---Riceviamo e diffondiamo---

AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE
DEI QUATTRO COMPAGNI DI BOLOGNA COLPITI
DA PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI A SEGUITO DEI FATTI ACCADUTI
DURANTE LA MANIFESTAZIONE DI FERRARA DEL 22 FEBBRAIO 2003.

Nelle settimane precedenti avevamo inviato due comunicati per informare
sulle misure restrittive prese nei confronti di quattro compagni unitamente
ad altro materiale di analisi critica sulla guerra e sul dissenso portato
nelle piazze sotto la bandiera dei pacifismi.
Ora, dopo il rigetto del ricorso al Tribunale della libertà e il successivo
rifiuto della Gip di Ferrara di accogliere la richiesta di revoca dei
provvedimenti restrittivi, i quattro compagni di Bologna si trovano ancora
agli arresti domiciliari differiti. Non sappiamo in effetti come altro
definire queste misure cautelari che rappresentano una "novità" assoluta, da
quello che ci è dato sapere, di sperimentazione repressiva. Per quanto
riguarda Bologna casi del genere non si sono mai verificati e vorremmo
capire dai compagni se in altre parti dell'Italia è mai accaduto qualcosa di
simile. Ci sembra assolutamente necessario far girare un'informazione
precisa su
quanto sta succedendo anche perché temiamo che si stia perfezionando un
sistema di repressione così subdolo, nel suo sfinente attacco a quel minimo
di libertà che
ci resta, da non risultare chiaro nemmeno a chi è a conoscenza delle misure.
Pensiamo sia bene aver chiaro il carattere dell'intervento repressivo perché
potrebbe, una volta fatto passare come possibile, venire applicato in futuro
per altre situazioni.
Riepiloghiamo per capire meglio. Nell'atto di notifica si legge che la Gip
di Ferrara, vista la richiesta del PM di arresti domiciliari per i quattro
compagni, dispone le seguenti misure coercitive: obbligo di dimora nel
comune di residenza, obbligo giornaliero di firma, divieto di uscire dalle
abitazioni dalle 14 alle 19 e reperibilità in ogni momento e luogo della
giornata. Si evidenzia subito come ci sia una ridondanza di restrizioni che
si sovrappongono tra loro provocando un labirinto inestricabile nel quale
diventa impossibile e molto pericoloso muoversi.
L'ultimo dei quattro provvedimenti merita una particolare attenzione. Ogni
mattina, al momento della firma o comunque entro le ore 13.00, si devono
comunicare tutti gli spostamenti della giornata in modo assolutamente
dettagliato indicando ore, luoghi e tempi di spostamento da un posto
all'altro. Forse non è possibile, senza sperimentarlo, far mente locale su
questo punto ma vale la pena provarci per capire cosa significhi: la sera
prima di andare a dormire bisogna pensare a cosa dire agli sbirri il giorno
successivo e pure con precisione per non correre il rischio di vedersi
accusati di non avere rispettato i provvedimenti con conseguente
"peggioramento" della propria posizione (arresto); pensarci bene anche per
poter mantenere uno spazio di movimento che consenta ad esempio di
incontrare i compagni, di fare una passeggiata, di godere i propri affetti,
di fare due soldi, di fare la spesa e via di seguito. La mattina ci si alza
per andare come prima cosa in commissariato e vedere come prime facce quelle
dei poliziotti, davanti ai quali si rilascia la dichiarazione degli
spostamenti della giornata come se ci si ritrovasse di
nuovo bambini al cospetto di un temibile padre autoritario. Da quel momento
in poi li si avrà alle costole insieme al pensiero costante di essere al
posto stabilito nell'ora indicata. Quando si è a casa li si vede arrivare
almeno una volta al giorno, ma in certe giornate fortunate anche tre, per il
controllo.
Quando si è fuori è la digos che entra in scena e può capitare che passi,
nei luoghi indicati, anche dieci volte fermando chiunque commetta lo sbaglio
di spostarsi dal gruppo. Sì perché dal commissariato tutte le mattine,
appena comunicati gli spostamenti, questi vengono trasmessi alla digos
(siamo riusciti a sbirciare una nota di servizio interna che lo specificava)
che si mette subito al "lavoro".
Questa non è che una delle tante ricadute dei provvedimenti e consente di
agire un ulteriore controllo sui compagni, sui loro movimenti e su chi li
frequenta, ben più pressante del solito e ancora più sfacciato.
Quando poi si arriva a casa per la notte, ed eventualmente dopo un'ulteriore
visita che verifichi che si è tornati all'ora dichiarata, si va a letto
programmando la giornata successiva. Insomma la compagnia dei birri non ti
lascia mai e quasi si finisce per avere la mente occupata solo da loro. Per
quanto poi si cerchi di essere precisi non si è mai al sicuro da possibili
ulteriori bastardate da parte degli sbirri, data l'assoluta impossibilità di
rispettare provvedimenti così assurdi e insidiosi.
Ancora c'è da specificare che le misure in questione, sebbene abbiano
indubbiamente carattere punitivo e, per la sovrabbondanza di prescrizioni,
risultino molto
simili a dei semi-arresti domiciliari, non sono omologabili alla detenzione
e quindi non verranno conteggiate come sconto di una eventuale pena.
Da un punto di vista tecnico si stanno valutando con l'avvocato i diversi
aspetti della questione anche sulla costituzionalità delle misure adottate,
ma quello che ci preme è farle conoscere e non passarle sotto silenzio.
Il rischio c'è perché, non essendo in presenza di un arresto, viene pure a
mancare la mobilitazione contro una repressione che, sotto la maschera del
provvedimento democratico, pretende di presentarsi come più umano.
A Bologna insieme ad altre realtà che erano presenti a Ferrara abbiamo
indetto un'assemblea pubblica, in Aprile dopo le notifiche, su Violenza
sociale e Movimenti pacifisti che è stata notevolmente partecipata. Abbiamo
intenzione di continuare su questa strada perché ci sembra più interessante
e importante affrontare le questioni, legate alla repressione e allo stato
delle cose, in una discussione che sia collettiva piuttosto che incontrarci
in un qualche presidio (questa volta non si saprebbe nemmeno dove
organizzarlo) senza avere il tempo e lo spazio per confrontarci sul da fare.

Sono in programma, per le prossime settimane, una serie di incontri tra i
quali uno dedicato all'Algeria. Vi comunicheremo al più presto le date
precise.

A.C.R.A.T.I.
acrati@yahoo.it