La Turchia, paese membro
della Nato ed ottimo partner commerciale dei paesi occidentali, è retta di
fatto da una dittatura che si mantiene al potere reprimendo le opposizioni
politico-sindacali, il popolo curdo, tutte le minoranze e ogni forma di libera espressione
di pensiero, attraverso leggi antiterrorismo, prigioni speciali, torture,
sparizioni, bombardamenti dei villaggi curdi.
SONO 15.000
I PRIGIONIERI POLITICI RINCHIUSI NELLE CARCERI TURCHE!
La recente riforma carceraria ha portato alla realizzazione
di nuove prigioni, dette di tipo F, con celle di isolamento in cui vengono
sepolti vivi i prigionieri politici, a cui in questo modo viene negate
qualsiasi forma di socializzazione e di contatto con l’esterno, per provocarne
l'annientamento fisico e psicologico.
Come
forma estrema di protesta a questo progetto, oltre 400 detenuti hanno iniziato
ad ottobre uno SCIOPERO DELLA FAME FINO
ALLA MORTE - interrotto provvisoriamente il 19 dicembre dall'irruzione
dell'esercito nei penitenziari con il massacro di 30 prigionieri - e che
prosegue nelle celle di isolamento e negli ospedali. In solidarietà con essi si
sono aggiunti numerosi familiari fuori dalle carceri.
L'alimentazione
forzata è l'unica risposta finora data dalle autorità turche.
Ad
oggi sono ormai 19 i morti in conseguenza dello sciopero della fame, e il loro
numero sta salendo di giorno in giorno.
I governi europei, dietro la loro maschera di
'civiltà', assistono silenziosi: la Turchia garantisce loro lauti affari!
è SOLO UNA NOSTRA CONCRETA E VISIBILE
PROTESTA PUO’ COSTITUIRE UNA FORMA DI PRESSIONE SUL GOVERNO TURCO PER FAR
CESSARE LA STRAGE NELLE CARCERI E LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI
è dobbiamo
essere in tanti:
per questo invitiamo tutti e tutte ad essere presenti anche a Trieste alla
per la
Ore 11.30 davanti al consolato turco, piazza Unità

Sabato 5 maggio
Ore 10 davanti
all’ingresso del Porto Nuovo, Riva Traiana (Ausonia), punto d’imbarco dei
TIR per la Turchia
Umut – i figli del sole, Trieste