IL TANGO DELLA GALERA

Un filosofo produce idee, un poeta poesie, un prete prediche.
Un delinquente produce delitti. Il delinquente produce anche il diritto criminale...tutta la polizia e la giustizia criminale, gli sbirri, i giudici, i giurati...Egli sprona così le forze produttive.
Karl Marx, Teorie del plusvalore.

Niente piagnistei in queste poche righe sulle carceri o, come il buonismo le ha ribattezzate, sulle Case Circondariali; solo una disanima su questa istituzione, che da tempo immemore ci attanaglia tutti.
Anzi, e scusate il primo errore, non tutti, ma solo quelli che sono fuori dal potere (economico o politico fa poca differenza, anche perchè coincidono), quelli che sono oppressi dal potere, e, naturalmente, quelli che lottano contro il potere.
E chiaramente parliamo di violenza, visto che la galera è il massimo di violenza esercitata a freddo dal potere contro chi è fuori dalla sua logica. Non date ascolto a chi vi racconta la favola della prigione come istituto di rieducazione e di reinserimento nella società. E' una favola appunto, visto che questa società tende ad escludere più che a reinserire, e niente meglio delle carceri riesce a discriminare ed escludere.
E adesso, partendo dalla realtà, vediamo come le cose dette prima non sono semplici enunciati ideologici, ma verità sostanziale.
Qual'è lo spaccato della società carceraria?
La componente maggioritaria è quella dei tossicodipendenti, seguita a ruota da quella degli extracomunitari, anche se, naturalmente si tratta di approssimazioni, visto che le due categorie spesso si intersecano; poi ci stanno i detenuti per reati di microcriminalità e i manovali delle organizzazioni mafiose, e quindi i politici.
Il numero dei grandi mafiosi, i cui arresti sono molto spettacolarizzati, è irrisorio nell'universo carcerario, mentre sono pressocchè assenti, e il pressocchè è quasi inutile, gli uomini di potere.
Non stiamo facendo un'indagine statistica, vogliamo solo far capire, che i detenuti non sono un pericolo per la società, ma un pericolo, o perlomeno un disturbo per il potere. Per esempio si dice che i tossicodipendenti sono un pericolo, perchè scippano le vecchiette, come zingari ed extracomunitari sono un pericolo perchè borseggiano la casalinga o l'operaio, che va al lavoro.
Due considerazioni:
1) se il tossicodipendente potesse procurarsi la droga a prezzo decente, se l'extracomunitario (ma anche il giovane sardo, siciliano, pugliese) avesse un reddito, che gli permettesse di vivere decentemente in questa società, andrebbero a scippare vecchiette o casalinghe?
2) i problemi veri della vecchietta sono sul serio quelli dello scippatore, o magari sono la pensione da fame, con cui deve mangiare, curarsi ecc.ecc.? E la casalinga si dispera per il borseggiatore o per il fatto che i soldi con cui fare la spesa sono sempre di meno?
Il borseggiatore colpisce una tantum, il sistema economico capitalistico tutti i giorni!
E l'operaio è sul serio preoccupato per chi gli va a svaligiare la casa, o perchè invece del lavoro fisso ha il contratto a 3-6 mesi, insomma a tempo determinato? E però se l'operaio di quel paesino del Nord-Est è diventato un martire perchè ammazzato da quelli, che gli stavano svaligiando la casa, e ha ricevuto subitanee dichiarazioni di "giustizia" (li prenderemo e gliela faremo pagare!) da Ministri e affini, le centinaia di vittime del lavoro o i suicidii per licenziamento hanno a stento due righe di "cordoglio" in quindicesima paginadei giornali locali. Come si vede, vittime di serie A e vittime di serie Z, nonchè criminali di serie A e criminali non riconosciuti come tali.
Già. Perchè il padrone, che ti ammazza facendoti lavorare senza alcuna sicurezza, è più facile che diventi Cavaliere del lavoro, che finire in galera. Anche se la sproporzione numerica fra gli operai uccisi dal lavoro e quelli uccisi dal rapinatore è stratosferica!!!
Come si vede, mentre gli uomini di potere nel 99% dei casi se la cavano, gli esclusi nel 99% dei casi vanno in galera, anche quandoil loro "delinquere" non è il furto, l'omocidio, ma il fatto di entrare (clandestinamente, dicono) in Italia, o il fatto di "disturbare l'azione di governo" (non ridete, per favore, non è una barzelletta, è la verità).
Come si vede non giustizia, ma violenza di classe, o di potere, se preferite.
E infatti, invece di correggere queste ingiustizie, il potere fa nuove leggi per perfezionarle. Ecco quindi che si aumentano le pene per lo scippatore, che deruba il risparmiatore di qualche centinaio di euro, e contemporaneamente si depenalizza il reato di falso in bilancio che magari, come è successo in Amerika, porta alla rovina gli ingenui risparmiatori, che irretiti dai Media investono in Borsa. E, naturalmente, nessuno del potere si sogna di abolire reati inventati dal fascismo, come il Codice Rocco, per cui, quando critichi e lotti contro questa giustizia di classe o di potere, ti arrestano per aver cospirato contro l'ordinamento economico dello Stato. Giustizia di potere che porta, per esempio, al risultato del carabiniere Placanica, indiziato di omicidio colposo, a non fare nemmeno un giorno di carcere preventivo, mentre sono ancora dentro alcuni manifestanti indiziati, sentite un pò, di compartecipazione psichica alle violenze.
E questa violenza di classe si esplica ancor più in galera.
Una violenza anche qui differenziata a seconda del tipo di reato, ma soprattutto a seconda della razza, del ceto. Infatti, se per i politici la violenza peggiore è l'isolamento, spesso abusato, per i comuni, ma soprattutto per i migranti, le violenze si moltiplicano in vari modi. Quando ti accorgi che, mentre ogni mezz'ora di notte vengono a controllare te, politico in isolamento, accendendo la torcia, per vedere se tutto è in regola, e invece senti urlare un comune per tutta la notte, dato che sta male, e nessuno va a vedere cosa succede, capisci che per le istituzioni non è importante la salute del detenuto, ma il buon nome del carcere. Quindi il massimo di controllo per te, che hai la buona ventura di essere sotto gli occhi dei Media, e di essere continuamente visitato dai Parlamentari, visto lo scalpore suscitato dal tuo arresto, nessuna attenzione, anzi, per i comuni, specialmente se immigrati, per "la feccia umana" insomma. La quale feccia umana non vede nemmeno riconosciuti i già scarsi diritti del detenuto. Nessuno scandalo, per esempio, se in una cella di 2 metri x 3 (cesso compreso) ci sono stipati 3 detenuti, 2 con la branda a castello, 1 con una sottospecie di materasso buttato per terra; inutile dire che i 3 sono extracomunitari.
Non parliamo (e questo vale per tutti) di condizioni igieniche, visto che ti passano una saponetta e basta. Con questa devi lavarti, pulire i "sanitari" ed anche i 2 piatti di plastica, che ti passano il primo giorno insieme alle posate sempre di plastica, quando ci sono. Con queste "stoviglie" ci devi passare, lavandole sempre con la stessa saponetta, tutto il tempo della tua permanenza in carcere, anzi i piatti li devi pure restituire, lavati, quando esci. E' vero che, eventualmente, puoi comprarti altre stoviglie in plastica, dato che 2 volte a settimana puoi farti fare la spesa, ma questa è un'altra forma di violenza, intanto perchè ti devi pagare la galera, quasi fosse un albergo, ma anche per l'ulteriore discriminazione che questa "spesa" produce.
Con quali soldi potranno mai farsi fare "la spesa" immigrati di colore, arrestati magari perchè "clandestini"?
Abbiamo parlato di queste forme di violenza e non di altre più pesanti, come le ispezioni corporali, perchè queste forme di violenza, essendo quotidiane, ti portano all'abitudine e quindi all'abbrutimento. Quando vivi quotidianamente senza diritto all'igiene, senza diritto ad un letto, senza diritto all'assistenza, se stai male, ti abitui a non avere diritti, ti abitui ad essere "feccia umana", per cui ti predisponi ad essere succube non solo dentro, ma anche fuori.

