Comunicato sulla repressione a Zurigo
freecamenisch, 09.05.2004 16:17

COMUNICATO SULLA DIMOSTRAZIONE DEL 08 MAGGIO 2004 - LIBERTA' PER MARCO CAMENISCH - CONTRO LA REPRESSIONE DELLO STATO.

Ieri, Sabato 8 Maggio 2004, ci siamo ritrovati alle ore 14.00 a Zurigo
(Hechtplatz) per una dimostrazione a favore del detenuto politico Marco
Camenisch contro il quale inizierà il processo lunedì 10.05.04 presso il
tribunale.

Gia dalle 14.00 la polizia presdiava diversi punti della città e ha fermato
molte persone che stavano per prendere parte alla manifestazione. Inoltre la
polizia era presente in forze nella piazza e fermava le persone che
tentavano di arrivare al concentramento.

Malgrado tutti questi impedimenti, circa 80 persone erano presenti nella
piazza. Alla macchina con il sound system è stato impedito di partecipare al
corteo e quando è arrivata nelle vicinanze del concentramento è stata
fermata e una persona è stata arrestata (ntd bloccata, in tedesco fermare e
arrestare sono un unica parola). E' stato permesso solo l'uso del megafono.

Dopo un ora siamo partiti dalla hechtplatz per dirigerci verso il centro. La
demo era "agguerrita" e "forte" e sempre più gente si aggiungeva. Da
limmatquai la demo ha attraversato niederdorf, per la hirschenplatz e quindi
al tribunale (alta corte), dove ci si voleva fermare per "dire" qualcosa. In
questo momento la polizia cantonale e la polizia municipale (in svizzera i
vigili sono quasi militari) hanno inviato
rinforzi per "chiudere i manifestanti" dalla via Kirchgasse fino a
niederdorf. Hanno cominciato a tirare "granate" (ndt granate assordanti) e a
sparare proiettili di gomma da breve distanza verso i dimostranti bloccando
tutta la strada. C'è stata un breve fuga verso la Kunsthaus dove la polizia
ha fermato la maggior parte dei dimostranti usando i manganelli e anche
spray al peperoncino.

Alcuni sono riusciti a fuggire all'interno della kunsthaus ma sono stati
bloccati e fatti uscire. Dalle nostre informazioni da questa operazione 98
persone sono state fermate e rilasciate mentre 3 sono ancora state.

Questa operazione di polizia dimostra chiaramente la regia della città, cioè
quella della criminalizzazione di ogni episodio di solidarietà con Marco
Camenisch, ma non ci lasciamo intimidire dagli sbirri nè dalla polizia della
città nè dalla polizia cantonale e nemmeno dai benpensanti, la nostra
solidarietà con i detenuti politici rimane inalterata.

Chiamiamo a raccolta tutte le persone solidali, al processo contro Marco
Camenisch per il primo giorno del processo: appuntamento alle 8.30 presso il
tribunale (obergericht - alta corte) di zurigo (hirschengraben 13).

La solidarietà è un arma - liberta per Marco Camenisch - libertà per tutti I
detenuti politici

Compagni e compagne di marco camenisch, 9.5.04

www.freecamenisch.net


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Comunicato dei compagni italiani a Zurigo per la manif pro Camenisch
freefreefree, 09.05.2004 17:10
Dai compagn* riceviamo con richiesta pubblicazione e massima diffusione. 8
MAGGIO 2004

Comitato Anarchico di Difesa e Solidarietà

MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE PER LA LIBERTA'
DI MARCO CAMENISCH E CONTRO LA REPRESSIONE.

