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Bollettino Telematico "Mumia Abu-Jamal News"
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Uniti per Mumia ! La repressione deve finire ! Mumia deve vivere !
Liberta' per Mumia Abu-Jamal e per tutti i Prigionieri Rivoluzionari!
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Bollettino Telematico "Mumia Abu-Jamal News"
n.06/2001 del 21.05.2001
"Mentre negli Stati Uniti l'impulso alla rinascita, dopo mezzo secolo di
eclisse, della carcerazione a scopo di lucro, e' venuto in primo luogo dagli
imprenditori, nel Regno Unito e' stato lo stato a prendere l'iniziativa, nel
quadro di una politica di privatizzazione forsennata che assume i tratti
della crociata.(...) Nel 1991 sono cosi' state firmate in Inghilterra le
prime concessioni penitenziarie, senza che tuttavia nessuna ricerca venisse
promossa per confermare l'idea, considerata scontata, secondo cui il ricorso
al settore privato si sarebbe necessariamente tradotto in una riduzione dei
costi e in un miglioramento dei servizi. Nel 1992, l'amministrazione
penitenziaria e' invitata ad avanzare un'offerta nella gara d'appalto per la
gestione del carcere di Manchester (interamente distrutto durante la rivolta
carceraria dell'aprile 1990) al fine di dimostrare la propria capacita' di
'flessibilizzazione' del lavoro carcerario. (...) Il ricorso alle prigioni a
scopo di lucro, dunque, da 'pratica ripugnante' si e' trasformata in pratica
tout court, ed e' ormai parte integrante, sul modello degli Stati Uniti,
della politica penitenziaria britannica. Si prevede quindi che in tal modo
sara' possibile inaugurare nel prossimo decennio una ventina di nuove
carceri, a riprova di come il governo laburista punti sulla continuita'
dell'inflazione carceraria manifestatasi nel corso degli anni novanta.(...)
Come si puo' facilmente immaginare, il futuro delle quattro principali
imprese che in Inghilterra si disputano il fiorente mercato della detenzione
dei poveri si annuncia radioso. Esse sono: Group4 (emanazione del gruppo
svedese Securitas International e leader del mercato, fra i cui dirigenti
sono da annoverare un ex ministro e diversi funzionari di alto livello
dell'amministrazione penitenziaria convertiti alla carcerazione for profit),
UKDS (United Kingdom Detention Services, affiliata al gigante americano
Correction Corporation of America e alla impresa francese di ristorazione
Sodexho, che assicura i propri servizi, secondo una modalita' di gestione
semiprivata, a un certo numero di istituti di pena francesi, nel quadro del
Plan 13.000, attivato nel 1996 dal governo Chirac), Premier Prisons (nata
dall'alleanza fra la seconda azienda del mercato statunitense, Wackenhut, e
l'inglese Serco, responsabile del tristemente noto centro di detenzione per
immigrati di Gatwick), Securicor (il cui direttore generale, fratello di un
ex deputato tory, gode di ampie aderenze presso la Direzione della polizia
metropolitana e Scotlan Yard)."
[da "Parola d'ordine: tolleranza zero", di Loic Wacquant,
Interzone/Feltrinelli]
Bollettino Telematico "Mumia Abu-Jamal News"
n.06/2001 del 18.05.2001
[editoriale] Sulla situazione giudiziaria di Mumia
[1 MAJ] La deposizione ufficiale di Arnold R. Beverly
[2 MAJ] La petizione di Mumia
[3 MAJ] Messaggio di Mumia per la Giornata di Mobilitazione del 12 Maggio
[4 MAJ] "Diritti umani imperiali", di Mumia Abu-Jamal
[5 JM|IT] Catalogo dei Materiali: e' disponibile l'edizione italia di "La
lotta New Afrikan dietro le sbarre - Storia aggiornata", di Sundiata Acoli
[6 JM|IT] Da una lettera di David Gilbert, prigioniero politico
antimperialista
[7 JM|IT] Sekou Cinque T.M. Kambui: Parole board il prossimo 18 Giugno
[8 LK] Ali Khallid Abdullah: Continua la Campagna Internazionale
[9 JM|IT] Verenza Bowers, Jr: Niente scarcerazione fino al 2004
[10 AFAPP] Italia: Bruno Ghirardi finalmente libero!
