LA LORO GUERRA E’ SPARTIZIONE

LA LORO PACE E’ SFRUTTAMENTO

La criminale guerra in Iraq è sempre più vicina. Mentre gli USA tentano di affrettare i tempi assistiamo all’ipocrita e interessato tentativo di alcuni Stati (Francia, Germania, Russia, Cina) di evitare il conflitto. Ogni ladrone imperialista tenta di trarre da questa situazione il proprio tornaconto.

Giacimenti petroliferi, risorse naturali, regioni importanti per la loro collocazione geostrategica: questi sono gli obiettivi statunitensi; ma non solo, sul piatto della bilancia c’è la frantumazione dell’Europa, un’ulteriore subordinazione della Russia, il preventivo accerchiamento della Cina: ovvero il presente e il futuro dell’egemonia planetaria nello scontro interimperialistico.

Questo Francia e Germania, l’asse forte del fronte euro, lo hanno capito benissimo, per la neonata Europa (che si avvia a dotarsi di una propria costituzione e di proprie leggi) si gioca una partita cruciale: quella della indipendenza politica dagli USA.

Qui risiedono i motivi per cui Stati che solo ieri hanno partecipato attivamente al conflitto in Afghanistan oggi si scoprono portatori di un’istanza di pace.

MA QUALE PACE ?

Bisogna fare chiarezza. Pensiamo che in questo mondo fatto di sfruttamento – precarietà – carceri – quartieri ghetto non ci sia posto per la pace. Ogni giorno ci troviamo a vivere una realtà fatta di imposizioni (sul posto di lavoro o magari in una scuola…) che ci rende schiavi di un sistema strutturato per tutelare gli interessi dei padroni.

Ecco quindi che la guerra la viviamo sulla nostra pelle: è un conflitto strisciante (che quasi nessuno è disposto a riconoscere) dichiarato da coloro che detengono le leve del potere per aumentare i propri privilegi. A pagarlo saranno migliaia di proletari massacrati dalle bombe o affamati da finanziarie belliche.

CHE FARE ?

Noi non ci illudiamo, non ci basta una parziale e sterile opposizione alla guerra (sia pure senza "se e ma"). Preferiamo schierarci contro la società che la produce: l’ordine capitalista. Non pensiamo che il conflitto possa essere fermato da "manifestazioni oceaniche" in salsa vaticana, soprattutto quando l’obiettivo è quello di ricompattare il centro-sinistra (sporco del sangue versato nella ex-Jugoslavia) e di racimolare qualche voto in più contro il "cattivo" governo Berlusconi.

Dobbiamo autorganizzarci, sviluppare momenti di controinformazione e lotta nei nostri territori, nei posti di lavoro, nelle scuole…

E’ il solo percorso reale, decisamente lungo e sotterraneo, soprattutto poco appariscente e poco mediatico, ma sicuramente più cosciente e radicale.

 

Contro la guerra imperialista.

Lotta di classe. Azione diretta.

ASSEMBLEA

MERCOLEDI’ 19/03/03 ORE 17:00

AULA STUDENTI FACOLTA’ DI AGRARIA, VITERBO.

COMITATO CITTADINO CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE SOCIALE

F.I.P. strada Riello 13/03/03 Viterbo