sospetti ammalati". Tutti hanno prestato servizio in Bosnia, Kossovo, Somalia, oppure in poligoni di tiro in Italia. Fra questi, diversi sono i contaminati per il semplice contatto con munizioni ad uranio impoverito non sparate.

Nel nostro caso i fattori di rischio per la popolazione sono tre :

Un F16, carico di munizionamento ad U238 , cade e s’incendia il carburante provocando a sua volta l’incendio delle munizioni. In un breve arco di tempo si crea "aerosol" di uranio di dimensione respirabile. La colonna di aria calda sprigionata si disperde in micro-polveri. Secondo le ricerche, l’estensione del "fallaut" delle micropolveri di uranio può essere superiore a 40 Km . !
S’incendia il deposito munizioni : sarebbe una catastrofe di proporzioni immani ! Causando lo stesso effetto di cui sopra, moltiplicato per cento.
Queste munizioni devono essere provate in esercitazioni nei poligoni di tiro. Nel caso dei nostri F16 si parla di poligoni di tiro in Campania. Quali le conseguenze sulle popolazioni locali ? E sono state informate di questo ? In Sardegna, presso un poligono di tiro per proiettili all’uranio impoverito, si è riscontrato un sensibile aumento di tumori, leucemie, e nascite di bambini malformati.
E’ chiaro perché i poteri economici, politici, militari che ricorrono alla pratica, alla pianificazione, del genocidio attraverso l’uranio impoverito impongano il silenzio. E deve essere altrettanto chiaro che sono scelte non peculiari di un governo, ma di sistema: ovvero condivise dal personale politico a prescindere dal governo in carica.

Anzi se la destra è pagata per fare il suo "mestiere", spesso è molto più pericolosa la "sinistra", abituata da tempo a nascondersi dietro la "menzogna etica" della guerra intesa come "missione umanitaria".

Milioni di persone con le bandierine arcobaleno non hanno impedito un altro massacro. Non sono riuscite a salvare la vita di un solo bambino iracheno. Il "pacifismo opinionista" ha mostrato tutti i suoi limiti nell’accettare il terreno della legalità borghese come terreno di confronto con il "partito della guerra imperialista".

La radicalizzazione di un percorso di massa nell’opposizione alla guerra economica , sociale, politica e militare è divenuta una necessità oggettiva non più eludibile. Noi da qui ripartiamo e continuiamo la lotta cominciando a rompere il silenzio, contro-informando, come passaggio imprescindibile per tutti coloro che sentono il bisogno di opporsi per davvero contro le guerre di sfruttamento , di dominio di cui l’Occidente e l’Italia si rendono protagonisti. Chi governa e amministra il territorio e tace su quanto sta accadendo nella "base della morte", vicina alle nostre case, è anch’esso complice e si assume la responsabilità politica ed "etica" di questi processi che altro non sono, lo ribadiamo, che crimini contro l’umanità.

Noi spenderemo tutte le nostre energie e le nostre forze, insieme ai nostri scarsi messi, per opporci senza mediazioni agli F16, all’uranio impoverito, alla presenza di questa struttura che serve a generare morte e distruzione, consapevoli che sarà un’importante contributo non di opinione o puramente "ideologico", per impedire nuove guerre .

Rete regionale antimperialista-anticapitalista E. Romagna.