SUD RIBELLE: IL 23 OTTOBRE SI RICOMINCIA
E' passato quasi un anno da quel 15 Novembre
2002, quando per ordine di un PM cosentino, Fiordalisi, centinaia di poliziotti
della Digos e carabinieri dei Ros invasero decine di abitazioni nel sud d'Italia
(più la nostra un pò più al centro) per procedere agli
arresti di decine di militanti (una ventina di persone) del Sud Ribelle.
Un coordinamento delle realtà antagoniste meridionali, formato per
dare voce nel movimento alle tematiche specifiche del Sud d'Italia. Tematiche,
che da sempre sono quelle del degrado sociale, legato alla disoccupazione
e alla mancanza di sviluppo, che non sia quello delle cattedrali nel deserto
(senza contare la presenza mafiosa che aggrava questo degrado già così
pesante) e quelle del degrado ambientale, fatto di discariche tossiche e di
industrie altamente inquinanti e di centrali a carbone. Ma tematiche anche
legate all'occupazione militare del territorio e alla militarizzazione delle
coste, per difendere le frontiere, non da orde di conquistatori, visto che
costoro, già hanno riempito il nostro territorio di basi militari più
o meno segrete, ma da persone, che negate dal prepotere e prepotenza del capitale
occidentale, che da sempre li ha spogliati delle materie prime, venivano e
vengono a reclamare una vita degna di essere vissuta.
Ed è di questo che il potere, e quindi coloro che sono delegati ad
imporre questo potere, aveva (ed ha) paura: del saldamento fra le suddette
tematiche sociali ed un movimento, che di queste tematiche voleva fare una
propria bandiera.
E infatti con l'inchiesta a carico di questi compagni che, pur con molte diversificate
esperienze e con diversi punti di vista, si ritrovavano uniti nella voglia
di lottare contro detti degradi e contro l' occupazione del territorio e delle
coste, si inaugura un nuovo modo di "fare giustizia" in questo paese.
Per la prima volta contro delle lotte sociali si usano categorie giudiziarie
da reati comuni, per cui si affiancano ad accuse di associazione sovversiva,
anche accuse di associazione a delinquere; per la prima volta si accreditano
aziende private del ruolo di ordinamento economico dello stato e, chiaramente,
si tenta di rilanciare alla grande la criminalizzazione non solo delle lotte
ma anche quella delle opinioni.
Non solo, per la prima volta dopo Torquemada si persegue l'obiettivo dell'abiura.
Insomma la reintroduzione del codice Rocco anche nella realtà, oltre
che nell'ordinamento scritto, favoriti dal fatto che nel movimento qualcuno
da tempo persegue la scomunica e la presa di distanze da quei compagni, che
non accettano derive istituzionali del movimento.
Naturalmente poi tutti questi meccanismi usati dal potere nei nostri confronti
sono stati perfezionati e portati a conseguenze ancora più pesanti,
come le minacce di utilizzo dell'art.1 nei confronti della compagna di Pisa,
prima, ed in questi giorni anche nei confronti di alcuni compagni del Csoa
Immensa, oppure con la denuncia per estorsione nei confronti dei disoccupati
napoletani che chiedevano lavoro e reddito, ma è indubbio che l'inchiesta
contro i compagni del Sud Ribelle, sia paradigmatica del tentativo del potere
di azzerare tutto un movimento con gli strumenti che il codice fascista Rocco
e le susseguenti leggi emergenziali (270 bis in primis) gli consentono.
Perchè il Sud Ribelle, come il movimento in generale, non è
una struttura omogenea, ma è un fenomeno sociale composito, non inquadrabile,
dove convivono molte anime, da quelle legate all'ormai famoso movimento dei
movimenti, a quelle legate a diverse e composite esperienze antagonistiche,
a quelle ( e noi de L'Avamposto tra queste) legate al movimento anticapitalistico.
Ed è proprio questo essere composito del movimento che fa paura, perchè
di fatto ingovernabile, ed essendo anche il Sud Ribelle un fenomeno composito,
si vuole colpirlo, per cercare di capire quali sono i mezzi per colpire poi
tutto il movimento.
E' su queste basi, che, come L'Avamposto degli Incompatibili, invitiamo TUTTE
le realtà di movimento a lottare contro questa spirale repressiva che
il potere sta mettendo in atto, non solo contro di noi del Sud Ribelle, ma
in decine di altre situazioni in tutta Italia.
LA SOLIDARIETA' NON BASTA, CONTRO LA REPRESSIONE CI VUOLE LA LOTTA.
L'Avamposto degli Incompatibili