Ma quale diritto al dissenso e alla disobbedienza?
LA RIVOLUZIONE E' UN DOVERE SINGOLO E COLLETTIVO DI OGNI RIVOLUZIONARIO!!!
Quello che sta succedendo in Italia con tutte le inchieste in atto, da
Cosenza a Genova, a Firenze, a Napoli, a Roma, a Viterbo...non è frutto
"degli insondabili criteri elettivi di zelanti magistrati" (qualunque nome
abbiano), e neanche della ritrita solfa sulla sospensione dei diritti
costituzionali.
E' il naturale gioco delle parti: LA LOTTA DI CLASSE.
A Genova non si stava girando la ripresa televisiva di un reality su guardie
e ladri: a Genova come a Napoli e altrove era in atto uno scontro vero fra
quelle forze politiche e militari che difendono questo sistema capitalistico
di merda e chi di questo sistema se ne vuole liberare DEFINITIVAMENTE.
E, per questo, non chiedo nessun permesso e non  c'è nessun permesso da
chiedere al diritto dello Stato e allo Stato di diritto
.
Per me loro sono dei criminali e loro (come è naturale) criminalizzano me.
Come al solito, fin dalla notte dei tempi, è sempre e solo
UNA QUESTIONE DI RAPPORTI DI FORZA.
Questo è il processo di Cosenza, quello di Napoli, quello di Genova....
Oggi come oggi, quando i rapporti di forza sono favorevoli al Potere, io
voglio non arretrare di un millimetro e mantenere la mia dignità, cercando
nel contempo di lavorare con tutte le mie energie ed anche i miei limiti per
ribaltare la qualità dei rapporti di forza.
Sarebbe bene, invece, analizzare le particolarità della fase attuale per
dotarsi di strumenti adeguati per affrontarla, anzichè arrivare nei
tribunali con le braghe calate.
Vittoria Oliva (la tredicesima imputata del processo al sud ribelle)
L'Avamposto degli Incompatibili