Milano 20 aprile 2000
"SI RIGETTA NON RITENENDOSI OPPORTUNA LA
RICHIESTA"
Con queste poche parole il Tribunale di Sorveglianza di Milano,
nella figura
del Magistrato di Sorveglianza Giovanna Di Rosa, ha respinto la richiesta
di Bruno Pizzo, poeta in semilibertà, di poter svolgere al Centro Sociale
Leoncavallo, nella serata di sabato 22, la prevista lettura di poesie.
Un atto grave, che offende noi, che nelle parole del magistrato veniamo
definiti quindi "luogo non idoneo", non si capisce bene a che cosa e offende
chi ha compreso la valenza culturale e politica di questo luogo, e non a
caso ha scelto di rappresentare le proprie performance artistiche proprio
qui.
Un segnale grave, in previsione dei procedimenti penali che andremo ad
affrontare nel prossimo mese di maggio, il II grado del Maxiprocesso e
soprattutto la Cassazione per il processo a Luca Ghezzi, prevista a Roma il
30 maggio.
Un monito ai disobbedienti, a chi ha voluto la chiusura dei lager per
migranti, a chi ha seminato per raccogliere libertà, a un corpo sociale
diffuso che parla di alternative alle politiche della "sicurezza", di
antiproibizionismo.
E' evidente a tutti che le fortissime pressioni esercitate dai fautori delle
presunte "emergenze sicurezza" di quest'ultimo anno stanno producendo i loro
effetti sugli istituti alternativi alla detenzione, oggi e da mesi
nell'occhio del ciclone.
E' evidente che questo divieto è direttamente rivolto a Luca Ghezzi, che il
prossimo 30 maggio sarà a Roma, insieme a noi e molti altri, in occasione
della Cassazione del suo processo, è un segnale per le future privazioni di
libertà che ci attendono.
Saremo quindi a Roma il 30 maggio, per la Cassazione del processo a Luca
Ghezzi.
Saremo il 3 maggio in tribunale, al II grado del maxiprocesso.
Siamo vicini a quanti non si lasciano intimorire da questi segnali, e
programmiamo fin da subito un'altra, grande e partecipata serata culturale,
alla quale Bruno Pizzo parteciperà non appena, tra un mese, avrà termine il
provvedimento restrittivo a cui è sottoposto.
Ringraziando lui e tutti coloro che, incuranti dei segnali avversi di questi
anni, continuano a frequentare questo luogo, a volerci essere, a renderlo
quello che è.
CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO