Comunisti in cielo, parlamentari in terra.
Forse
i nostri solerti deputati/e dovrebbero ripassarsi un po' di patria storia,
anche quella piu' recente a cominciare dalle mattanze napoletane(do you
remember il centro-sinistra?)...
Addebitare la stretta repressiva contro il movimento semplicemente al
famigerato "metodo Riccio" -
dimenticandosi dello "spirito autoritario e fascista" che informa l'
intero ordinamento giuridico e' davvero un eclatante caso di amnesia politica.
Molte di quelle leggi citate, "foglio di via" "obbligo di
firma" ecc, fanno parte del "codice Rocco" che ripenso' in
chiave nazionalistica i rapporti Stato-cittadino e piego ogni elaborazione
giuridica alle direttive delle classi al potere.
Il codice penale attualmente vigente in Italia nella sostanza rimane quello
emanato nel 1930:
"Nella parte speciale del codice Rocco rimane a tutt' oggi intatta
l'impronta autoritaria del regime fascista :
l'ordine con il quale i titoli della parte speciale vengono a delinearsi
esprime di una gerarchia di valori, in base alla quale, i delitti contro la
personalità dello Stato, contro la pubblica amministrazione, contro il
sentimento religioso, l'ordine pubblico e la famiglia vengono prima dei delitti
contro la persona, collocati quasi a chiusura del codice. Si pensi al reato di
"disfattismo politico" e di "disfattismo economico" (
art.265 e 267-dove il lavoro e l'attività produttiva devono essere finalizzati
agli interessi della nazione, attraverso l'eliminazione di ogni conflitto
sociale e la cui composizione doveva avvenire nell'ambito della corporazione),
al reato di "attività antinazionale del cittadino
all'estero"(art.269) e di "vilipendio della nazione italiana"
(art.291).
L'attività o delle manifestazioni sediziose viene introdotta nel codice Rocco
(artt. 654 e 655 cod. pen.) e nei codici militari del 1941, si dimostra
espressione di una concezione autoritaria dello Stato.Il termine di reato non
consente di individuare il parametro valutativo cui riferirsi", così da lasciare
spazio a letture soggettive e ideologiche del dato normativo, condizionate da
"fattori emozionali, magari legate al contesto socio-culturale o al
periodo storico."
In base al "codice Rocco" (normativa penale) il dissenso organizzato
diventa "cospirazione politica" e "propaganda sovversiva" e
tutto cio' non viene nemmeno citato dai nostri "osservatori parlamentari
" . Forse perche' dovrebbero anche spiegare come mai quando sono stati al
governo non hanno fatto nulla per cancellare queste mostruosita' giuridiche; e
perche' dovrebbero pure spiegarci come mai le leggi d' emergenza del passato
piu'recente non furono mai messe in discussione durante la loro permanenza al
governo...per non citare il vergognoso silenzio che stesero sul "segreto
di stato"...
Passando dal codice Rocco e la Legge reale (1975)-Legge Cossiga..., all'
art.90- al concorso morale -fino al recente reato di compartecipazione
psichica...la storia si ripete: le modalita', le forme della repressione
vengono adeguate ai livelli via via crescenti e diversificati della crisi di
legittimita' sociale ed economica che investe il sistema capitalistico .Per
questo si creano "nuove e diverse etichette per stigmatizzare" e
sanzionare ogni comportamento sociale che mina l'integrazione sociale, o l'integrazione
sistemica...Che vuol dire in base a questa elementare considerazione che
"dobbiamo vincere i processi", "evitare la criminalizzazione del
movimento"?
Appuntarsi sul rispetto delle "procedure" dimenticando il contesto
giuridico in cui viene realizzata l' opera di repressione dello Stato contro
non il movimento in astratto, ma contro i ribelli sociali, i lavoratori
precari, contro gli uomini e le donne che subiscono quotidianamente
sfruttamento e ingiustizie senza rimanere in silenzio...significa ne' piu' ne'
meno che compiere un ' operazione ideologico-mediatica senza affrontare la
sostanza della questione.