[11 @] Italia: Aggiornamento sulla situazione dei compagni della rapina di
Luras
[12 AFAPP] Turchia: Aggiornamenti
[13 @] Stato spagnolo: Lettera da un prigioniero F.i.e.s.
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Editoriale
[a cura del Bollettino "Mumia Abu-Jamal News]
Dopo mesi di completo silenzio, giuridicamente parlando, attorno al caso di
Mumia, tutto ad un tratto si sono susseguiti una serie di avvenimenti molto
importanti, probabilmente fondamentali per il proseguio dell'iter
giudiziario che vede Mumia in attesa di essere convocato in Corte Federale.
Prima il licenziamento dei suoi avvocati, poi la corsa frenetica alla
ricerca di un nuovo team legale (per altro resa particolarmente difficile
dallo stesso Weinglass, l'ex avvocato principale di Mumia, il quale a
tutt'oggi si rifiuta di consegnare all'ICFMAJ i soldi del Fondo Legale),
quindi la richiesta di Mumia di auto-difendersi in tribunale con l'immediato
diniego ufficializzato dal giudice Yohn, poi la conseguente richiesta di
tempo presentata al giudice dallo stesso Mumia e ancora la risposta di Yohn
che concedeva a Mumia non piu' di 30 giorni. Alla fine il nuovo team di
avvocati e' stato formalizzato, e in questo momento Mumia non si trova piu',
per cosi' dire, "scoperto". I suoi nuovi legali sono Marlene Kamish di
Chicago, Eliot Lee Grossman di Los Angeles, J. Michael Farrell di Filadelfia
e l'avvocato (britannico) patrocinante Nicholas R. D. Brown.
Ma le sorprese non finiscono qui. A quanto pare sarebbe spuntato fuori il
vero assassino dell'agente di polizia per cui venne condannato, nel 1982,
Mumia. Tale Arnold R. Beverly (nome che gia' era conosciuto a Weinglass e al
vecchio team difensivo, senza che per altro fosse mai tenuto in
considerazione) avrebbe affermato, prima agli avvocati di Mumia, quindi in
una deposizione ufficiale, che lo stesso Mumia sarebbe capitato, il giorno
in cui venne ammazzato il poliziotto, nel posto sbagliato al momento
sbagliato, scagionandolo di fatto dall'accusa e dalla condanna a morte.
Scenario: all'interno del Dipartimento di Polizia di Philadelphia vi era un
cospicuo numero di agenti corrotti, dediti allo spaccio di droga, alla
gestione della prostituzione, ecc...e fin qui nessuna sorpresa. La notte del
9 Dicembre, mentre Mumia, allora taxista, accorreva in difesa del fratello,
fermato e malmenato da un paio di agenti del Dipartimento, nello stesso
luogo stavano agendo alcuni dei poliziotti corrotti. Stando a quanto
affermato Arnold R. Beverly, glia genti con nella mani il fratello di Mumia
(i "non corrotti") riconobbero poco distante da loro alcuni loro colleghi.
Da qui nacque una sparatoria (tutta interna al dipartimento), con il
conseguente ferimento di Mumia (mentre era intento ad accorrere verso il
fratello, disarmato) e il colpo mortale indirizzato all'agente "non
corrotto".
E' quantomai ovvio che questo nuovo quadro andra' a ridisegnare la storia
del processo di Mumia. O per lo meno se lo augurano i suoi nuovi avvocati, e
noi con loro. Ma e' anche vero che il nuovo percorso difensivo, alla luce di
quanto fin qui esposto, potrebbe de-politicizzare tutto il "caso Mumia",
puntando unicamente sul discorso "colpevole/innocente". La situazione e'
comunque, soprattutto con un Oceano di distanza, ancora non proprio chiara e
in continuo sviluppo. Cercheremo di seguire passo a passo le prossime azioni
del team difensivo, in attesa che venga convocata la prima udienza in Corte
Federale, tenendo sempre ben presente che la liberazione di Mumia, per
essere tale, dovra' passare per un processo di lotta collettiva, un processo
di massa.