LA VIOLENZA DI CLASSE APPUNTO

E il bello (si fa per dire) è che i pianificatori di questa violenza, i rappresentanti del potere, si stracciavano le vesti, quando pochi anni fa qualcuno di loro, caduto, in ben altre condizioni di detenzione, nelle maglie della "giustizia" si era suicidato per la vergogna.
Ma se la violenza di classe del carcere è finalizzata a rendere succubi alle leggi del Capitale chi in qualche modo a queste leggi si era "ribellato" o individualmente o collettivamente, solo in pochi casi questo si verifica. Nella maggior parte dei casi i detenuti si adeguano a questa violenza, cercando di subirla il meno possibile per poi, usciti fuori, ricominciare come prima. Perchè, come si è visto prima, fuori non hanno altre possibilità di sopravvivere, visto che la violenza di classe, fuori, è solo in piccola parte diversa dalla violenza carceraria, per loro.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: per i proletari, i disoccupati, i migranti, i sovversivi la vera residenza è il carcere. Il Comune dove sono anagraficamente iscritti diventa soltanto il domicilio temporaneo, il posto dove, a volte, stanno in libertà provvisoria. Quando vai dentro, infatti, dopo averti chiesto nome e cognome, prima ancora di chiederti le altre generalità ti chiedono se hai precedenti penali, o carichi pendenti!!!
E' la società della galera, insomma; ed è a questa società della galera che vogliono assuefare gli esclusi dal Dio-Profitto.
Ma per il potere è la società democratica, cui tutti si devono uniformare, se non vogliono essere arrestati in quanto:

COSPIRATORI CONTRO L'ORDINAMENTO ECONOMICO DELLO STATO

Antonio Rollo detto huambo
inquisito dal PM di Cosenza per associazione sovversiva e altro
attualmente in libertà.
Provvisoria?