SI CHIAMI FASCISTA, SI CHIAMI
DEMOCRATICO
IL SISTEMA USA SEMPRE LA STESSA ARMA
LA REPRESSIONE
A qualcuno può sembrare strano che interveniamo per
esprimere solidarietà ai
compagni livornesi trattenuti per ore nella famigerata questura romana, ma
per noi è una cosa seria intervenire in questa occasione.
Perchè persino in questa occasione
i servi dello Stato in uniforme hanno
mostrato il meglio di sè, un pò
come fecero a Genova durante il G8 del 2001,
ma anche perchè è risaputo che spesso il Potere per
far passare nuove
tecniche repressive comincia proprio con la criminalizzazione degli stadi.
Per questo come compagni di Viterbo, da sempre mobilitati contro la
repressione non intendiamo mettere la sordina su
questo avvenimento ed
esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni livornesi. Storcere il naso,
come hanno fatto in molti è solo una conferma di ciò che da tempo sapevamo
già: è usuale da parte di certa cosiddetta sinistra antagonista prendere le
distanze da chi in qualche modo si muove contro questo sistema fuori dalle
regole compatibili che loro hanno sposato. Ieri si consegnavano i BB agli
sbirri, oggi si scaricano i compagni livornesi, con la scusa che il calcio
non è un fenomeno rivoluzionario.
Ma in ogni caso il risultato è lo stesso: costoro
scelgono di stare dalla
parte degli sbirri e della repressione.
Contro la repressione dello Stato e dei suoi servi in divisa.
L'Avamposto degli Incompatibili