"Beati coloro che hanno
fame e sete di giustizia perché saranno GIUSTIZIATI"
P. Bellocchio
L'ennesima prova che il sistema giudiziario e penitenziario sia
fondato sul sadismo, c'è lo dimostrano giorno per giorno, ed ecco che non solo
reinseriscono in organico le guardie di S. Sebastiano, ma dopo che saltano anche i vertici
del carcere di Badu 'e Carros i signori giudicanti, riescono solo a trasferire gli
indagati in altre strutture per continuare i loro sporchi compiti.
Questo è il massimo che la nostra giustizia sa fare col suo personale :TRASFERIRE.
L'istituzione carceraria è marcia dalle fondamenta è fallimentare sul piano della sua
funzione ufficiale, mentre è efficentissima nella repressione.
Il carcere intendiamoci è denaro trasformato in forze antisociali, è denaro estorto, in
modo sia pure legale e indiretto agli ignari cittadini.
E tutte le commoventi parole non servono a niente come non servono le inchieste se
chi le svolge invece di indagare visita l'esterno del carcere o la chiesa , perché non
s'interrogano i detenuti?.
Troppo spesso si conoscono le barbarie del sistema, però si finge di non sapere, così
fino alla prossima rivolta e allora giù a scandalizzarci e indignarci, ma che
bravi...
Sappiamo benissimo tutti, che la società neoliberista, dove si reclama la civiltà, dove
si fa sfoggio di teorie che inducono al perdono e alla carità o solidarietà, altro non
è che una civiltà dove le barbarie si alternano con una velocità ed un atrocità
allucinanti. Infatti è la violenza dei rapporti quotidiani che nega la quotidianità dei
rapporti, soprattutto in carcere.
Trentuno anni fa a S. Vittore ci fù una rivolta, nell'aprile 1969, ne riportiamo una
testimonianza:
.....a sera quando cessammo ogni resistenza fummo incolonnati, ci fu impedito di prendere
qualsiasi vestito o oggetto personale, passammo attraverso un cordone formato da celerini
e guardie carcerarie i quali incominciarono a percuoterci selvaggiamente con manganellate,
pugni calci e cinghiate ed alcuni secondini con catene muniti di lucchetto all'estremità
. Il pestaggio era cieco e indiscriminato , il livore, la rabbia sadica, la vendetta
s'abbatteva contro di noi . E nonostante parecchi fossero caduti a terra sfiniti
dalle botte, sommersi dall'acqua, delle tubazioni dei pompieri venuti per spegnere
l'incendio, continuarono ad essere colpiti alla cassa toracica e alla testa. Giunti in
matricola fummo ammanetati 5 a 5 e caricati su camion militari e trasportati a Genova ,
alcuni detenuti furono trasportati in mutande, tutti i visi erano pesti, sanguinanti,
gonfi, occhi neri, costole fratturate, mal di testicoli, atroci mal di capo, e nonostante
le ripetute richieste di soccorsomedico la scorta c'è lo negò, c'era anche un detenuto
che per un colpo di sbarra all'avambraccio ed avesse l'osso che fuoriusciva dalla carne fu
ammanetato come tutti gli altri, ferita che successivamente glicostò 75 punti di
sutura...
Giunti a Genova diretti in Sardegna fummo calati nella stiva della nave, era buio e
sporco, costretti a mangiare e a dormire ammanettati, per terra come bestie. Arrivati
nell'istituto sardo trovammo schierati tutti i secondini, il direttore e il maresciallo,
il quale ci disse :"Voi siete dei ribelli, toglietevi i grilli dalla testa, noi
abbiamo domato bestie più feroci di voi, state attenti che la Sardegna lascia brutti
segni". (tratto da Liberare tutti i dannati dellla terra, edizioni Lotta Continua
'72) . Parole queste ultime che sono ancora troppo attuali e troppo reali......
Questo succedeva nel 1969, ma come abbiamo visto recentemente a S. sebastiano non è
cambiato nulla, in trent'anni lo stato italiano, non ha migliorato di una virgola la
formazione professionale e la preparazione dei suoi vili servitori; che altro non sono se
non persone che hanno rinunciato del tutto alla loro dignità di umani, che riescono
solo a far ingoiare le peggiori umiliazioni a coloro che dovrebbero tutelare e custodire.