Questo e' stato da sempre il contributo che abbiamo dato alla Campagna
Internazionale contro l'esecuzione di Mumia, e questo presupposto rimane per
noi la base del nostro lavoro.
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1 - La deposizione ufficiale di Arnold R. Beverly
[info: Sito Ufficiale - www.mumia.org]
Qui di seguito la trascrizione della deposizione avanzata da Arnold R.
Beverly presso l'Eastern District of Pennsylvania.
Dichiarazione di Arnold R. Beverly
Io, Arnold R. Beverly, dichiaro che quanto sto per dire corrisponde alla
verita'. Ero presente quando l'ufficiale di polizia Daniel Faulkner venne
colpito mortalmente da un colpo di pistola nella notte del 9 Dicembre 1981,
tra l'angolo di Locust Street e 13th Street. Ho saputo personalmente che
Mumia Abu-Jamal non ha sparato all'agente Faulkner.
Io ed un altro ragazzo venimmo avvicinati e pagati per sparare all'ufficiale
Faulkner. Avevo sentito dire che Faulkner rappresentava un problema per i
molti agenti corrotti del dipartimento perche' interferiva con le loro
attivita' illegali, tra cui la gestione della prostituzione, dello spaccio
di droga e del gioco d'azzardo.
Faulkner era gia' stato colpito da un colpo di pistola alla schiena quando
Mumia giunse sul luogo della scena. Jamal non ha nulla a che vedere con
quanto accaduto.
Prima della sparatoria, mi era stata mostrata una fotografia di Faulkner e
mi era stato suggerito che molto probabilmente l'agente si sarebbe diretto,
per un controllo, verso Johnny Os (tra la 13esima e Locust), nella tarda
notte del 9 Dicembre.
Noi due eravamo stati assunti per ucciderlo, e dileguarci subito dopo il
lavoro. L' altro tipo che era con me aveva una pistola del dipartimento, una
calibro 38, mentre io avevo il mio revolver calibro 22.
Ero fermo in attesa all'nagolo tra Locust e la 13esima, indossavo un vestito
verde con giacca militare. L'altro giovane era fermo a Camac Street, tra la
zona sud di Locust Street e la 13esima.
Poco dopo arrivo' in zona l'agente Faulkner. Due agenti in boghese sostavano
nella parte ovest della 13esima strada e Locust Street. Un altro agente in
borghesa si trovava in un auto, ferma in un parcheggio all'ongolo. Erano li'
e videro mentre l'agente Faulkner veniva colpito. Non ero preoccupato della
presenza degli agenti, perche' loro ci avevano assunti per ucciderlo, e se
erano li' era solo ed unicamente per aiutare noi, nel caso qualche cosa non
fosse andata per il verso giusto.
Poco dopo ho visto Faulkner uscire da una piccola auto del dipartimento e
dirigersi tra Locust Street e la 13esima strada. Faulkner era solo. Ad un
certo punto ho sentito un rumore e ho visto Faulkner accasciarsi sulle
ginocchia. Poi ho sentito un altro corpo ancora. Il colpo ha colpito la mia
spalla sinistra. Usciva del sangue. Tenevo premuto contro la mia spalla e
vedevo il sangue sulle mie mani.
Sono corso verso Faulkner, e una volta giuntogli vicino gli ho sparato in
faccia. Jamal venne colpito da un agente in borghese giunto sul luogo della
sparatoria. Macchine della polizia arrivavano da tutte le parti. Ho visto
uscire qualcuno con una maglietta bianca uscire da una automobile circa a
meta' tra la 13esima e l'intersezione con Locust Street mentre me ne stavo
andando.
Ho lasciato la zona sotterranea attraverso la speedline grazie alla
predisposizioni che ci eravmo date con gli agenti, i quali mi aspettavano
tre blocchi piu' in la'. C'era una macchina che mi aspettava, grazie alla
quale ho lasciato il centro della citta'.
Quanto detto e' conforme al 5 Pa.C.S. Section 4904 concernente dichiarazioni
false ad autorita'.
