Comunicato del DORDONI
Cremona, 28/10/03

Oggi si è svolta la prima fase del processo contro i compagn* del Centro
Sociale Dordoni per l'occupazione, del 20/4/99, della sede dei DS di
Cremona, a seguito della scelta criminale del governo D'Alema nella guerra
in Kosovo.
Solo la determinazione di più di 30 compagn* presenti ha potuto permettere
l'attuazione di un presidio dentro e fuori il tribunale durante l'intera
durata del processo. Il presidio è stato caratterizzato da uno striscione
(SABOTARE LA GUERRA IMPERIALISTA. D'ALEMA SERVO DEGLI U.S.A.) e da
volantini.
All'inizio della deposizione del segretario regionale dei DS, Luciano
Pizzetti, i compagn* presenti hanno esposto lo striscione in aula,
nonostante l'intervento dei carabinieri, fino all'autorizzazione decretata
dal giudice di poterlo attaccare all'ingresso dell'aula per tutta la durata
del processo.
Dopo l'intervento finale del compagno Mario, portavoce del Dordoni, che è
entrato nel merito politico dell'azione e della contrarietà alla guerra
imperialista, a conclusione della giornata, per come si è rivelato l'iter
processuale possiamo ritenere, senza alcun tipo di presunzione o faziosità,
che oggi ad essere processati sono stati i DS!
Si è conclusa così la prima fase del processo; il prossimo appuntamento al
tribunale di Cremona è per il 27 Febbraio 2004.

I COMPAGNI/E DEL DORDONI.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

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Comunicato del Coordinamento di lotta per la Palestina, Milano

GUERRA PREVENTIVA , IN CASA E FUORI

Mercoledi 22 ottobre, un compagno del Coordinamento di lotta per la
Palestina, di Milano, ha ricevuto nel suo posto di lavoro la visita dei ROS,
nell'ambito delle perquisizioni avvenute tra martedi e mercoledi e che hanno
riguardato una trentina di compagni, tra Milano, Varese e Brescia.
Oggi i giornali sono pieni di denigrazioni contro i perquisiti, al contrario
molte testate non dicono nulla invece sui ROS, esecutori di questa
operazione repressiva e sul loro capo Ganzer. Questi veri delinquenti di
stato sono indagati per spaccio internazionale di droga eseguito "sotto
copertura", grazie cioè alle famose leggi, e al riordino dei vari apparati,
mutuate dalla "guerra al terrorismo" e varate grazie al consenso di tutti i
partiti istituzionali (a parte qualche mugugno).
Questa ennesima operazione poliziesca, basata sull'utilizzo sfacciato e a
tappeto del 270 bis (che, lo ricordiamo, risale alla Legge fascista Rocco),
arriva a pochi giorni dall'arresto e perquisizioni di alcuni compagni di
Europposizione a Viterbo per la manifestazione contro la Convenzione europea
del 4 ottobre, a due giorni dall'apertura del processo contro la Rete No
Global a Catanzaro, e dopo che negli ultimi mesi e anni tantissimi compagni
e realtà antimperialiste, comuniste, anarchiche, di movimento, sono state
oggetto di inchieste e intimidazioni varie.
Lo Stato e i suoi servi nei tribunali o in divisa attaccano i compagni, le
avanguardie di lotta, le prospettive rivoluzionarie, per impedire una
saldatura tra questi e il malcontento crescente tra i proletari e i
lavoratori, che subiscono un costante peggioramento delle proprie condizioni
di vita e di lavoro e attacchi ai diritti conquistati in anni di dure lotte.
In un momento in cui lo stato imperialista italiano è in prima fila nelle
politiche di guerra e aggressione ai popoli (Iraq, Afghanistan, Balcani,
Palestina), diventa per esso imprescindibile impedire l'esplosione di un
"fronte interno", che veda le lotte e il disagio degli sfruttati sfuggire al
controllo del riformismo e divenire magari percorso di trasformazione
radicale del reale.
In più, la crescente aggressività dell'imperialismo a livello mondiale ci ha
già abituato a veder tacciati di "terrorismo" interi popoli, o le
organizzazioni rivoluzionarie e della Resistenza: dall'Europa agli USA, è
tutto un fiorire di "liste nere" e di operazioni "antiterrorismo" che
arrivano persino a chiudere i conti correnti delle associazioni di
solidarietà umanitaria, oltre che, con la creazione del 270ter, a perseguire
per "appoggio al terrorismo internazionale" qualunque attività di sostegno
alle lotte dei popoli.
Il nostro compagno perquisito, tra l'altro, è palestinese: ossia colpevole,
per l'imperialismo, del "peccato originale" di appartenere ad un popolo che
da più di 50 anni lotta eroicamente contro il sionismo.
Obiettivo di questa manovra, unica nella sostanza anche se "divisa" in
decine e decine di inchieste, è quello di tenere sotto controllo, spaventare
i compagni, creare loro terra bruciata attorno, prevenire passi in avanti
nella ricostruzione di un'ipotesi di trasformazione della società, creare
divisione: spiccano in questo senso le dichiarazioni infami del PRC
milanese.
Il nostro atteggiamento non deve essere né di demoralizzazione (anzi: il
nemico ci attacca perché ha paura di noi, e della prospettiva che
rappresentiamo!), né di sfilacciamento, ma di massima solidarietà con TUTTI
i compagni che vengono perseguiti, e di maggior impegno nei terreni di lotta
in cui siamo impegnati.
Come compagni impegnati nella mobilitazione antimperialista, a fianco della
Resistenza dei popoli oppressi, non ci scandalizziamo dal venir dipinti sui
giornali e nei tribunali come pericolosi "terroristi": al pari nostro ci
sono palestinesi, irakeni, cubani, baschi, coreani, filippini, turchi,
peruviani, boliviani, nepalesi. la "guerra preventiva" teorizzata da Bush,
si traduce anche in "controrivoluzione preventiva" applicata da tutti i
governi imperialisti.

Solidarietà ai compagni indagati.
A fianco della resistenza dei popoli oppressi e dei proletari nella
metropoli imperialista.

Coordinamento di lotta per la Palestina, Milano
mail:coorpalestina@ayna.com
23/10/2003