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Mumia Abu-Jamal News 55     30.10.2000
Info * Comunicati * Articoli * Iniziative * Dibattito

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Edizione Speciale

Pubblichiamo in questa edizione speciale del Bollettino telematico "Mumia
Abu-Jamal News" alcuni materiali riguardanti la lotta dei prigionieri
politici turchi, attualmente in sciopero della fame, che si stanno battendo
contro l'introduzione delle unita' di isolamento (F-Type). Il sistema
penitenziario turco si sta velocemente adeguando agli standard europei.
Molto probabilmente dovra' a breve tempo rinunciare alla pena di morte
(cosi' come da pressioni dei maggiori Paesi dell'U.E.) quale strumento di
annientamento, ma i provvedimenti sostitutivi sono gia' iniziati negli
ultimi due anni attraverso l'introduzione delle celle d'isolamento, la
desocializzazione tra i prigionieri, i continui trasferimenti, e i
trattamenti speciali atti ad agire a livello psicofisico nei confronti dei
prigionieri stessi. Standar europa anno 2000.


[1 TAYAD] "La realta' delle prigioni": Assemblea a Instanbul dal 10 al 12
Novembre
[2 DHKC] Appello dei prigionieri politici turchi in sciopero della fame

__________________

1 - "La realta' delle prigioni": Assemblea a Instanbul dal 10 al 12 Novembre
[info: Comitato di Lotta contro la torura attraverso l'isolamento -
www.noisolation.de]

Cari compagni,
TAYAD, l'Associazione di Solidarieta' alle Famiglie dei Prigionieri Politici
in Turchia, sta organizzando un congresso dal 10 al 12 novembre 2000, avente
per tema "La Realtà delle Prigioni". Durante il primo giorno verra'
omunicato il rpogramma dell'assemblea, il secondo giorno i delegati
stranieri potranno parlare della situazione delle prigioni e dell'isolamento
nei loro Paesi, e l'ultimo giorno il congresso si chiudera' con un'assemblea
generale. La ragione di questo congresso e' l'introduzione di queste
prigioni di tipo nuovo: le Tipo "F". Esse sono state descritte dai circoli
per i diritti umani, dagli intellettuali e dai prigionieri stessi come
luoghi di "isolamento totale" e "di morte lenta attraverso la tortura", che
hanno l'obiettivo di annullare completamente la loro identita' politica.
Sono stati compiuti molti tentativi per trasferire con la forza i
prigionieri in questi edifici, ma ogni volta la solidarieta' che li circonda
ha respinto con forza questi tentativi. Gia' nel settembre 1999 10
prigionieri nel carcere di Ulucanlar (Ankara) sono stati uccisi da ore ed
ore di brutale tortura, perche' si opponevano al trasferimento in queste
celle. Piu' recentemente, il 5 luglio 2000, prigionieri nel carcere di
Burdur sono stati attaccati per lo stesso motivo: decine di loro sono state
seriamente ferite. Il 17 ottobre i prigionieri del DHKP-C (Partito-Fronte
Rivoluzionario di Liberazione del Popolo) e del TKP (ML) (Partito Comunista
della Turchia (Marxista-Leninista)) hanno fatto una dichiarazione congiunta
nella quale annunciavano che che a partire dal 20 ottobre 2000 avrebbero
iniziato uno Sciopero della Fame Illimitato e che l'avrebbero reso SCIOPERO
DELLA FAME FINO ALLA MORTE. Questa dichiarazione causa in noi apprensione,
poiché sappiamo che ci saranno nuove morti nelle prigioni della Turchia. La
principale richiesta dei prigionieri e' lo smantellamento delle prigioni di
Tipo "F"; in piu', essi dichiarano di essere pronti a morire piuttosto di
essere trasferiti in queste celle.
Saremmo felici della vostra partecipazione al congresso e/o del vostro
appoggio a questa urgente iniziativa. L'opinione pubblica deve essere messa
al corrente affinche' sia evitata questa seria violazione dei diritti umani,
e affinche' possa essere salvaguardata la socialita' tra prigionieri.
Isolamento significa tortura, e anche nel caso di quei prigionieri la cui
colpa puo' essere provata giuridicamente, equivale ad una doppia punizione.