Arnold E. Beverly
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2 - La petizione di Mumia
[info: Sito Ufficiale - www.mumia.org]
Mumia ha presentato il 4 Maggio scorso una petizione, congiuntamente con suo
fratello, che al momento non abbiamo ancora tradotto, all'interno della
quale in sostanza ribadisce il suo essere estraneo all'omicidio dell'agente
di polizia Faulkner. La petizione in questione e' disponibile sul sito
ufficiale di Mumia: www.mumia.org
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3 - Messaggio di Mumia per la Giornata di Mobilitazione del 12 Maggio
[info: Sito Ufficiale - www.mumia.org]
Quello che segue e' il breve messaggio inviato da Mumia a tutte le
mobilitazioni che si sono susseguite nella giornata del 12 Maggio, giornata
di sostegno a lui dedicata.
Care Sorelle, Fratelli, Amici e Nemici,
siamo giunti ad un crocevia, crocevia voluto dal tempo, dalla storia, dalle
circostanze.
Siamo qui perche' e' il luogo e il tempo giusto dove stare. vi penso oggi
nella speranza di poter essere presente, di poter essere con voi, la
prossima volta che ci sara' una iniziativa del genere.
Molti di voi hanno detto che non credono nel sistema, tuttavia, nei vostri
cuori rifiutate di lasciarlo andare.
Gli avvocati non sono persone di comodità da buttare come si buttano i
vecchi cuscini.
Sono persone di liberta'o uomini e donne che aiutano la repressione.
Ho ricevuto recentemente molte critiche per aver cambiato il mio team
legale. Non ho paura della critiche, ma devo dire di non essere concorde con
chi le ha avanzate.
Voi avete visto gli avvocati violare la loro prima regola con il beneplacido
delle corti.
Come potete dire che non credete nel sistema e poi, dall'altra parte,
credete ad avvocati che hanno bistrattato il cosiddetto interesse del loro
assistito?
Vi ho ringraziato per esservi uniti in questa battaglia di liberta' e di
giustizia.
E, se scegliete per caso non unirvi, ho una richiesta semplice da farvi: non
state sulla mia strada.
Citando John Africa:
"La liberta' e' urgente. Una direzione e' necessaria e la liberta' non
potra' essere presa da nessuna opinione di un maledetto giudice".
Vi ringrazio,
Ona Move
Long Live John Africa
Mumia Abu-Jamal
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4 - "Diritti umani imperiali", di Mumia Abu-Jamal
[info: Sito Ufficiale - www.mumia.org]
DIRITTI UMANI IMPERIALI
Articolo scritto il 5/5/01 - Copyright '01 by Mumia Abu-Jamal
"Un impero fondato sulla guerra deve mantenere se stesso con la guerra."
Montesquieu (1689-1755) Filosofo francese
Poche nazioni parlano tanto ad alta voce o tanto spesso di diritti umani di
quanto facciano gli Stati Uniti. Alcune amministrazioni presidenziali
americane si sono dedicate alla promozione e alla tutela dei diritti umani.
E' comune per noi ascoltare elite nazioni parlare di diritti umani, ma cosa
significa davvero nel mondo reale? Molte nazioni del mondo reale, membri
della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ritengono che
questi bei discorsi non significano davvero molto perche' la Commissione
recentemente ha espulso gli Stati Uniti. Fatto con il voto segreto, le
motivazioni per l'espulsione degli Stati Uniti non sono note. Forse e' stata
la rabbia internazionale verso la predica incessante degli Stati Uniti
sull'argomento. Forse e' stata la reazione globale a come gli Stati Uniti
agiscono a livello internazionale. Forse e' stato il riconoscimento della
palese contraddizione tra cio' che una nazione dice e cio' che un impero
realmente fa. Perche' le nazioni devono riconoscere che c'e' qualche limite
a cio' che possono fare al di la' dei confini nazionali mentre gli imperi,
per loro stessa definizione, dominano altri stati-nazioni, attraverso mezzi
economici o militari per raggiungere gli interessi imperiali.
Lo storico britannico Arnold J. Teynbee ha paragonato gli Stati all'antico
impero Romano: "L'America e' oggi il leader a livello mondiale del movimento
anti-rivoluzionario in difesa degli interessi assegnati. Rappresenta ora
cio' che ha rappresentato Roma. Roma ha sostenuto fortemente i ricchi
contro i poveri in tutte le comunita' estere che sentiva sotto il suo
dominio e, poiche' i poveri sono stati sempre e dovunque piu' numerosi dei
ricchi, la politica di Roma favori' l'ineguaglianza, l'ingiustizia e la
minore felicita' del piu' grande numero".
