Riceviamo e pubblichiamo
STORIA DI ORDINARIA REPRESSIONE
Francesco (un compagno di circa 50 anni) è stato arrestato dai carabinieri con l'imputazione di resistenza e lesioni ai carabinieri (art. 81 cpv c.p., art. 337 c.p. artt. 582-585 c.p.).
Per questo motivo si è fatto anche un mese di carcere; attualmente è agli arresti domiciliari (controllato non più dai carabinieri come in un primo momento, ma dalla polizia (grazie ad un'ordinanza del Tribunale del Riesame).
La storia è iniziata il 5 ottobre 1999, alle ore 19 circa innanzi ad un bar del paese in cui abita Francesco
Il giorno 4 aprile c'e' stata la prima udienza dibattimentale. Hanno deposo tutti i carabinieri coinvolti.
Il P.M. ha chiesto ed ottenuto un nuovo capo di imputazione (la minaccia art. 612 cpv c.p.).
(Devo verificare la notizia che mi è stata fornita proprio stamattina:
il P.M. (non di carriera) forse è addirittura un carabiniere!!!
Il 2 maggio p.v. è stata fissata la prossima udienza dibattimentale. E saranno chiamati a deporre i testimoni della difesa. Sono sei persone, quasi tutti giovani.
Questo è un fatto importante! Sei persone, in gran parte giovani, al giudice diranno quanto si è verificato relamente: una verità scomoda per lo Stato e per i carabinieri. Francesco non ha minacciato i carabinieri e non ha dato luogo a nessuna colluttazione con i medesimi.
Lo stesso Francesco sin dal suo ingresso nella casa circondariale ha denunciato ripetutamente i carabinieri per arresto illegale, per abusi, maltrattamenti ecc. Addirittura, ben due medici del carcere gli hanno rilasciato certificazione per lesioni. Un'altra denuncia/querela è stata presentata in occasione dell'udienza innnanzi al G.U.P. il 7 dicembre 1999. Ma a tutt'oggi la procura si è limitata soltanto ad indagare i carabinieri che hanno operato l'arresto.
Invece i procedimento a favore dei carabinieri e contro Francesco è ormai giunto alla fase finale.
Il 15 Aprile u.s. si è verificato un altro fatto che contribuisce ad incrinare ulteriormente la nostra fiducia nello " "Stato di diritto": il magistrato che lo giudicherà gli ha negato l'autorizzazione a recarsi alle urne solo perchè non ha presentato fotocopia del certificato elettorale, e la comunicazione negativa gli è stata notificata soltanto alle ore 12 circa di sabato. Francesco era disposto ad esercitare il diritto di ellettorato attivo solo per dare una preferenza ad un candidato sponsorizzato dal suo avvocato.
Ma da buon anarchico era cosciente di venir meno ai suoi principi.
Gli abusi commessi in questa storia sono tanti già a partire dal primo momento:
a) in caserma subito dopo l'arresto non gli hanno consentito di conferire con il proprio avvocato di fiducia;
b) dopo qualche giorno gli hanno concesso gli arresti domiciliari ma per il controllo è stata delegata sempre la caserma dei cc coinvolti nella storia
c) il P.M., il G.I.P. e il G.U.P. hanno disposto il giudizio senza prendere minimamente in considerazione le denunce presentate da Francesco.
d) nel procedimento in cui invece sono indagati i carabinieri il P.M. (lo stesso che lo ha rinviato a giudizio nell'altro procedimento!) ha interrogato Francesco alla presenza di un carabiniere in borghese;
I carabinieri stanno cercando di "incastrare" definitivamente Francesco: questi nel passato è stato condannato per oltraggio e resistenza sempre in fatti verificatisi con i carabinieri. E all'inizio degli anni settanta è rimasto coinvolto nel processo Marini (processo in cui fu difeso da Soccorso Rosso: Spazzali, Terracini, ecc. e di cui si interessò anche Dario Fo). La sua famiglia ed in particolare il padre è stato uno dei primi comunisti della zona e che agli inizi degli anni settanta aderì al Manifesto.
Purtroppo Francesco ha fatto il gioco dei carabinieri: prima dell'arresto aveva ingiuriato un carabiniere.
Ma secondo quanto riferito da un testimone anche il carabiniere fa fatto la sua parte. E qualcuno pensa che Francesco sia stato addirittura provocato dal carabiniere.
Così dopo 15, 20 minuti è stato arrestato da tutti i carabinieri della caserma del suo paese e davanti ad un bar dove c'era tanta gente. Ma non è stato arrestato per l'episodio verificatosi qualche minuto prima, bensì per resistenza (minacce di morte al maresciallo che lo avvicinava per invitarlo in caserma per l'elezione di domicilio ) che secondo i carabinieri avrebbe commesso, ma non secondo i testimoni.
