Casella di testo: Cip.via Marconi 39/b Ts 28-4-2001La Turchia, paese membro della Nato ed ottimo partner commerciale dei paesi occidentali, è retta di fatto da una dittatura che si mantiene al potere reprimendo le opposizioni politico-sindacali, il popolo curdo, tutte le minoranze e ogni forma di libera espressione di pensiero, attraverso leggi antiterrorismo, prigioni speciali, torture, sparizioni, bombardamenti dei villaggi curdi.

SONO 15.000 I PRIGIONIERI POLITICI RINCHIUSI NELLE CARCERI TURCHE!

La recente riforma carceraria ha portato alla realizzazione di nuove prigioni, dette di tipo F, con celle di isolamento in cui vengono sepolti vivi i prigionieri politici, a cui in questo modo viene negate qualsiasi forma di socializzazione e di contatto con l’esterno, per provocarne l'annientamento fisico e psicologico.

 

Come forma estrema di protesta a questo progetto, oltre 400 detenuti hanno iniziato ad ottobre uno SCIOPERO DELLA FAME FINO ALLA MORTE - interrotto provvisoriamente il 19 dicembre dall'irruzione dell'esercito nei penitenziari con il massacro di 30 prigionieri - e che prosegue nelle celle di isolamento e negli ospedali. In solidarietà con essi si sono aggiunti numerosi familiari fuori dalle carceri.

L'alimentazione forzata è l'unica risposta finora data dalle autorità turche.

Ad oggi sono ormai 19 i morti in conseguenza dello sciopero della fame, e il loro numero sta salendo di giorno in giorno.

I governi europei, dietro la loro maschera di 'civiltà', assistono silenziosi: la Turchia garantisce loro lauti affari!

 

è SOLO UNA NOSTRA CONCRETA E VISIBILE PROTESTA PUO’ COSTITUIRE UNA FORMA DI PRESSIONE SUL GOVERNO TURCO PER FAR CESSARE LA STRAGE NELLE CARCERI E LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI

è      dobbiamo essere in tanti:

per questo invitiamo tutti e tutte ad essere presenti anche a Trieste alla

per la

 
manifestazione 

Sabato 5 maggio

Ore 10 davanti all’ingresso del Porto Nuovo, Riva Traiana (Ausonia), punto d’imbarco dei TIR per la Turchia

Ore 11.30  davanti al consolato turco, piazza Unità

              

 

Umut – i figli del sole,  Trieste