[Fr. "America and the World Revolution and Other Lectures" (Oxford Pr.;
N.Y., 1962)]
Molto viene fatto per i diritti umani all'interno dell'impero ma cio' non
viene fatto nelle terre straniere. Come l'antica Roma, l'America vede la
gente all'estero come molto meno che oggetti. Ci si aspetta che lavorino
(per le corporazioni con base negli Stati Uniti) per paghe bassissime, senza
protezioni ambientali e con persino meno diritti per i lavoratori. In epoche
di conflitto armato (accelerato dagli interessi corporativi) le popolazioni
civili sono degli obiettivi. Chi lo puo' negare dopo Hiroshima o Nagasaki?
Dopo la carneficina del Vietnam? Dopo le continue devastazioni in Iraq?
All'interno dell'impero, con tutto il dibattito sui diritti umani, dove e'
il diritto umano alla casa? Dov'e' il diritto umano al lavoro? Dove e' il
diritto umano all'istruzione? Negli Stati Uniti, dove c'e' piu' ricchezza
che in qualunque altro precedente impero, si parla di diritti umani tra
poverta', mancanza di alloggio e scuole che sono solo campi di addestramento
per prigioni.
Come puo' una nazione che si vanta di "diritti umani" essere il principale
trafficante di armi del mondo e sponsor dei principali dittatori e
torturatori del mondo? Dal Sudafrica al Cile, dalla Cambogia alla Colombia,
gli Stati Uniti hanno addestrato, finanziato, appoggiato e lodato alcuni dei
governi piu' repressivi del mondo contro la loro stessa gente.
Per quanto riguarda la legge internazionale, l'Impero Americano non se ne
preoccupa per nulla, come ha affermato lo scienziato politico C. Douglas
Lummis:
"E' uno scandalo nella legge internazionale contemporanea che mentre 'la
distruzione arbitraria di citta' e villaggi' e' da tempo un crimine di
guerra, il bombardamento di citta' da aeroplani non solo resta impunito ma
virtualmente non viene neanche denunziato. Il bombardamento aereo e'
terrorismo di stato, il terrorismo dei ricchi. Ha bruciato e fatto saltare
piu' innocenti negli ultimi sei decenni di quanto abbiano fatto tutti i
terroristi anti-stato che siano mai esistiti. Qualcosa ha intorpidito la
nostra coscienza contro quella realta'."
[C.D. Lummis, "The Nation", 26/9/94, p. 304]
La stessa nozione di ribelli dell'impero contro qualunque costrizione
imposta da forze esterne. E' una legge fine a se stessa. E' una
manifestazione del potere e della ricchezza che li impiega contro i deboli e
i poveri. Per i diritti umani e' una versione aggiornata del vecchio
"diritto divino dei re", perche' non e' altro che il diritto a sfruttare.
Essere un impero significa non dire mai mi dispiace.
Copyright 2001, Mumia Abu-Jamal
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5 - Catalogo dei Materiali: e' disponibile l'edizione italia di "La lotta
New Afrikan dietro le sbarre - Storia aggiornata", di Sundiata Acoli
[info: Sezione Italiana del Jericho Movement - www.jericho-italia.com]
Dal viaggio di Dicembre 2000 negli Usa, eravamo tornati, tra le altre cose,
con un nuovo scritto di Sundiata Acoli, prigioniero politico New Afrikan, ed
ex militante di BPP e BLA.
Piu' che un nuovo scritto, a dir il vero, si tratta di un aggiornamento ad
un articolo, "La lotta New Afrikan in carcere", pubblicato per la prima
volta nel 1992.
L'edizione americana e' stata resa possibile grazie agli sforzi del Sundiata
Acoli Freedom Campaign e dall'Anarchist Black Cross Federation di
Jacksonville (Florida).
L'edizione italiana e' stata invece curata dalla Sezione Italiana del
Jericho Movement e dall'Associazione Telematica "Malcolm X". La prima
edizione italiana dell'articolo di Sundiata venne pubblicato dalla Rivista
"Controinformazione internazionale", Ottobre 1995.
