Comunicato di venerdì 27 maggio
sugli arresti disposti dalle procure di Bologna e Viterbo


I nostri computer sono stati sequestrati, per questo motivo solo ora
riusciamo a riferirvi quello che è successo ieri. Abbiamo passato l'intera
giornata di giovedì 26 maggio tra il subire perquisizioni (diverse sono
durate tra sette e dieci ore) e aspettare davanti alla Questura di Bologna.
La situazione si è evoluta di ora in ora e solo in nottata siamo riusciti a
ricostruire un minimo il complesso della vicenda repressiva. Ancora non
sappiamo dare informazioni precise su quante persone siano state perquisite
e su chi tra questi sia indagato e chi no. Cercheremo nelle prossime ore di
raccogliere anche tramite gli avvocati notizie più precise e faremo uscire
altri comunicati di aggiornamento.

Due sono i filoni d'indagine, uno partito da Bologna e uno da Viterbo e gli
arresti sono stati effettuati in due tempi.

Danilo e Valentina a Pescara, inseriti in entrambe le indagini, sono stati
arrestati nella mattinata contemporaneamente a Massimo, Claudia e Stefano a
Viterbo. Nel corso della giornata sono stati portati in questura per la
schedatura molti dei perquisiti, tra i quali anche i compagni che verranno
arresati in serata dopo che in un primo momento erano stati rilasciati.
Lucia Elsa e Mattia sono stati intercettati fuori dallo studio degli
avvocati e portati in Questura con la solita scusa di dover firmare dei
documenti. Mentre li attendevamo all'uscita abbiamo avuto la notizia dell'arresto
loro, di un ragazzo di Locri (colpevole di aver frequentato in passato uno
degli arrestati) e di un quinto arresto a Roma.

L'inchiesta della procura di Bologna ruota intorno alla redazione di
Crocenera Anarchica, un bollettino periodico di informazione su repressione
e carcere nato nel 2001 per sostenere le lotte dentro e contro le galere.
Questi inquisitori assolutamente privi di un qualsiasi barlume di
intelligenza su ciò che andavano facendo, chiamati da tutte le parti d'Italia
per dare man forte ai loro degni colleghi, sembrano aver ripreso le veline
della digos di 5/6 anni fa per colpire non solo alcuni compagni ma anche
chiunque si trovasse a quel tempo ad essere loro amico.

Pare che in tutto le perquisizioni di ieri siano oltre un centinaio. E per
arrivare a tanto devono aver messo in mezzo davvero chiunque, dai parenti a
vicini che nemmeno si conoscevano, giungendo fino a scavare in luoghi
definiti a disposizione degli indagati, come i boschi vicini alle
abitazioni.

Il delirio e la ferocia di questo attacco repressivo sventra vite e affetti
senza peraltro avere il ben che minimo riscontro oggettivo che possa in
qualche maniera sostenerlo.

Per intenderci vediamo cosa cercavano gli investigatori: stampanti a getto
di inchiostro; diserbante; tessuti di lana di colore nero, marrone o
azzurro; pentole a pressione; bombolette di gas da campeggio; flash per
macchine fotografiche; personal computer; buste ed etichette per le
spedizioni postali.

Ovviamente il bottino è stato ricco perché chi non ha in casa almeno un paio
di quegli oggetti? Quale madre non possiede una pentola a pressione da farsi
sequestrare.

Infine i compagni sono stati incarcerati nei luoghi più disparati (per
esempio Lucia è stata portata a Reggio Emilia dove certamente i suoi due
figli, minorenni, la potranno facilmente visitare!) e sono stati oscurati
sul sito di filiarmonici le pagine che ospitavano Crocenera.

Riepilogando gli arrestati sono in tutto dieci, e ventuno (circa) dovrebbero
essere gli indagati, anche se la condizione di quelli che indagati non sono
può cambiare da un momento all'altro senza che intervengano nuovi elementi.
I Pubblici Misteri che da Bologna hanno disposto perquisizioni e arresti
sono i sostituti procuratori Luca Tampieri e Morena Plazzi.

Ricordiamo a tutti di non utilizzare il conto corrente postale di Crocenera
Anarchica per i versamenti a sostegno delle spese legali perché nessuno può
ritirarli. Quanto prima sarà diffuso un altro contro corrente postale ah
hoc.










Ecco l'elenco dei carceri dove sono richiusi gli arrestati:




Danilo Cremonese e Valentina Speziale

C/o Casa Circondariale, via San Donato 2, 65129 Pescara




Stefano del Moro, Marco Bisesti e Massimo Leopardi

C/o Casa Circondariale Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165 Roma




Lucia Rippa

C/o Casa Circondariale, viale L. Settembrini 8, 42100 Reggio Emilia




Elsa Caroli

C/o Casa Circondariale, via della Rocca 6, 47100 Forlì




Claudia Cospito

C/o Casa Circondariale, contrada Ceppaia 1, 64100 Teramo




Mattia Bretoni

C/o Casa Circondariale, strada delle Novate 65, 29100 Piacenza




Teo è ricoverato nell'infermeria del Carcere Speciale di Palmi.