LA REPRESSIONE NON VA IN VACANZA
Anche in questi giorni abbiamo dovuto leggere di attacchi
repressivi nei confronti di compagni.
Fiordalisi, di recente trasferito (su sua richiesta) alla Procura di Paola (CS),
dove spera di diventare Presidente di Corte d'Appello, ha ottenuto dal GUP di
Cosenza il rinvio a giudizio per 13 compagni nell'inchiesta denominata Sud
Ribelle; a Rovereto sono stati arrestati 6 compagni, che avevano reagito ad
un'aggressione fascista ed intanto a Genova proseguono le inchieste per le
giornate di Luglio 2001.
Insomma la repressione non va in vacanza ed è normale aspettarsi altri atti
repressivi più o meno pesanti.
Purtroppo quella che manca è la capacità del "movimento" a reagire a
questa ondata repressiva: ogni situazione si chiude nel suo specifico, e spesso
nel suo splendido isolamento, facilitando in questo modo il compito degli
sbirri.
E, naturalmente, chi paga maggiormente questa situazione sono i compagni più
deboli, in quanto non inseriti in gruppi forti, e, peggio ancora, i prigionieri
non autoctoni (vedi il caso dei 2 militanti turchi).
Noi non ci stancheremo mai di sollecitare il superamento di questa logica
settorialista nella lotta contro la repressione, e quindi l'abbattimento di
tutti gli steccati tra buoni e cattivi o altri steccati ideologici.
La nostra solidarietà militante va quindi ai compagni di Rovereto e a tutti i
compagni ancora in carcere, a partire dai compagni del Fraria di Cagliari.
Liberi/e tutti/e
L'Avamposto degli Incompatibili