Nell'udienza del 4 aprile u.s. i carabinieri che hanno deposto e che poi hanno arrestato Francesco non hanno sentito le minacce di Francesco rivolte al comandante della caserma.
Le minacce sono state sentite soltanto dal Maresciallo che per primo ha avvicinato Francesco. Infatti secondo questo maresciallo Francesco avrebbe fatto le minacce borbottando, sotto voce, piano piano.
L'avvocato Torre che difende Francesco lo ha fatto rilevare al Maresciallo: dal verbale di arresto risulta che gli altri carabinieri sono intervenuti non perchè avrebbero sentito le minacce ma per dare man forte al maresciallo che ad un certo punto ha afferrato Francesco per il braccio.
E' una contraddizione evidentissima, ma ...............
Fino al momento i testimoni non hanno avuto alcun problema e speriamo che sia così fino alla fine.
Francesco - precario nella scuola per oltre 10 anni al Nord - era ritornato nella sua zona d'origine per gravi problemi familiari (malattia del padre) e anche personali. Nel periodo in cui ha avuto i problemi con i carabinieri non viveva una situazione di benessere anche dal punto di vista psicologico.
Attualmente, e dopo tutto questo casino, la sua situazione non migliorata di sicuro. E' solo in un'abitazione di campagna con la madre di circa 70 anni.
Man mano che si avvicina il giorno del processo aumenta la paura della condanna in questo procedimento e di conseguenza la possibilità della calunnia nel procedimento in cui sono indagati i carabinieri.
Cari compagni, la situazione è disperata. Da quello che ho potuto capire con i carabinieri è difficile, anzi difficilissimo spuntarla in un processo.
E dimenticavo, a causa della detenzione in carcere, Francesco ha perso la possibilità di una stabilizzazione del posto di lavoro come docente precario. Adesso può partecipare nuovamente ad un'altra sessione, ma cosa decideranno i signori giudici???
Cara Olivia, di questa mia iniziativa ho fatto soltanto un cenno a Francesco che in questi giorni è completamente in preda alle sue fissazioni e alle sue paure. Sono ormai parecchi mesi che vive da solo in una campagna con la mamma e ha contatti sporadici solo con qualche altro familiare.
Domani riferirò.
Io prenderei subito contatti con i compagni di Napoli, ma prima voglio sentire Francesco.
Precedentemente ho cercato di contattare qualche compagno anarchico e compagni del P.R.C., ma da queste parti la situazione è disperata.
Un forte abbraccio e
Saluti a pugno chiuso.
Enzo
Trascrivo integralmente la denuncia presentata da Francesco in occasione dell'interrogatorio fatto dal G.I.P. in carcere.
"Sono stato sequestrato in pieno
centro davanti a decine
di persone che hanno assistito
allibite a questo ennesimo
atto di violenza indiscriminata.
In caserma sono stato seviziato
per oltre quattro ore, nonchè
minacciato di morte, ma
non a chiacchiere, bensì da
un'arma da fuoco impugnata
da un vile maresciallo che
è stato fermato grazie
all'intervento eccezionale di due
carabinieri non criminali,
che erano sopraggiunti da
alcuni minuti e che evidentemente
erano estranei alla congiura ideata e
perpetrata dal maresciallo
dei carabinieri di Vallo
Scalo e da una squadraccia
di cosiddetti "falchi".
Per questi motivi io ritengo
che questo sedicente governo
di sinistra sia peggiore del
fascismo . Infatti nonostante
in dichiarazioni pubbliche
proclami di essere garante
della libertà dei cittadini
in pratica arma la mano
di questi squadroni della
morte facendo scivolare l'Italia,
paese libero e civile per
tradizioni storiche di lotte e
sangue versato da combattenti
per la libertà e la giustizia,
verso una situazione
sudamericana. E mentre
i proletari e i sottoproletari
languono in carcere
i politici ed i loro lacchè
continuano ad essere
impuniti e quindi ad
offendere la gente onesta
che pure esiste nonostante
tutto in questo paese chiamato
Italia. Tutto il lavoro
svolto da alcuni giudici
poco inclini ai compromessi,
alla carriera veloce e
ai giochi di potere viene
vanificato dal governo
di questi "compagni"
che sbagliano.
Da queste considerazioni
necessariamente consegue
la mia dichiarazione
di prigioniero politico.
Mi dichiaro prigioniero
politico in ostaggio del
governo d'Alema.
F.to Francesco M.
6 Ottobre 1999
"Finchè la vostra giustizia sarà
violenza la nostra violenza
sarà GIUSTIZIA".