Circa 150 compagni, tra cui molti italiani, si incontrano in Hechtplatz,
luogo concordato del concentramento dei
manifestanti in previsione dell'apertura, il 10 maggio, dell'ennesimo
processo a carico dell'anarchico rivoluzionario ecologista Marco Camenisch.
In Italia nei giorni precedenti si sono gia' tenuti diversi momenti di
mobilitazione, ultimo dei quali il presidio sotto il consolato svizzero a
Milano venerdi' 7 maggio.
Il clima generale non appare particolarmente disteso, visti anche gli
scontri e poi gli arresti di massa operati dalla sbirraglia di Zurigo in
occasione della manifestazione del primo maggio scorso. La manifestazione
non e' autorizzata e sulla piazza del concentramento e nei dintorni sono
presenti numerosi raggruppamenti di sbirri in divisa e non che procedono
subito, prima che tutti possano raggiungere la piazza, all'arresto di alcuni
compagni che erano rimasti isolati.
Lo schieramento degli sbirri controlla gli accessi della piazza e il corso
principale sul quale dovrebbe snodarsi il corteo, ma i compagni riescono a
raggrupparsi. Passati i momenti iniziali di tensione tra i compagni e gli
sbirri, questi ultimi sgombrano un lato del corso ed il corteo parte con
striscioni e slogans.
Oltre a percorrere le strade del centro cittadino il nostro obiettivo e',
urlando la nostra rabbia e manifestando la nostra solidarieta' a Marco e a
tutti compagni colpiti dalla repressione, raggiungere il Palazzo di
Giustizia di Zurigo, dove lunedi' iniziera' il processo a Marco, e
possibilmente le finestre degli uffici del famigerato PM Claudia Wiederkehr
che si occupa del caso di Marco.
Il corteo si svolge tranquillamente fino all'arrivo nei pressi del tribunale
dove troviamo varie dotazioni anti sommossa schierate a difesa del palazzo
mentre altri reparti iniziano a confluire dai corsi adiacenti con l'evidente
obiettivo di circondarci.
I compagni, di fronte ad un cosi' imponente schieramento di sbirraglia da
cui parte subito una scarica di proiettili di gomma sparati in aria, sono
costretti ad arretrare, il palazzo di giustizia risulta inavvicinabile.
Ci si infila in una stradina laterale rimasta apparentemente libera, ma gli
sbirri accorrono anche dall'altro lato e ci si ritrova chiusi nel portico
della Casa della Cultura senza vie di uscita. Da un lato un ristorante,
dall'altro la pinacoteca. Gli sbirri caricano e la maggior parte dei
compagni, alcuni colpiti dalle manganellate, altri dagli spray urticanti,
entrano nei due locali. Dopo aver immobilizzato i compagni fuori, alcuni
sbirri in borghese e con il passamontagna guidano l'assalto ai compagni
asserragliati nella pinacoteca. Si teme che l'irruzione degli sbirri possa
portare a conseguenze ben peggiori. Non siamo attrezzati e organizzati per
opporre una qualsiasi forma di resistenza efficace. Alcuni di noi riescono a
nascondersi, altri a scappare per tempo. La piu' parte dei compagni rimasti
intrappolati nel recinto della Casa della Cultura vengono fermati. Questo
anche grazie alla complicita' della maggior parte del personale e dei
visitatori della pinacoteca che scelgono di stare dalla parte della
sbirraglia chiudendo possibili vie di uscita ed indicando i movimenti di
quelli che scappano.
Un centinaio di compagni vengono fermati, ammanettati e identificati. I
cellulari provvedono al trasferimento dei fermati all' interno di un grande
commissariato di polizia di Zurigo. Ammanettati veniamo suddivisi, uomini e
donne, in due grandi stanzoni e da li' richiamati, singolarmente e a
gruppetti, per le pratiche di rito dell' identificazione e delle foto
segnaletiche. Infine, gli interrogatori, che per tutti si svolgono in un
clima generale di intimidazione. Naturalmente i compagni si rifiutano di
firmare verbali e ricevute e di rilasciare dichiarazioni. Sembra che un
giudice dovra' valutare i termini di un' accusa che pare essere quella di
aver partecipato ad una manifestazione illegale e che comportera' molto
probabilmente una multa. Ad alcuni compagni vengono trattenuti i denari in
loro possesso quale forma di iniziale rimborso per i danni che, la
sbirraglia sostiene , si sarebbero provocati durante la manifestazione.
In serata, e senza fogli di via, siamo tutti quanti rilasciati.
Purtroppo pero' tre compagni, Andy compagna di Zurigo (che a quanto ci
dicono i compagni del posto sicuramente e'
trattenuta a causa della sua militanza politica e ben oltre le eventuali
accuse formali), Michele e Giulio italiani, sono trattenuti nelle celle. Di
fatto non sappiamo con precisione quale sia l' accusa mossa nei confronti di
Andy, mentre per i compagni italiani sembra essere " violenza e minaccia
contro pubblico ufficiale".
Oggi nel pomeriggio , un giudice di detenzione (l'equivalente al giudice
italiano che in stato di fermo, dopo interrogatorio, convalida l'arresto)
dovra' eventualmente convalidare il loro arresto e decidere in merito
all'eventuale processo.
A tuttora, le 16, il giudice che e' intervenuto non ha ancora preso nessuna
decisione. Appena avremo info piu' precise informeremo tempestivamente
tutti.
Molti compagni, italiani compresi, sono tutt'ora mobilitati ed attivi. La
solidarieta' non si arresta.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti e comunicazioni.
Diffondiamo la solidarieta' e la resistenza. Non accettiamo i ricatti, le
minacce e le intimidazioni della repressione internazionale.

Liberta' per Marco! Liberta' per Andy, Michele e Giulio!

Estendiamo la mobilitazione. Distruggiamo ogni prigione!

Solidali in lotta!