DUE DITA DI SPESSORE

Non avete finito di montare la presa in camera vostra? Possedete un
walkman?
Avete la strana abitudine di re-incollare un oggetto dopo averlo rotto?
Bene, iniziate a preoccuparvi, lo stato italiano vede in voi due
personalità dissociate di cui una appartenente ad un pericoloso
terrorista pronto a tutto e dunque da rinchiudere immediatamente ( "...
insomma, un ragazzo normale, impegnato nel sociale, un militante
anarchico. Secondo gli investigatori però ci sarebbe anche un altro
Leonardi, un violento, un sovversivo ... a casa sua vengono trovati
"materiali interessanti": batterie, fili elettrici, un collante
speciale." "La Stampa" di venerdì 7 novembre).

Si, proprio così, basta poco ad uno stato assetato di riforme
repressive, per imbastire trame, nulla importa se supportate da
argomentazioni ridicole, volte a privare della libertà, imprigionare,
annichilire taluni individui per rassicurarne la gran parte e
garantirsi quindi il consenso.
Massimo, arrestato tre settimane fa con l'accusa di aver pestato uno
sbirro durante la manifestazione a Roma del 4 Ottobre (che ghiotta
occasione ...), si ritrova il solito mirino sulla fronte, disegnato da
politici, sbirri e giornalisti nel solito lavoro d'equipe.
Un pacco bomba inesploso alla questura del capoluogo della Tuscia, ed un
altro, questa volta più efficace, che fa saltare due dita della mano
destra, quella con la quale impugnava la pistola, al maresciallo di una
stazione dei carabinieri della capitale.
Poco si usa parlare dei morti e dei feriti che ogni giorno fa la
"famiglia" mafiosa dell'ordine costituito, ma la tragedia è implicita
quando si rovina l'attività di un professionista della violenza. Ora
come potrà sparare in testa al ragazzino che passa un posto di blocco
senza casco? Come impiegherà il suo tempo alla prossima manifestazione
senza neppur poter pestare a sangue qualcuno? Per non parlare del
fastidiosissimo handicap che troverà nel redigere denuncie volte a
sbattere persone in prigione e così fare carriera.
Sarebbe dunque interessante, in una situazione così evidentemente
paradossale, una riflessione linguistica sul termine violenza e sulla
sua legittimazione. Ma è troppo tardi. La grande kermesse è già
cominciata. Come sempre anche con l'appoggio della social-democrazia
disobbediente che prontamente dichiara "Le bombe sono classica roba di
destra" ( "La Stampa" di venerdì 7 novembre).

Il santo potere va difeso, ogni giorno e ad ogni costo.

Sicuramente il ministro degli interni Pisanu ha compiuto il "salto di
qualità" nelle sue menzogne. Fino a qualche giorno fa strepitava sui
collegamenti tra fatiscenti BR e anarchici insurrezionalisti. I suoi
dipendenti facevano carte false pur di far apparire realistiche le
visioni del ministro (vedi a Torino l'arresto di 5 ragazzi/e con accuse
insignificanti. Avrebbero tracciato una scritta, ma sarebbero stati
"capeggiati" in questo da un ex inquisito per associazione sovversiva
presentato come un ex-BR).
Travolto dallo slancio servile e dalle lodi dei suoi superiori, ora, il
ministro asserisce che gli anarchici vorrebbero prendere addirittura
l'egemonia del terrorismo in Italia.
L'ignoranza proverbiale dei ministri italiani non cessa. E sembra che
simili insulsaggini distribuite copiosamente dagli apparati mediatici
di stampa e propaganda abbiano un certo effetto sul mondo degli
spettatori.
Sarebbe tutta da ridere, ma i voleri del ministro si concretizzano in
intimidazioni, schedature, pestaggi, perquisizioni, arresti e condanne
che colpiscono - per ora - le forme radicali di dissidenza che non si
limitano al lamento, alla concertazione con sbirri & C.
Secondo il ministro bisogna dunque riuscire a comprendere in che modo si
muove l'universo anarco-insurrezionalista e per riuscire a farlo è
necessaria una riforma dei servizi segreti. Ma davvero signor ministro?
I nuovi servizi lavoreranno meglio o peggio che in Piazza Fontana?
Meglio o peggio che a Genova?
Avranno idee ancora più brillanti di quella di arrestare i tanto temuti
Br proprio il giorno dello sciopero generale?
E faranno ancora più prigionieri? E più morti?
E se l'articolo 270bis non fosse più sufficiente, perché non il 270tris?
Un bel reato di associazione.
E basta.
Tanto a che cazzo serve incontrarsi?
Così si eviterebbero un mucchio di inutili giustificazioni.
Quelli a cui non sta bene? Quelli nei quali arde ancora il desiderio di
vivere in un mondo senza più sbirri, padroni né leggi? A loro pensiamo
per primi. Stiamo costruendo decine di migliaia di monolocali vista
suicidio proprio per questo. Ben trentadue nuovi grandi complessi con
sbarre.
La vita non è bellissima?

Intanto Massimo è tuttora detenuto, da quasi un mese, nel carcere di
Rebibbia in stato di isolamento. Verrà processato per il pestaggio e
per, guarda guarda, associazione sovversiva. I giornali annunciano
l'undici novembre, dopo il putiferio mediatico scatenato in seguito ai
pacchi bomba, che ora è indagato anche per quest'ultimi. Nomi e cognomi
di compagni neppure raggiunti da avvisi di garanzia sono usciti su
tutti i giornali.

Dunque anarchici, elettricisti, sovversivi, appassionati di musica,
sardi, disoccupati: smettete di dormire sonni tranquilli. Lo stato si
nutre della vostra libertà e voi non siete che l'antipasto. Dopo verrà
servita la libertà di tutti.

SOLIDARIETA' A MASSIMO ED A TUTTI QUELLI COSTRETTI A VIVERE LA
QUOTIDIANA MISERIA DELLA PRIGIONE

TUTTI LIBERI

Individualità anarchiche torinesi.