CONTINUA L'AGITAZIONE NELLE CARCERI ITALIANE
Dopo tutto il battage che si è fatto sul problema carceri in occasione
della visita del Papa a Regina Coeli, tutto è finito in una bolla di sapone. Si sa che le
disillusioni lasciano sempre l'amaro in bocca, ma quando le disillusioni vengono riservate
a chi già vive in una situazione di degrado e di abbandono, come i detenuti, l'amaro in
bocca si trasforma in disperazione. A cosa può portare la disperazione, poi, non possiamo
prevedere. Anche perchè nelle carceri, passato il periodo buonista della visita del Papa,
si riprende a respirare aria di restaurazione e di vendetta.
Come abbiamo visto nella lettera aperta dei detenuti di Badu 'e Carros, le istituzioni
carcerarie tentano di vendicarsi per lo smacco subito, in seguito alle rivolte del mese
scorso, che hanno scoperchiato una pentola fatta di sopraffazione e violenza.
Intanto il governo, per risolvere il problema, stanzia miliardi per costruire nuove
carceri e assumere nuovi secondini.
ALLA FACCIA DEL REINSERIMENTO
In questa fase, in cui i media imbottiscono i cervelli di
emergenza sicurezza e di tolleranza zero, era logico che si prevedesse da parte dei
politici di professione un futuro fatto di steccati, recinti, CARCERE.
Quindi niente amnistie, indulti o condizioni più umane tese al reinserimento, ma
restringimento degli spazi e repressione, dato che la politica della globalizzazione e del
dominio totale prevede non già l'allargamento del benessere, ma l'aumento della povertà
e quindi dell'insicurezza e della "microcriminalità", cui per ovvie ragioni ci
sarà un'unica risposta:
CARCERE
E' in questa situazione che, coraggiosamente, alcuni
cittadini, cattolici e no, ridanno visibilità a questo mondo a noi vicino ma anche
lontano e nascosto.
I sit-in vicino a San Vittore a Milano e a Regina Coeli a Roma sbattono di nuovo in faccia
un problema che quasi tutti vogliono dimenticare.
Lo sbattono in faccia a quegli "onesti cittadini" che, incoraggiati da
politici garantisti a due velocità e dai media che al servizio di quei politici sguazzano
nella ricerca di fatti di cronaca ad hoc, continuano a cianciare di problemi di sicurezza,
per distogliere lo sguardo da altri problemi sociali, come la disoccupazione o
l'emarginazione sociale che si allarga sempre di più.
Lo sbattono in faccia a tutti quei personaggi, della politica e della stampa, che
continuano a parlare di tolleranza zero nei confronti di emarginati, magari tossicomani (e
quindi doppiamente vittime), colpevoli di qualche scippo, e difendono il poliziotto che
decide di ammazzare un ragazzo di diciassette anni colpevole di andare in motorino senza
casco e soprattutto colpevole di essergli antipatico.
Lo sbattono in faccia, soprattutto, ad un sistema che permea i cervelli di miti basati sul
possesso di denaro e sulla vita consumistica, salvo poi sbattere in galera chi, seguendo i
loro schemi corre dietro questi miti nell'unico modo loro consentito dall'estrazione
sociale da cui escono: l'illegalità.
Sappiamo che questa sarà una battaglia lunga e difficile, ma toccherà combatterla,
altrimenti ci toccherà vivere in un sistema in cui tutti potranno rubare, corrompere e
anche ammazzare,
tranne i poveri.
Se ci fosse stato bisogno di una conferma, è appena arrivata
mentre scriviamo:
una pattuglia della polizia ha sparato ad un altro ragazzo di quindici anni ad un posto di
blocco a Manduria nel tarantino. Adesso, per giustificare la cosa, i Pansa di turno
andranno a pescare antecedenti e antenati mafiosi di quel ragazzo, l'importante sarà
giustificare l'uso delle armi indiscriminato ai posti di blocco.
CHE SIA QUESTA LA SOLUZIONE ADOTTATA DAL GOVERNO PER
RISOLVERE
IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI?
L'Avamposto degli Incompatibili