MUMIA DEVE VIVERE

Come compagne e compagni di Nuoro e di altre realtà della Sardegna esprimiamo tutta la nostra solidarietà per Mumia Abu Jamal e ci uniamo a tutti i movimenti che a livello internazionale si battono contro il progetto degli USA di assassinarlo. Il sistema di potere degli Stati Uniti che vuole giustiziare Mumia è lo stesso che in questa fase storica sta intensificando l'oppressione e lo sfruttamento su scala mondiale di miliardi di esseri umani in nome del profitto e dell'accumulazione di ricchezza. Un sistema di potere imperialista che sta precipitando l'intero pianeta nella barbarie.
Dire NO all'esecuzione di Mumia oggi come ieri vuol dire fermare la folle corsa della macchina di morte USA e sviluppare la critica a quella che lo stesso Mumia ha definito "la cultura di morte americana, con un sistema che spedisce i poveri, gli afroamericani e i messicani, all'altro mondo", vuol dire fermare la pena di morte in generale come politica di sterminio legalizzato che dai bracci della morte USA, attraverso puntuali campagne mediatiche mondiali, si proietta come un ombra minacciosa in tutto il pianeta.
Dopo diciotto anni di reclusione, la vita di Mumia Abu-Jamal e' ancora
appesa ad un sottilissimo filo, dietro le possenti mura del super-carcere
in Pennsilvanya (USA).
Giornalista e rivoluzionario afro-americano, Mumia Abu-Jamal e' stato
condannato a morte quale obbiettivo dichiarato del Governo statunitense e
del FBI attraverso la vasta campagna di controspionaggio e annientamento
denominata COINTELPRO e culminata, per quanto lo riguarda, nel procedimento penale che lo ha visto tra il 1981 e il 1982 sul banco degli imputati di un'aula del tribunale di Philadelphia presieduta dal Giudice Sabo, noto per la sua appartenenza al Fraterno Ordine della Polizia e per il gran numero di condanne capitali comminate ad afro-americani.
La lettura della sentenza di condanna e' giunta dopo la coercizione di
testimoni, la soppressione e la falsificazione di prove, il diniego del
diritto ad auto rappresentarsi e/o ad avere un'adeguata difesa legale, una
selezione dei membri della giuria decisa su basi razziali, una manipolazione
oltraggiosa della fase penale del processo e sedute di Appello assolutamente intrise di pregiudizio.
Il caso di Mumia entrerà' nelle prossime settimane nella sua fase più
critica. A giorni, infatti, il caso verrà' vagliato dal Giudice della Corte
Federale William Yohn, il quale dovrà' decidere se concedere o un nuovo
processo probatorio dove poter presentare tutte quelle prove sempre rifiutate dalle corti in questi quasi vent'anni di reclusione "speciale" - oppure offrire su un piatto d'argento una nuova data d'esecuzione.
E sul piatto della bilancia vi e' da aggiungere una legge-capestro del 1996 che pende su Mumia (e su tutti i detenuti nel Braccio della Morte) e che è stata introdotta appositamente dal Governo statunitense per garantirsi esecuzioni rapide e "sicure" - ha subito lo scorso 18 Aprile un ulteriore irrigidimento incrementando in questo modo le già' residue possibilità' che le petizioni Habeas Corpus possano essere accettate
La lotta contro l'esecuzione di Mumia che su scala internazionale si e'
prodotta e sviluppata in tutti questi anni non e' tesa a salvare la vita di
un solo uomo. La posta in palio e' ben più' alta. Lo sa Mumia e lo sanno
bene le forze politico/istituzionali statunitensi, gli assassini in divisa
con licenza d'uccidere e le grandi compagnie finanziare che gestiscono tutti
i segmenti produttivi del capitalismo made in Usa che mai come oggi
viaggiano compatte alzando di giorno in giorno il livello di repressione.
Non solo la vita di un rivoluzionario. La difesa di Mumia quindi è
parte integrante dello scontro generale in atto, è un grido di lotta rivolto contro tutto questo sistema imperialista e i suoi alleati e concorrenti europei.