Ma passiamo ai fatti di Nuoro , Badu 'e Carros:
sezione Alta Sicurezza, Luigi Acquaviva, 48 anni di San Giuseppe Vesuviano, da tempo
chiedeva di essere trasferito per scontare la pena vicino al suo paese, niente dafare.
Per disperazione il 22 gennaio 2000 sequestra una guardia, che poi libererà, voleva solo
attirare l'attenzione e farsi trasferire, ma il giorno dopo il sequestro,
misteriosamente il detenuto viene trovato morto......,
ufficialmente si parla di asfissia per impiccagione, un suicidio. Si è impiccato
alle sbarre della sua cella, ma i contorni sono troppo sospetti , di conseguenza è
scattata l'inchiesta che indaga per reati che vanno dall'omicidio colposo alle lesioni,
all'omissione di soccorso.
Non possiamo permettere che vi sia ancora e solo silenzio. Prendiamo atto perciò che le
condizioni disumane a cui sono costretti i detenuti non sono solo il prodotto di una mente
malata di qualche sadico ma corrispondonoo ad una precisa scelta strategica di stato.
I primi risultati dell'inchiesta iniziano ad arrivare : Francesco Gigante direttore di
Badu 'e Carros è trasferito nella Colonia penale di Mamone, il comandante delle guardie
Antonio Deidda sempre indagato per la vicenda Acquaviva, trasferito a Maccomer.
Ecco quindi come si risovono le questioni : ancora trasferimenti e allontanamenti .Si
giustificano simili nefandezze legalizzate con problemi di spazi, di strutture e di
organico. Per tutta risposta arriva un bel pacchetto di interventi per la Sardegna:
ammodernamento delle strutture carcerarie, ampliamento degli organici e miglioramento
delle condizioni di lavoro in carcere. Tante assunzioni in più, nuovi concorsi per i
disperati disoccupati, nuove strutture, magari fuori dal centro abitato in modo che
nessuno sappia bene cosa succede dentro, asservimento dei militari di leva e obbiettori,
stanziamento di 30 miliardi, e tutti vissero felici e contenti...........
Troppo semplice sanare la situazione talmente delicata come una polveriera, con quattro
soldi, non sirisolvono così i problemi, bisogna andare alla radice. Perché non si
ammette che è un abuso d'autorità quella di brutalizzare, pestare, umiliare i detenuti ?
Perché queste autorità non pagano mai?per non parlare dell'abitudine di sottrarre
continuamente alla sede in cui si presume si sia compiuto il reato e in cui si può godere
dell'assistenza dei propri legali . Con i più diversi pretesti che altro non sono che
capricci , ci sono ogni giorno traduzioni per ogni dove, con uno spreco impressionante di
soldi ed energie. Questo è un problema, e tra i più gravi che qualcuno dalle comode
poltrone dovrebbe risolvere, i detenuti non sono dei numeri o pedine da spostare da una
parte all'altra della scacchiera, sono uomini, esseri viventi, che hanno gli stessi
bisogni e gli stessi sentimenti di qualsiasi altro comune uomo. Ogni individuo infatti
privato della libertà, recluso, per rieducarsi deve rimanere a contatto con la sua
famiglia, con gente conosciuta con la quale è legata da sentimenti d'affetto. Allora
perché spesso i detenuti vengono portati via dalla loro terra?, forse ad ogni costo non
li si vuole reinserire,rieducare, forse non li si vuole aiutare a risocializzare;
questa è la realtà. Col sistema carcerario vigente si cerca di isolare sempre di più i
detenuti dal resto del mondo, il carcere è un mondo chiuso, un ambiente stagno, può
succedere di tutto dentro e nei modi più disparati senza che nessuno possa controllare o
replicare . Il carcere dovrebbe essere il vero momento di verifica della democrazia,
invece è come se si cercasse di liquidare ogni richiesta dei detenuti con sistemi simili
"ai regolamenti di conti" e con procedure di uno stato di diritto che si basa
sulla democrazia.
Ma arriverà il giorno in
cui...................
tutto si muoverà secondo la via,
a parola d'odio parola
d'odio risponda.
Così gridando,
la Giustizia verrà ad esigere
il DEBITO (ESCHILO)
.....anche se con l'amaro in bocca ammettiamo che la Giustizia è l'unico
ideale che mai si realizzerà, e questo perché l'uomo e la società vi hanno costruito
intorno un sistema di leggi pronte a disperdere anche il più piccolo anelito di giustizia
e umanità
con tenerezza e forza
sa Cunfederatzione de sos comunistas sardos