Il nuovo dossier verra' messo in vendita attraverso i Free Mumia Corner. Chi
lo volesse ricevere via posta, invii 6mila in busta chiusa a Sezione
Italiana del Jericho Movement, CP 11, 45032 Bergantino (RO), specificando
indirizzo e richiesta.
Come sempre, rimane forte l'invito a scrivere lettere e messaggi di
solidarieta' a Sundiata (cosi' come a tutti gli altri prigionieri politici):
Sundiata Acoli
#39794-066
P.O.Box 3000
U.S.P. Allenwood
Whitedeer, PA 17887
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6 - Da una lettera di David Gilbert, prigioniero politico antimperialista
[info: Sezione Italiana del Jericho Movement - www.jericho-italia.com]
Abbiamo recentemente ricevuto una lettera di David Gilbert, prigioniero
politico antimperialista, in carcere dal 1982. Avevamo, un paio di
Bollettini fa, accennato brevemente al trasferimento di David Gilbert e
Robert Seth Hayes dal super-carcere di Comstock a, rispettivamente, nei
super carceri di Attica e Clinton.
Nella lettera, David ipotizza che il trasferimento, per altro conseguente ad
una approfondita perquisizione all'interno delle loro celle, sia la risposta
dello Stato di New York, attraverso le sue istituzioni preposte, alla
campagna per il rilasciato di Robert Seth, gravemente malato da anni di
diabete. E sempre David invita tutti quanti a rafforzare la campagna da qui
in avanti, specificando la totale assenza, nella prigione di Clinton, di
supporti per detenuti malati.
Unica nota positiva in tutto cio': Robert Seth avra' comunque modo di
incontrare Herman Bell, prigioniero politico New Afrikan (ex BPP e BLA),
detenuto da tempo in quel super-carcere.
Questi i loro nuovi indirizzi:
David Gilbert
#83A6158
Attica Correctional Facility
Box 149
Attica, New York 14011-0149
Robert Seth Hayes
#74A2280
Clinton Correctional Facility
Box 2001
Dannemora, NY 12929
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7 - Sekou Cinque T.M. Kambui: Parole board il prossimo 18 Giugno
[info: Sezione Italiana del Jericho Movement - www.jericho-italia.com]
Sekou Cinque T.M. Kambui (s/n William J. Turk) e' un prigioniero politico
New Afrikan (ex Black Panther Party e Black Liberation Army) che sta
scontando una condanna a due ergastoli, per l'omicio di due uomini bianchi
in Alabama nel 1975. Il prossimo 18 Giugno ci sara' una nuova udienza presso
il parole board. Negli ultimi 5 anni gli e' e' stata negata la liberta'
sulla parola per 5 volte. Come sempre e' accaduto, prima di ogni udienza
Sekou sara' fatto oggetto di trasferimenti e vuolenze. E' importante fare
sentire, anche se da lontano, un minimo di pressione. Vi inviatiamo per
tanto a inviare lettere e messaggi a sostegno di Sekou direttamente a:
Johnnie Johnson, Jr., Chairman
State of Alabama
Board of Pardons and Paroles
Lurleen B. Wallace Building
500 Monroe Street
Montgomery, AL 36130
Per scrivere a Sekou:
Sekou Cinque T.M. Kambui (s/n William J. Turk)
#113058
Box 5107 BCF
Union Springs, AL 36089
__________________
8 - Ali Khallid Abdullah: Continua la Campagna Internazionale
[info: International Campaign TO Support Ali Khallid Abdullah -
Komboa@yahoo.com]
(Da una lettera di Lorenzo Komboa Ervin)
Ali Khallid Abdullah, prigioniero politico anarchico afroamericano, si e'
visto negare per la quinta la liberta' sulla parola ad opera del Michigan
Parole Board.
Ali ha dichiarato: "...quello che sta succedendo qui nello stato di
Michikkan e' un atto di genocidio. Sta pagando qualcuno per quello che hanno
fatto loro. E' un chiaro atto vendicativo. Ancora, denuncio il fatto che non
ho commesso nessun crimine contro la gente del Michigan...ma perche' mi
e'negato un processo giudiziario? Perrche' continua ad essermi negata la
liberta'?...Schiavismo! Questo e' quello che le prigioni stanno facendo, e
questo e' quello a cui sono condannato...Il mio tempo sta finendo".