Il nuovo metodo accusatorio nei confronti del proletariato si fonda su una
"ricostruzione storica del contesto", sulla definizione di "idoneita'
psicologica" al crimine, il comportamento di "neutralita' o non
dissociazione pubblica" e' gia' di per se' un reato:
Colui che non ha posto in essere l'azione tipica descritta dalla norma
incriminatrice speciale deve schierarsi con lo Stato e l'ordine se no e'
evidentemente un criminale-complice dei delitti di terrorismo di oggi di ieri e
di domani.
Certi settori del movimento cosi' come alcuni parlamentari presuntamente di
sinistra mi sembra si siano buttati a capofitto su quella linea difensiva che
si chiama la "dissociazione pubblica"( ma poi da che?),implicitamente
riconoscendo la legittimita' dei nuovi metodi accusatori adottati dallo Stato.
Quale sara' il numero dei devianti-sovversivi-idonei all'imprigionamento di cui
ha bisogno il capitale, quali i processi di ristrutturazione dell' ordine
sociale? Questa mi pare una domanda piu' stringente a cui rispondere piuttosto
che stare li' a cospargersi il capo di cenere sulle "procedure
violate"...sui reconditi disegni del potere politico ecc( Il potere non ha
strategie "recondite" e' semplicemente classista....)
L' emergenzialismo in Italia dura dall' inizio del secolo e non mi sembra che
in parlamento la sinistra pure stando al governo abbia mai affrontato la
questione o no?
Qui, in questo paese latinizzato abbiamo da ricostruire un cinquantennio di
stragi, l' assassinio di operai/e, cinquantanni di repubblicano carcere e leggi
speciali per i proletari e la Mascia invece sembra essersi fermata a
"ricostruire Genova" fra l' altro dimenticandosi "Napoli".
Nessuno propone una lotta complessiva contro l' autoritarismo, la repressione
omicida dello Stato e delle sue leggi e
Il movimento ormai e' franato nelle vertigini mediatiche dei notabilini di
turno...col solo scopo di sedare le coscienze e fermare ogni forma di
resistenza sociale.
Napoli, Genova , Cosenza...di fronte allo Stato e alla repressione i proletari
son tutti/e uguali
Contro ogni repressione La solidarieta' e' un arma
Per la Resistenza Sociale
Un compagno di
Nessunorganizzazione.
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( "metodo Riccio: un anonimo funzionario dei ROS cosi' lo descriveva:
"Ogni tanto si forzano le regole, quando si vuole incastrare qualcuno che
rompe troppo le scatole... Lo si fa quando non si ha la pazienza di aspettare
di aver raccolto le prove".)-
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Compartecipazione psichica: Il "concorso morale" e' ormai stato
dilatato alla sfera psicologica, comportamentale e al "temperamento"
caratteriale dei soggetti. La plausibilita' di un 'evento delittuoso equivale
alla sua dimostrazione e alla certezza della "concorsualita'"
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Per quanto riguarda gli indagati( di Genova) secondo il gip Daloiso,
"appare indubbio che devono rispondere di devastazione non solo coloro che
hanno posto in essere condotte materiali di danneggiamento e incendio, ma anche
le persone che pur senza avere materialmente concorso in tale attivita', ne
hanno agevolato l'esecuzione con il porre in essere condotte rafforzatrici
dell'altrui proposito crimonoso, sia sotto il profilo dell'agevolazione alla
commissione materiale dei danneggiamenti con gravissime condotte di resistenza
volte ad impedire l'intervento delle forze dell'ordine, che coloro che con la
loro sola presenza sul teatro degli scontri, in gruppo con gli elemetni piu'
violenti, ne rafforzavano i propositi con condotte di incitamento di per se'
non integrantifattispecie delittuose, ma tuttavia concorrenti nell'altrui
determinazione sotto il profilo morale del rafforzamento del proposito
criminoso in atto, con la costituzione di gruppi compatti che esprimevano la
comune volonta' di portare indiscriminate distruzioni con la consapevolezza
della messa in pericolo dell'ordine pubblico posta in essere dal complesso dei
loro comportamenti".