Comunicato dell'Assemblea del Comitato Nazionale "Europposizione".

Il percorso di "Europposizione", nato dall'assemblea nazionale del 31 maggio scorso e composto da varie realtà politiche e di lotta della sinistra anticapitalista e antistituzionale, ha individuato il terreno contro la costituzione del blocco imperialista europeo come terreno privilegiato di intervento politico e di mobilitazione, finalizzato ad intercettare e rafforzare un oggettivo processo di resistenza e di opposizione del proletariato alle guerre imperialiste, allo sfruttamento del lavoro, al ricatto del salario, contro l'Europa del Capitale.

Sebbene non inclini ad inseguire le scadenze, i compagni e le compagne di Europposizione hanno individuato nella giornata del 4 ottobre un momento non solo nel quale dare visibilità alle loro posizioni, ma che fosse anche un trampolino di lancio per questo lavoro politico. Da qui la decisione di essere presenti al concentramento dei Forum Sociali e di quelle forze politiche paraistituzionali che reclamano un'Europa capitalista dal "volto umano", ma di manifestare poi in maniera autonoma e indipendente, rompendo un clima politico neoconsociativo che ha l'obiettivo di indebolire le potenzialità di lotta e di crescita politica di una classe che si sta faticosamente rimettendo in "movimento". Una presenza che evidentemente dava fastidio a molti: istituzioni, apparati repressivi, sinistre e sindacati di Stato, "Prodi boys", media di sinistra (il nodo romano di Indymedia e "Il Manifesto" su tutti), e tutte quelle situazioni che vedono nell'aumento del conflitto sociale e di classe la messa in pericolo dei propri interessi, delle proprie poltrone e dei propri privilegi. Ecco che quindi nell'ultima settimana abbiamo assistito - in contemporanea a frequenti incontri al Ministero degli Interni fra "New Global", questore e prefetto di Roma - ad una campagna censoria, intimidatoria. calunniosa e criminalizzante nei confronti di "Europposizione".
Ci sarebbe da dire che, avendo subito attacchi da personaggi di tal risma, siamo sulla strada giusta!

E infatti, nonostante tutto ciò, nonostante che polizia ed organizzatori della manifestazione abbiano cercato in tutti i modi di disperderci o di relegarci ai margini della mobilitazione (una mobilitazione numericamente molto al di sotto delle cifre "sparate" alla vigilia, segno di una situazione di crisi evidente del "movimento dei movimenti"), noi siamo stati in piazza, ci siamo stati fino alla fine ed abbiamo veicolato quei contenuti, obiettivi, metodi e pratiche che dovrebbero caratterizzare, secondo noi, la vera opposizione all'imperialismo europeo.

Siamo però coscienti che un percorso come quello che vogliamo costruire non può crescere od esaurirsi con una manifestazione. Ci aspetterà, come aspetterà tutte le realtà della sinistra anticapitalista e antistituzionale, il lavoro di sempre, il lavoro di radicamento sociale quotidiano nelle contraddizioni che colpiscono sempre più lavoratori e sfruttati: lo sfruttamento, la guerra sempre più permanente, la repressione. Pensiamo che questo lavoro possa essere anche il terreno sul quale far avanzare un processo reale di ricomposizione di classe e di quelle forze organizzate, di quei soggetti ribelli che ne fanno parte, ed è per questo che intendiamo avanzare sul terreno della dialettizzazione dei contenuti di "Europposizione" attraverso la costruzione e il lavoro di comitati o organismi cittadini e territoriali unitari. Abbiamo anche individuato la data del 12 dicembre, anniversario della Strage di Piazza Fontana, e una campagna astensionista contro le elezioni europee del 2004, come ulteriori momenti di lotta e di verifica di questo percorso.

Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 8 novembre, per un Tavolo di discussione su "Guerra e Pace".

Solidarietà con i compagni e le compagne vittime della repressione

Comitato Nazionale Europposizione