Ali e' stato buttato dietro le sbarre per aver agito contro uno spacciatore
di droga. Per questo e' stato ritenuto un criminale pericoloso e condannato
a 20 anni di galera.
Dobbiamo fare in modo che Ali Khallid Abdullah venga rilasciato quanto
prima, in modo tale che possa far ritorno alla sua famiglia e alla sua
comunita'. Non e' un gangster o un criminale, come le autorita' vorrebbero
far credere; e' soltanto una persona profondamente contro le ingiustizie.
Ora sta pagando il prezzo delle sue idee.
Questo l'indirizzo di Ali:
Ali Khalid Abdullah
#148130
Thumb Correctional Facility
3225 John Conley Drive
Lapeer, MI 48446
Per contattare l'ICSAKA:
International Campaign TO Support Ali Khallid Abdullah
p.o. box 19962, Kalamazoo, MI. 49019-0962
e-maill: Komboa@yahoo.com
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9 - Verenza Bowers, Jr: Niente scarcerazione fino al 2004
[info: Sezione Italiana del Jericho Movement - www.jericho-italia.com]
Qui di seguito un veloce aggiornamento sulla situazione di Verenza Bowers,
Jr., ex militante del Black Panther Party e detenuto da oltre trent'anni.
C'e' da annotare che - purtroppo - il parere del regional parole examiner
datata 12 Settembre 2000 favorevole al suo rilascio nell'arco di un anno, e'
stato recentemente capovolto dal National Parole Commission che ha in
sostanza dichiarato che Verenza dovra' continuare a stare rinchiuso in
galera almeno fino al 2004. Come molto spesso capita, il NPC non ha
rilasciato dettaglia a riguardo della sua deisione.
Per chi volesse inviare lettere e messaggi di solidarieta':
Verenza Bowers, Jr.
#35316-136
FCC Medium A-1
P.O. Box 879
Coleman, FL 35521-0879
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10 - Italia: Bruno Ghirardi finalmente libero!
[info: AFAPP - afapp@libero.it]
Breve (ma importante): Bruno Ghirardi e' uscito dal carcere per fine pena.
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11 - Italia: Aggiornamento sulla situazione dei compagni della rapina di
Luras
[info: clagu@hotmail.com]
da Eleonora: clagu@hotmail.com
In questi giorni i compagni della rapina di Luras: Michele, Federico, Tore,
Riccardo, sono sottoposti a censura; le lettere vengono comunque consegnate.
Federico e Pierleone, che si trovano nello stesso braccio, hanno il divieto
d'incontro.
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12 - Turchia: Aggiornamenti
[info: AFAPP - afapp@libero.it]
Al 209esimo giorno di sciopero della fame a tomba aperta, il bilancio della
resistenza messa in atto contro le celle di isolamento è pesante ; ai circa
50 prigionieri assassinati durante l'assalto nel dicembre scorso o a causa
della sciopero della fame, si sono aggiunti 4 militanti dell'Associazione
dei Familiari (Tayad). Oggi centinaia di prigionieri sono in coma e almeno
37 hanno già subito danni irreversibili (hanno perso completamente la
memoria).
Nonostante il rifiuto dello Stato turco che continua a non accettare le
richieste dei prigionieri e dei loro familiari, la resistenza continua. I
familiari sono in sciopero della fame a tomba aperta da 184 giorni. Oltre a
Abdulbari Yusufoglu, membro della Tayad in sciopero della fame a tomba
aperta dal 7 maggio 2001, i prigionieri recentemente messi in libertà, tra
cui Ugur Turkmen - liberato il 5 gennaio 2001 dalla prigione di Sincan (tipo
F) e che continua il suo digiuno (192giorni), solidarizzano con la lotta dei
prigionieri.