Con solidarietà.
Per ulteriori informazioni, contattare:

Comitato di Lotta contro la tortura attraverso l'siolamento (IKM)
Kreuzweg 12, 20099 Hamburg, Germany
Telefono e fax: (0049) (0) 40 280.53.625
e-mail: noisolation@ninebyte.de
web: http://www.noisolation.de

__________________

2 - Appello dei prigionieri politici turchi in sciopero della fame
[info: DHKC - www.dhkc.org]

"Continuiamo ad aggiungere pagine alla nostra storia di resistenza con
onore"

Oggi l'attacco dello stato fascista contro i rivoluzionari prigionieri, e
che ha l'obiettivo di rendere operative le celle d'isolamento di tipo "F",
e' entrato in una nuova fase.

Dall'inizio del 2000 lo stato fascista dichiaro' che avrebbe rese operative
le celle d'isolamento e sta velocizzando la preparazione a questo scopo. A
partire dal maggio 2000 non sono riusciti a renderle operative, tutto cio'
e' stato dovuto all'attivita' di chi e' vicino ai prigionieri e alle varie
democratiche e sensibili sezioni della nostra popolazione che supportano i
rivoluzionari prigionieri, nonche' all'aumento delle azioni contro le celle.
Questo posticipo non ha significato un abbandono degli attacchi atti a
rendere operative le celle. Le autorita' collaborazioniste e schiave, che
non sono in grado di affrontare la reazione del popolo, hanno cercato di
imbonirlo con la demagogia e le bugie sulla modifica della legge
antiterrorismo, costituendo Associazioni di Supervisione delle Prigioni,
parlando di "amnistia": tutto per legittimare le celle. Con lo scopo di
rompere la sensibilizzazione che era stata creata e rendere l'opposizione
innocua, dissero che all'apertura dei lavori parlamentari avrebbero messo
come primo punto all'ordine del giorno le norme sulle celle. Queste norme
non erano chiare e non contenevano niente di definito; non contenevano,
inoltre, niente che cambiasse l'essenza degli attacchi atti ad incrementare
le celle d'isolamento; al contrario il loro obiettivo non era altro che una
copertura per nascondere la pratica della repressione e della tortura. Ad
ogni modo questa copertura faceva acqua da tutte le parti e non era
sufficiente a mascherare la realta'. Lo stato fascista non sta abbandonando
i suoi sforzi per introdurre le prigioni di tipo "F". Ogni giorno, da mesi,
questa realta' e' stata chiara a tutti. Migliaia di parenti di prigionieri,
intellettuali, rivoluzionari, democratici e progressisti sono stati
arrestati e sottoposti a tortura. Le nostre vecchie madri sulle strade di
Ankara o sulle piazze di Istanbul che protestavano contro le celle sono
state picchiate quasi a morte. Come da copione, quelli che hanno preso parte
alle proteste davanti alla High School di Galatasaray (al centro di
Istanbul) sono stati trascinati per terra e arrestati. A dispetto di tutte
queste pratiche fasciste, le nostre famiglie e l'opinione pubblica sensibile
non ci hanno abbandonato. Praticamente ogni giorno ci sono state azioni
contro le celle a noi solidali e sono stati inviati appelli al ministro
della giustizia. Questi appelli dichiaravano: "Le celle significano morte".
Le uniche risposte che hanno ricevuto sono state tortura, pestaggi e
arresti.

Lo stato fascista ha continuato risoluto nel suo intento. "Le celle saranno
assolutamente introdotte", "Le tipo "F" sono moderni e conformi allo
standard dei diritti umani", dicono.
Hanno dichiarato apertamente che non hanno intenzione di abbandonare il loro
obiettivo. Tutti hanno parlato. Tutti hanno detto qualcosa. Quelli che sono
a favore e quelli che sono contro hanno parlato e parleranno. Ora e' tempo
per noi prigionieri di prendere la parola.

