Moto, motorini, moti, motivazioni

 

Il Moto, si sa, è lo stato contrario alla quiete:

Il moto ha le sue leggi, tutte codificate dalla fisica:

Una di queste leggi riguarda la caduta dei corpi.

Passando dalla fisica al sociale, sappiamo che i corpi delle classi subalterne cadono a bizzeffe.

La legge fondamentale della caduta dei corpi proletari nel capitalismo è la legge del profitto.

Quello che ancora non si è riuscito a capire bene, è la legge che governa la caduta, a ripetizione, dei corpi degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine, è un dato di fatto: questi corpi hanno una tradizione di caduta e di scivolamento veramente alto: il culmine di questo fenomeno fisico-sociale s’è avuto negli anni Settanta: in quel periodo c’è stata una casistica e una frequenza di tale fenomeno veramente alto e ripetitivo! Ora, sembra, che sia in ripresa; prima o poi dovremmo deciderci a fare dei diagrammi in merito. Non vorrei che a Poliziotti e Carabinieri, per prima cosa , nel loro addestramento, gli insegnassero la legge della caduta dei corpi, e dello scivolamento, appunto, con relativo colpo che parte, sempre per la famosa legge del moto, che dice che un corpo si muove secondo la spinta che gli viene impressa e l’attrito che trova nel suo percorso.

Questo per il moto, le sue leggi, e la caduta dei corpi.

Riguardo ai motorini: la questione fondamentale è quella del CASCO. Sembra che i nostri legislatori siano tutti amorevolmente preoccupati dell’integrità delle teste dei nostri giovani.

Quando dico teste, intendo l’involucro esteriore, il cranio, perché rispetto al contenuto dello stesso c’è invece la più becera indifferenza, o il più colpevole pressappochismo: pare che dotarli di computer sia diventato l’unico strumento per stimolarne la critica, il ragionamento, il comportamento morale: l’acculturazione insomma (a parte che hanno scoperto che questo è lo strumento che libererà dalla fame e dalla schiavitù il terzo e quarto mondo!). Altro che Socrate e i suoi discepoli ! Altro che Platone e la sua scuola e il mito della caverna!

Naturalmente Makarenko e la pedagogia russa è immondizia!

A questo punto mi chiedo: ma cosa c’è dietro questo rifiuto dei giovani a portare il casco?

cosa c'è dietro i loro moti di rivolta?

Sono forse tutti dei giovani Werther desiderosi di morte? Credo di no, perché non sanno nemmeno chi fosse il Giovane Werther , o il suo compare Iacopo Ortis! E poi trattandosi soprattutto d’appartenenti a ceti sottoproletari, penso siano lontani le mille miglia da certe angosce tardo romantiche. E’ più logico pensare che il loro rifiuto sia dovuto ad un’insubordinazione non consapevole, ma motivata, a regole e norme di cui avvertono l’incongruenza; in sostanza dicono:

Non ve ne fregate nulla di quelle che sono le nostre esigenze reali, dei nostri desideri dei nostri bisogni, vi serviamo solo per entrare nelle statistiche sulla microcriminalità, ci sbattete in prima pagina come brutti, sporchi e cattivi, e poi vi date tanto pensiero per i nostri crani: c’è qualcosa che non quadra! Ma se qui CASCHIAMO ogni giorno nelle mani dei trafficanti di droga, e di tutto quel che c’è di peggio che cazzo c’entra sto' CASCO? E forse , anzi senza forse, vogliono significare che ormai la testa l’abbiamo perduta tutti.

A proposito d’incongruenze, motivazioni d’amorevolezza pelosa : qualcuno si ricorda che negli anni settanta avevano abolito l’obbligatorietà dei caschi? Anzi se portavi il casco erano cavoli acidi, come suol dirsi a Roma; anche perché c’erano sempre poliziotti e carabinieri che cadevano!!!

 

Vittoria