Difendere Mumia Abu-Jamal per difendere innanzitutto gli oltre 150 tra
Prigionieri Politici e Prigionieri di Guerra segregati nei carceri-lager USA
e sottoposti da ormai trent'anni a programmi di annientamento psico-fisico e isolamento prolungato.
Difendere Mumia Abu-Jamal per difendere i 3.600 detenuti nei Bracci della
Morte in attesa di essere "giustiziati", molti dei quali innocenti, molti
dei quali minorati mentali, molti dei quali minorenni quando avvenne il
fatto per cui sono stati condannati.
Difendere Mumia Abu-Jamal per fermare il Complesso Industriale Carcerario, fenomeno produttivo consolidato che, attraverso piani di criminalizzazione generalizzata dei ghetti-in-guerra, pone strati sempre maggiori della popolazione inattiva sotto controllo diretto, creando nuovi compiti per l'industria e i suoi proprietari, ristrutturando il ruolo del detenuto come materia prima per il controllo e mezzo di produzione efficiente, portando conseguentemente sempre più' ricchezze alla citta'-futura-capitalista. Il complesso Industriale Carcerario nella società amerikana è così diventato il "simbolo, l'emblema" della guerra interna contro la classe proletaria e i popoli oppressi.
Per mantenere in vita il complesso industriale carcerario ha prodotto ed esteso la pena di morte, carceri di massima sicurezza per applicare la tortura della deprivazione sensoriale, un sistema di controllo - di repressione , di incarcerazione che abbraccia tutti gli stati in un'unica rete, leggi eccezionali e d'emergenza che vengono accompagnate da campagne mediatiche di mobilitazione reazionaria delle masse per la criminalizzazione delle classi proletarie, per questo producono guerre che poi generalizzano internazionalmente, in quanto è l'unica forma che gli garantisca il predominio e l'esistenza..
L'immensa galera amerikana ha già prodotto oltre due milioni di prigionieri
Difendere Mumia Abu-Jamal per impedire al Governo statunitense di adottare la pena di morte come arma di annientamento, facendole fare in questo modo un salto di qualità' nel passaggio dall'annientamento sociale dei soggetti in qualche modo non omologabili all'annientamento politico dei soggetti rivoluzionari.
Difendere Mumia Abu-Jamal per sostenere la sua continua e sempre presente attività di denuncia e conseguentemente tenere alta la linea di demarcazione e di resistenza alle strategie della controrivoluzione tese unicamente al mantenimento dello status quo.
Da molti anni la politica USA nel mondo è l'invasione terrestre delle sue merci in eccedenza, invasione che cammina con il dispiegamento bellico in ogni dove e con la generalizzazione di ogni forma di guerra economica - militare, di genocidio, di denutrizione, di guerre controinsurrezionali e di controrivoluzione..una continua corsa barbarica per mantenere il proprio dominio imperiale in tutti i continenti del pianeta.
Queste guerre esterne hanno un preciso risvolto interno e non sarebbero così dirompenti senza il costante e capillare sviluppo delle politiche di pacificazione forzata nei vasti territori americani.
Come dice Mumia "attraverso le sue corti e in base ai suoi pronunciamenti legali, la struttura legale alimenta un tipo di schiavitù della nuova era che sfrutta non il lavoro ma le stesse vite di uomini e donne neri. E' questo il fattore sociale che dà risonanza allo stesso concetto del complesso carcerario. Questa nazione non esisterebbe se non fosse stato per gli schiavi , il Winchester, i cappi e il ghetto dell'esclusione sociale".
Le forme della campagna di pacificazione, normalizzazione, prima sviluppata contro le organizzazioni di classe comuniste, degli indiani, degli afroamericani , degli antimperialisti, si sono rimodellate ed stese a tutto il tessuto sociale di classe. Da decenni in nome della "legge e dell'ordine" della "sicurezza", della "guerra alla droga" si è articolato un nuovo modello di controllo sociale metropolitano, in particolare nei quartieri ghetto popolati dal proletariato multietnico e multiraziale .
In questi ultimi anni la "guerra alla droga e al narcotraffico" degli USA altro non è che controrivoluzione pura contro i movimenti di guerriglia del Sud America realizzata con l'infame uso delle armi biologiche la farsa delle operazioni anti narcotici si trasformano in operazioni di controinsurrezione.