Dopo l'assalto di dicembre moltissimi prigionieri in sciopero della fame
sono stati trasferiti a forza negli ospedali e, ancora una volta contro la
loro volontà, si tenta di alimentarli. E' in questo modo che lo Stato turco
sta torturando i prigionieri che sono negli ospedali. Questa è, in
particolare, la situazione di Tamer Cadirci che, ricoverato nell'ospedale
di Izmir, ha perso completamente la memoria ed è incapace di qualsiasi
movimento. Situazione drammatica anche per Sevgi Erdogan la quale, anche
lei incatenata nel suo letto, è in grado di capire ma non riesce più a
parlare dopo l'arresto cardiaco e la conseguente rianimazione obbligata.
Info on line:
> www.multimania.com/nonisolement
> nonisolement@multimania.com
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13 - Stato spagnolo: Lettera da un prigioniero F.i.e.s.
[info: marziomuzzi@hotmail.com]
La testimonianza di Paco sulle ultime azioni dal carcere di Picassent
(Valencia) apporta materiali per la riflessione. Qui inizia il suo racconto
"Il mio trasferimento a Huelva è dovuto ai seguenti motivi: a Picassent
Josè
Manuel Luengos Fernandez (attualmente a Jaen II), Bernardo Sevilla Borrego
(attualmente a Cordoba) e io, abbiamo fatto lo sciopero della fame del
dicembre, 2000 e poi altri 18 giorni a marzo. Come risposta la direzione di
Picassent II, aumenta la repressione e noi rispondiamo con la confrontazione
(= scontro)diretta attraverso espressioni verbali e la disubbidienza. Di
fronte a questo i carcerieri-boia rispondono con pestaggi al Sevilla e a
Juan. Ci dividono e rimaniamo 3 FIES, ognuno confinato in un cortile in
isolamento, nonostante questo riusciamo ad arrivare ad un mutuo accordo ed
alla conclusione che i txapeos, i scioperi della fame non fanno altro che
aumentare la repressione qui a Picassent, restrizioni, sequestro della
corrispondenza, il tutto sotto silenzio. Nessuno sa cosa succede a
Picassent. Davanti a questa difficile situazione, all'ultimo pestaggio a
Juan (el pelao) all'isolamento a tutti e tre decidiamo di rompere tutto il
rompibile. Il nemico ci attaccò uno per uno, protetti dal loro numero
superiore, dai loro caschi, scudi e manganelli. Il Sevilla il 16 gennaio
finisce all'ospedale e io che impugnavo un punteruolo di 18 cm. me lo
ritrovo nel polmone sinistro
(non certo per mano mia). Sono stato in ospedale 6 giorni poi ho preferito
chiedere di uscire, preuccupato dalla sorte dei miei amici.
Al mio arrivo alla sezione 9 bis (controllo diretto), vedo che Luengos e
Sevilla continuano a stare al piano terra e io al 1 piano, tutto continua
come prima, art.75, isolamento, restrizioni d'aria, mangiare da schifo...
Che Fare? Pensare in una nuova strategia non incriminatoria, ma che non
lasci dubbi sulle nostre intenzioni. La repressione continua: nelle
quotidiane perquisizioni ci buttano tutto all'aria, ci rompono le cose più
care (foto etc.), non sono perquisizioni, sono saccheggi. Fu quello il
momento che decidemmo di rendere inutilizzabile la sezione Fies. Abbiamo
preso lenzuola, camice, pezzi di materasso le abbiamo tagliuzzate e le
abbiamo messo dentro il water, per fare il "tappo". Il risultato fu la
totale inutilizzazione delle nostre celle, con merda e acqua nauseabonda che
inondava i corridoi, che scendeva per le scale arrivando fino ai canili
delle guardie. Noi stessi urlavamo nell'interfono cosa succedeva, le guardie
hanno chiamato gli idraulici ma non c'è stato niente da fare. Ci hanno
trasferito in un'altra sezione, qui abbiamo fatto lo stesso, con i stessi
risultati. La Direzione è stata costretta a chiudere la sezione Fies e a
trasferirci.
Una piacevole e forte sensazione di vittoria mi ha invaso quando sono salito
sulla camionettadella Guardia Civil che mi portava nel carcere di Huelva,
dove ora mi trovo, pensando alla merda che flottava per i pestilenti e vuoti
corridoi della sezione Fies di Picassent II".
Un forte abbraccio.
Paco Ortiz Jimenez