LIBERIAMOCI TUTTI/E
Siamo di nuovo davanti a San Vittore per solidarizzare con la lotta dei
detenuti e delle detenute che in questo carcere continuerà per tutta la
prima settimana di giugno. Anche in molte altre carceri di questo paese
i detenuti e le detenute lottano per denunciare le gravissime condizioni
in cui si trovano e le sistematiche violenze e abusi da parte
dell'istituzione carceraria e delle guardie. Infatti i pestaggi nel
carcere di Sassari non rappresentano un caso isolato, l'arresto dei
secondini, peraltro scarcerati e reintegrati in servizio subito dopo,
non è da considerarsi un atto garantista di tutela dei diritti dei
detenuti, ma un caso fortuito, siccome Sassari è un carcere nel quale
la maggior parte dei reclusi usufruisce dei benefici di legge
(semilibertà, affidamento ai servizi sociali, etc.), alcuni di loro
hanno fatto conoscere all'esterno i maltrattamenti subiti costringendo
la magistratura ad intervenire. In realtà le squadrette punitive, i
"suicidi" indotti dalle autorità o sospetti, le morti violente, le
morti per mancanza di cure mediche (l'ultimo caso noto è quello di
Giovanna Franzò, 28 anni, morta a Ragusa per un ascesso non curato, dopo
che gli era stato impedito addirittura di comprarsi dei medicinali a sue
spese) sono la norma. La "amnistia" di 15.000 provvedimenti disciplinari
nei confronti di agenti penitenziari del resto parla chiaro. La violenza
all'interno delle carceri non è da considerasi in ogni caso come l'unico
sopruso che il detenuto subisce durante il corso della pena. Oltre alla
privazione della libertà gli vengono infatti negati i diritti
all'affettività, alla sessualità, alla salute, ad un cibo decente, al
lavoro, all'istruzione etc. Nell'ultimo periodo la violazione dei
diritti fondamentali, sancita dallo stesso ordinamento penitenziario, è
stata portata agli eccessi, come accade periodicamente a seconda delle
"emergenze" create dal bisogno del momento e pilotate a fini elettorali.
I detenuti stanno lottando in condizioni durissime per rivendicare
questi diritti, mettendo a rischio la propria incolumità e quel poco che
ancora gli è rimasto : scioperi della fame e della sete, rifiuto del
cibo dell'amministrazione, astensione da tutte le attività (lavorative,
di studio, ricreative, sportive), rifiuto dell'"aria" o di rientrare in
cella, "battitura" delle sbarre, rifiuto della corrispondenza o dei
colloqui. Queste iniziative di lotta all'interno delle carceri
continueranno e sono destinate ad aumentare, per ottenere oltre al
rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti anche un provvedimento di
amnistia e indulto generalizzati, che scarceri almeno quanti dovrebbero
essere già liberi e dia uno sbocco alla drammatica situazione di
sovraffollamento nelle carceri, nelle quali qualsiasi parvenza di uno
stato di diritto è stata schiacciata da 25 anni di leggi e politiche
emergenziali. Il governo di centro sinistra facendo proprie le parole
d'ordine della destra e cavalcando la campagna "anticriminalità",
propone di aumentare il numero dei secondini e di aprire nuove carceri,
a fronte di una presunta scarcerazione di persone che avendo commesso
reati irrisori non avrebbero dovuto vivere questa condizione, in un
paese che si autoproclama democratico. Di fatto, da un paio d'anni a
questa parte, vengono sistematicamente eliminate quelle figure
considerate "più democratiche" all'interno dell'istituzione carceraria
per poi consegnare al corpo delle guardie la gestione, attuata in modo
del tutto discrezionale, degli aspetti della quotidianità quali la
socialità, il lavoro, l'istruzione, la salute.
Il carcere ha dimostrato la sua inutilità nel risolvere le
contraddizioni e i conflitti di una società basata sullo sfruttamento
della persona sulla persona. Infatti è proprio la negazione di diritti
fondamentali come la casa, il lavoro, il reddito, la sanità e
l'istruzione alla base dei comportamenti così detti criminali.
Solidarizzare con le lotte di chi stà "dentro" vuol dire lottare per una
società più giusta per tutti, liberarsi del carcere vuol dire liberare
tutta la società !!
IL COLLETTIVO CONTRO LA REPRESSIONE TRANSITI 28 - GOLA 8 INVITA TUTTI/E
A SOLIDARIZZARE CON LE LOTTE DEI DETENUTI/E E A PARTECIPARE ALLA
COSTRUZIONE A BREVE DI UNA MOBILITAZIONE RISPETTO ALLE PROBLEMATICHE
DEL CARCERE.
SABATO 17 GIUGNO PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA DALLE ORE 9
Il collettivo si riunisce ogni mercoledì alle ore 22.00 in via dei
Transiti 28, (zona Loreto).
Tel.0226116444 e-mail : coa.transiti@tiscalinet.it