Fin dall'inizio di questo periodo abbiamo affermato che l'attacco dello
stato fascista avrebbe potuto essere respinto da una linea di lotta, con la
resistenza e che cio' avrebbe comportato il pagamento di un caro prezzo.
Questo e' stato l'unico linguaggio comprensibile allo stato fascista: per
decenni e' stato piegato dalla resistenza dei rivoluzionari prigionieri
nelle prigioni del nostro paese.
Oggi, ancora una volta, dichiariamo che risponderemo all'imperialismo e ai
suoi servi collaborazionisti con l'unico linguaggio che essi comprendono.
Come il 12 settembre 1980 i tentativi della Giunta di far arrendere i
prigionieri furono respinti;
come il 1°agosto la circolare fu fatta a brandelli;
come a Eskisehir venne chiusa la prigione-bara;
come durante il 1996 lo Sciopero della Fame fino alla Morte causo'
nuovamente la chiusura della prigione-bara di Eskisehir, che divento' invece
una barricata protettiva contro gli attacchi al nostro popolo:
oggi, noi, rivoluzionari prigionieri, stiamo intraprendendo lo stesso
compito, continueremo a seguire il destino che i nostri martiri hanno
seguito senza esitazione, e un'altra volta piegheremo i nemici del popolo.
Coloro che stanno dimostrando una tale determinazione contro di noi sono
destinati ad essere piegati, e noi rivoluzionari, d'altra parte,
dichiareremo la nostra vittoria al resto del mondo.

Siamo determinati.

Non esiteremo a pagare qualsiasi prezzo sia necessario, ma non entreremo mai
nelle celle di isolamento. Possono massacrarci, potremo cadere martiri
durante lo Sciopero della Fame fino alla Morte, potra' rimanere uno soltanto
di noi nelle prigioni, e comunque non riusciranno a sbattere quell'unico
prigioniero da vivo in una cella di isolamento.

Distruggeremo le celle di isolamento sopra alla faccia di coloro che sono
responsabili nell'ordinarne la costruzione. Saremo fedeli alla storia
scritta col sangue e con le vite dei nostri compagni caduti durante il Death
Fast, o nelle carceri di Buca, Umraniye, Ulucanlar, Burdur e Bergama. Faremo
una barricata con i nostri stessi corpi, bloccando chi ci vuole sbattere in
queste celle. A partire da ora la forte voce della resistenza fara' eco
nelle prigioni del nostro paese.
Oggi, ancora una volta, stiamo chiamando l'imperialismo, i suoi
collaboratori e i suoi servi a rapporto davanti al mondo intero; LA VITTORIA
E' NOSTRA. IL COLLABORAZIONISMO, IL SERVILISMO, LA DISFATTA E LA RESA SONO I
VOSTRI. Non abbiamo mai infangato la nostra storia e non la infangheremo
mai. Continueremo ad aggiungere nuove ed onorevoli pagine ai nostri libri di
storia. Con questa fede e con questa determinazione contro l'attacco
politico delle autorita' collaborazioniste servili che usano, in questo
senso, contro il nostro popolo, le celle di isolamento, stiamo per iniziare
un Illimitato Sciopero della Fame che diventera' Sciopero della Fame fino
alla Morte a partire dal 20 ottobre. Come rivoluzionari prigionieri del
DHKP-C e del TKP (ML) iniziamo questo periodo di resistenza storica con
entusiasmo e senso morale, e sappiamo, dichiarando cio', che raggiungeremo
la vittoria.

LE RICHIESTE DELLA NOSTRA RESISTENZA

° La continua costruzione delle prigioni di tipo "F", che stanno ora
portando avanti con l'obiettivo di isolare e lasciare a se stessi i
prigionieri politici, facendoli arrendere con metodi da tortura e
spersonalizzandoli, deve essere bloccata.

° Con la demagogia del "terrorismo" un intero popolo e' stato accusato di
essere "sospetto"; tortura, massacri ed esecuzioni legalizzate, torturatori
ed assassini sono sotto la protezione della legge Anti-Terrorismo
(art.3713); non solo il Paragrafo 16 che costituisce l'appoggio legale alle
celle di Tipo "F", ma tutto l'intero articolo e' antidemocratico e va
abolito.

° Il protocollo firmato dai Ministri della Giustizia, degli Interni e della
Sanita' e conosciuto dalla gente come il "Protocollo Tripartito", che
include la negazione dei diritti dei prigionieri di essere assistiti dal
punto di vista medico, e che costringe i loro rappresentanti legali a
disonorevoli perquisizioni, deve essere abolito.

