Viviamo nella fase storica in cui i limiti del modo di produzione capitalistico sono più pressanti; il capitalismo ha sostanzialmente portato a termine la sua espansione economica sul mondo; è riuscito a trasformare tutto in merce, internazionalizzando i capitali ad un livello mai toccato in precedenza; ha reso le masse del Sud e del Nord del mondo un immenso serbatoio di forza lavoro impiegata (e impiegabile) a ritmi di sfruttamento bestiale o a livelli di precarizzazione diffusa e programmata, attaccando contemporaneamente i diritti conquistati dalle masse popolari nel secolo appena finito.

La crisi economica in cui siamo immersi ha svelato a milioni di coscienze non soltanto le ingiustizie e le contraddizioni, ma la precarietà organica del capitalismo. Sotto i colpi delle bombe della NATO si è sgretolato il castello di illusioni e di miti di un capitalismo dal volto umano: il potere trainante del profitto, la celebrazione del consumismo individuale, la panacea del libero mercato e della concorrenza, idee-guida dello sviluppo capitalistico, non hanno resistito alla sua logica deriva neo liberista. Dietro la disponibilità, tutta verbale, ad aggiornare le politiche di riforma e dello sviluppo, il “realismo” dei burattinai di professione ha mascherato (e continua a farlo) la tutela degli interessi costituiti, pietrificando il diritto di milioni di sfruttati  ad un’esistenza migliore. Riservandosi di sfoderare spettacolari manifestazioni di forza quando la ricerca di una via di fuga si scontra con l’idillio dei potenti. Non vi è differenza se ad esserne colpiti sono immigrati clandestini o no-global, pacifisti o anarchici, lavoratori in sciopero o comunisti. Una delle tante parole d’ordine è infatti REPRESSIONE. Locale o globale la repressione accompagna l’affermarsi del nuovo ordine mondiale; forza tempi, luoghi, culture, perché dove nulla può la propaganda, di più possono il controllo e la coercizione.

Per le istanze rivoluzionarie un sottile spazio resta ancora aperto, uno spazio angusto di volontà e di fiducia nell’uomo, nella solidarietà, nella possibilità di pervenire ad una condizione umana diversa, ad una realtà non più sottomessa ai meccanismi sterili e freddi della logica capitalistica del profitto. Uno spazio nel quale si incontrano le tensioni più disparate e nel quale l’apologia degli intenti viene superata praticamente dalla contestazione di imposizioni, sistemi, situazioni.

LIBERAZIONE; dal lavoro coatto/salariato, dall’inquinamento ambientale e mentale, dalle catene di un oppressione culturale, economica, sociale, che in modi diversi investe tutto e tutti, da noi come nel resto del mondo. Questa è una delle nostre parole d’ordine.

Nella resistenza all’apparente infallibilità della globalizzazione si vanno consolidando le voci contro; ciascuno con il proprio carico di rabbia e insofferenza, in un coro che è unico, si ribella, combatte, organizza. E se l’alternativa al capitalismo deve tener conto che un determinato rapporto di continuità esiste tra l’attualità e la prospettiva; se analogamente la particolarità dei fenomeni e delle singole istanze di lotta sono legate alla complessività di cui sono parte; se l’internazionalismo non è un semplice identificarsi, mai come ora la specificità locale deve unire le spinte della classe e le individualità che la compongono alla più generale lotta anticapitalista e antimperialista. E unire la particolarità della lotta di classe in Sardegna con la lotta di classe internazionale.

Da questo elementare principio muove l’iniziativa del Centro di Documentazione KAPPA che, come incontro di soggettività comuniste ed antagoniste, si pone come obiettivo non la creazione dell’ennesimo gruppo-clone, ma la possibilità di dotare e arricchire ulteriormente il movimento antagonista nuorese nelle sue diverse componenti di uno spazio fisico di controinformazione politica. Per esortare, comunicare, mobilitare.

RESISTENTZIA!

Centro di Documentazione K.A.P.P.A.

Vico M.D’Azeglio n°1 ,08100 Nuoro

Aperto dal 22/09/03

lunedì e giovedì ore 20:30/21:30

info tel.340/9651984-328/8134869

e-mail: siempre_victoria@hotmail.com

vociforti@hotmail.com