SEGNALI INQUIETANTI O
ATTACCO FRONTALE
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Giorni fa è circolato sulle liste di movimento una meil intitolata SEGNALI INQUIETANTI. Ed in effetti di segnali inquietanti ce ne sarebbero parecchi, se non fosse per il fatto, che quando i segnali sono tanti, convergenti e reiterati non si possono più definire segnali, ma fatti.
Sono ormai anni, sin dai tempi in cui a governare erano i sinistri, che si stanno riducendo progressivamente tutti gli spazi democratici e i diritti individuali e collettivi.
Quello che tocca capire è che Napoli, Genova non sono fenomeni isolati di impazzimento del potere, ma sono solo alcune tappe, sia pure mediaticamente più importanti di questo disegno repressivo totale, finalizzato al consolidamento del dominio economico, politico e militare del sistema imperial-capitalista.
E che di questo si tratti risulta sempre più chiaro anche alla luce degli ultimi accadimenti.
Le perquisizioni di questi giorni in molte zone del nord-est, gli arresti di Taranto, gli accostamenti di molti gruppi politici e sindacali (vedi l'USI) alle BR, la stessa schedatura degli iscritti alla (s)concertante CGIL stanno a dimostrarlo.
Da parte del potere ormai c'è tanta protervia, da mettere sotto pressione gli stessi frati del sacro convento di Assisi, non per arrestare chissà quale pericoloso terrorista, ma per espellere come indesiderabile un antifascista cileno.
E tutto ciò mentre si fanno carte false di garantismo per garantire l'impunità a politici e personaggi del potere.
Siamo in sostanza nel pieno di una guerra di classe aperta, dichiarata dal capitale contro chiunque non sia disposto a subire passivamente le REGOLE.
Daltronde non è che questa guerra sia stata dichiarata solo in Italia.
L'attacco frontale portato dal regime in Italia è solo un anello di quella catena, che l'Impero Amerikano, supportato dall'imperialismo di serie B dell'UE e dai tanti sub-imperi sparsi per il pianeta, vuole imporre all'umanità.
Pensare che la spirale repressiva in Italia sia una cosa diversa dalla guerra infinita scatenata dagli yankees nel mondo è un ottimo modo per cascare nelle maglie restrittive del potere.
Molte volte si è caduti in questa trappola, e molti magari pensano di salvarsi prendendo posizioni compatibili con le esigenze del sistema
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. A furia di lasciar loro mano libera nella repressione abbandonando al loro destino tutti coloro che non accettavano compatibilità, si sono mangiati tutti i piccoli spiragli di democrazia esistenti; e questo sia se si parla delle repressioni interne, sia se si parla del diritto internazionale.
Volete degli esempi?
A furia di accettare di fatto che gli amerikani "ristabilissero l'ordine" in Iraq, nei Balcani, in Afghanistan, adesso Bush può tranquillamente sancire che se gli ebrei massacrano i civili a Jenin fanno un opera, sia pur un pò eccessiva, di lotta al terrorismo, se qualche gruppo palestinese ammazza un colono ebreo, che gli ha rubato la terra, compie un atto di terrorismo criminale. Se uno dichiara che il massacro di Jenin è un atto nazista vuol dire che è un antisemita, se uno dichiara che l'uccisione del colono è un atto di barbarie, allora è un sincero democratico. Questo per parlare dell'attacco frontale planetario, dove come si vede ci sono popoli di serie A e popoli di serie B.
All'interno vige la stessa regola.
Vi ricordate Genova? Le pregiudiziali dei Lilliput sulla violenza, le invocazioni alla polizia perchè arrestassero i BB da parte di agnoletti e casarinki vari, hanno portato alla sostanziale legittimazione del comportamento delle forze del dis-ordine di quei giorni e alla frantumazione del movimento.
Con questo grosso risultato acquisito si sta portando avanti l'attacco frontale del potere contro qualsiasi forma di opposizione reale.
Ma la cosa tragica non è questa. Che il governo fascista dell'antennato portasse avanti questo disegno forcaiolo era scontato, visto che può avere anche il facile appoggio del portavoce del sinistro dalema, fassino.
Quello che non era scontato, o perlomeno noi speravamo che non lo fosse, è il fatto che il variegato mondo dell'antagonismo vada incontro a questa spirale repressiva in ordine sparso.
E invece ognuno tende a difendere il piccolo orticello di casa sua e abbandona tutto il resto, come se fosse una cosa che non lo riguardasse. E già è tanto se non si pigliano le distanze da coloro che vengono perseguiti.
Dopo le ultime veline su Carlo Giuliani da parte dei ROS, abbiamo sentito solo un intervento, debole peraltro, del padre di Carlo, non c'è stata alcuna presa di posizione ufficiale da nessuno di quelli, che fino a pochi giorni fa hanno strumentalizzato ad arte la figura di Carlo, per presentarsi come gli unici rappresentanti del movimento. Che lo stiano già scaricando, come peraltro fecero appena giunta la notizia della morte, a causa delle ombre che i ROS stanno tentando di addensare sulla figura del povero Carlo?
E questo defilarsi procede in tutte le situazioni.
In questo periodo ci sono stati attacchi indiscriminati contro qualsiasi cosa si muovesse fuori dal coro del potere.
Ci sono stati i fatti di Taranto, ci sono stati gli avvenimenti delle perquisizioni nel nord-est, c'è stato il fatto di Assisi dell'altro ieri e tanti altri piccoli-grandi segnali inquietanti in tutta Italia. La costante finora è stata il defilarsi. Ciascuno è stato lasciato da solo ad affrontare la sua repressione.
In questo modo si perde; si è perso e si continuerà a perdere, perchè si affronta una guerra totale come se fosse una scaramuccia.
Se ci fosse stata l'unità del movimento di fronte a quest'attacco, i teoremi che il regime con l'avallo di molti anche a "sinistra" sta portando avanti si sarebbero sgonfiati; veline del tipo "quelli dell'USI contigui col terrorismo" "parte il campo dei brigatisti ad Assisi" e tante altre veline di questo tipo non avrebbero probabilmente portato ad interventi più o meno duri di quelli vestiti uguali.
Se si fosse fosse risposto in maniera forte ed unitaria contro queste infami campagne dei pennivendoli al servizio di Feltri, e quindi dell'antennato, l'aria sarebbe meno irrespirabile.
Ormai è chiaro, compagni: solo la nostra consapevolezza e il nostro agire unitario può darci una mano nella lotta contro la repressione; è inutile sperare in organizzazioni garantiste, queste ormai si sono squagliate come neve al sole, comprese quelle di preti e frati del sacro convento. Queste formazioni, se prima si erano ritagliato uno spazio di mediazione e di salvaguardia dei diritti umani, ormai hanno abdicato al loro ruolo in nome della realpolitik.
L'unica risposta la possiamo dare noi.
ED E' VENUTA L'ORA DI DARLA!!!

L'Avamposto degli Incompatibili