° I Tribunali di Sicurezza dello Stato che sono dei tribunali straordinari
fondati nel 1984 devono essere aboliti, con tutte le conseguenze che cio'
comporta.

° Le prigioni devono essere periodicamente controllate dagli avvocati
deputati a questo compito, dai medici, dagli avvocati e dai parenti dei
prigionieri selezionati dai detenuti, i delegati delle organizzazioni che
appoggiano i prigionieri, le organizzazioni non governative per i diritti
umani e dal sindacato della magistratura. Questi controlli non dovranno
essere arbitrari e dovranno essere tutelati dalla legge.

° I responsabili del massacro di tre nostri compagni nella prigione di Buca
il 21 settembre 1995, di quattro compagni ad Umraniye il 4 gennaio 1996, di
dieci compagni a Diyarbakir il 24 settembre 1996, di dieci compagni a
Ulucanlar il 26 settembre 1999 e del ferimento di centinaia dei nostri
compagni durante gli attacchi devono essere processati e puniti il piu'
velocemente possibile, e cio' deve essere fatto pubblicamente.

Coloro che hanno attaccato i nostri compagni nella prigione di Burdur il 5
luglio 2000, staccando loro braccia, violentandoli, torturandoli e coloro
che hanno ordinato cio' devono essere processati e puniti in maniera
pubblica.
I nostri amici elencati qui sotto sono stati presi vivi in momenti diversi.
Lo Stato era responsabile della loro sicurezza. Come ben si sa lo stato e'
garante della sicurezza dei prigionieri e della legalita' all'interno delle
carceri. Questi compagni, d'altra parte, sono stati massacrati dallo stato.
Vogliamo indietro i nostri compagni. I loro nomi sono:

UGUR SARIASLAN, TURAN
KILIC, YUSUF BAG, MECIT SECKI BOYBAS, ORHAN OZEN, GULTEKIN BEYHAN, AYGUN
UGUR, BERDAN KERYMGYLLER, YLGYNC OZKESKYN, HUSEYYN DEMYRCYOGLU, ALI AYATA,
MUJDAT YANAT, AYCE YDYL ERKMEN, TAHSYN YILMAZ, YEMLYHA KAYA, HYCABY KUCUK,
HAYATY CAN, UMYT ALTINTAS, HALYL TURKER, ABUZER CAT, MAHYR EMSALSYZ, AHMET
SAVRAN, AZYZ DONMEZ, HABYB GUL, ZAFER KIRBIYIK, ONDER GENCASLAN, YSMET
KAVAKLIOBLU, H. HUSNO ERODLU, MEHMET YALCINKAYA, KALENDER KAYAPINAR, YUNUS
YAMAN, MEHMET BATUGE, KADYR DEMYR, EDYP DYREKCY, NYHAT CAKMAK, ERKAN
PERYSAN, RIDVAN BULUT, HAKKI TEKYN, MEHMET SABRY GUMUS, CEMAL CAM, AHMET
CELYK, POLAT YYYT, ENGYN HUYLU, MURAT DYL, UDUR HULAGU GUNDODAN, MUSTAFA
KAYA, KAZIM TUNC.

° Tutti i nostri amici feriti in maniera permanente e che soffrono per
malattie dovute alle condizioni carcerarie o allo Sciopero della Fame fino
alla Morte, e ai quali e' negato di avere cure mediche, devono essere
liberati immediatamente.

° I torturatori devono essere tolti dal loro incarico, devono essere
processati e puniti in una maniera visibile al pubblico. La protezione
legale ai torturatori deve essere abolita.

° Tutte le leggi anti -democratiche, contro la lotta di liberazione del
popolo e per la democrazia, devono essere abolite, e l'oppressione sulla
nazione Kurda e sulle altre minoranze deve terminare.

Abbasso il fascismo, Viva la nostra lotta !
Abbasso il pentitismo, abbasso il liquidazionismo !
Noi moriremo ma non entreremo nelle celle di isolamento !
Viva la nostra Resistenza !
Vinceremo !

DEVRIMCI HALK KURTULUS PARTISI-CEPHESI
Organizzazione dei prigionieri
TURKIYE KOMUNIST PARTISI (MARKSIST-LENINIST)
Comitato di Partito per i prigionieri