Lottare per Mumia nel centro imperialista ha un preciso valore internazionalista che allarga il campo della solidarietà militante con tutti i popoli oppressi dall'impero USA, all'interno e all'esterno dei suoi confini.. Una solidarietà che in questa fase di lotte globali va contro tutto il summit del sistema imperialista.
Una battaglia che col tempo ha ridato vigore ed unità impensabili tra i movimenti a livello internazionale , rafforzando di fatto le aspirazioni di liberazione-pacificazione di tutti gli oppressi. Oggi la sua voce, i suoi scritti contro ogni forma di oppressione sono una bandiera per molte realtà antagoniste nel mondo.
Questa lotta, internazionale, ha fatto superare molti confini, il processo di conoscenza e connessione che ne è scaturito ha allargato l'orizzonte delle singole esperienze innescando dialoghi e dibattiti sull'importanza dell'identità e dell'unità internazionalista.
E' su questo terreno che le mobilitazioni hanno bloccato la mano del boia su Mumia; è su questo terreno che dobbiamo continuare ricomponendo sempre più le lotte. Perché Mumia va strappato per intero e vivo delle mani degli assassini e perché la pena di morte sia cancellata definitivamente.
Nessun punto del pianeta è escluso da questa logica chiamata "sicurezza nazionale" o "difesa degli interessi vitali", anche in Sardegna infatti, gli USA sono presenti come un invasore fin dal dopo guerra , ai segreti di stato sulla loro okkupazione di vasti territori per le proprie basi di armi nucleari si contrappone la realtà dei fatti della sperimentazione continua di molte operazioni di guerra che puntualmente gli USA e la Nato concretizzano nelle aree di crisi.
Le basi per le armi nucleari, per i cacciabombardieri, per i sistemi di controllo satellitare  distribuiti nel territorio della Sardegna ben rappresentano il modello amerikano,-
Per i lacchè del sistema amerikano rappresentano la garanzia della deterrenza e del terrore da infondere a piene mani su tutti gli oppressi che in tutta l'area del mediterraneo, nell'est europa e dentro l'Unione Europea si oppongono al nuovo ordine mondiale.
Questa realtà di militarizzazione imposta dall'egemonia politica USA ben si rispecchia nella situazione di disgregazione sociale in Sardegna. Alla disoccupazione dilagante e alla difesa del posto di lavoro si risponde con politiche repressive, così si sviluppa sempre di più la brutalità del potere della polizia. Nelle fabbriche, nelle città nelle carceri.. operai studenti e prigionieri che chiedono più diritti vengono pestati , bastonati in nome della sicurezza , della legge , dell'ordine.
La brutalità e l'abuso di potere della polizia è pane quotidiano da molto tempo, nelle carceri fin dal periodo dei massacri e dei pestaggi quotidiani dei prigionieri politici nelle sezioni di massima sicurezza o quello attuale nel carcere di Sassari, nel territorio la "caccia grossa" ai banditi si è sempre tradotta in vere e proprie stragi, con tanto di corpi straziati dalle pallottole ed esposti nelle piazze.
La" guerra alla criminalità" qui ha assunto forme grottesche di spettaccolarizzazione della forza bruta dello stato e di criminalizzazione di intere popolazioni di paesi. Sicurezza, legge ordine , militarizzazione e controllo criminalità sono le parole d'ordine o per legittimare i nuovi crimini di guerra in un periodo di pseudo pace.
Del resto, le esecuzioni di Ponchai Kamau Wilkerson (avvenuta il 14 Marzo) e quella di Shaka Sankofa (avvenuta il 22 giugno), linciaggi legalizzati compiuti dallo Stato del Texas nei confronti di due prigionieri
da molti anni militanti rivoluzionari sta a dimostrare come il Governo
statunitense abbia deciso radicalmente di aprire in questo modo la strada all'esecuzione   di Mumia. Dobbiamo impedirlo!
La campagna Internazionale contro l'esecuzione di Mumia Abu Jamal ha bisogno del sostegno di tutti noi, per salvarlo e per rivendicare il suo diritto a scrivere e il nostro diritto a leggere!!




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