NON OLET

Il giorno dopo la scandalosa restituzione dei 15 miliardi alla Poggiolini, abbiamo fatto il grosso sacrificio di fare il pieno all’edicola. Pensavamo di trovare sui giornali dure prese di posizione e lettere di protesta da parte di quei cittadini benpensanti, sponsorizzati da larga parte del mondo politico (polo o ulivo, si sa, pari sono), che dopo aver battuto per mesi la grancassa della criminalità impunita, si scagliavano contro quella sentenza. SILENZIO GENERALE. Che stupidi!!!. Avevamo scordato che la Poggiolini non era un modesto scippatore o un piccolo spacciatore magari extracomunitario o una prostituta nigeriana. Non era nemmeno un profugo politico come Apo Ocalan. Si sa: questi sono criminali da perseguire. La Poggiolini, no!!!. Lei era semplicemente una "Signora" che, protetta da grossi personaggi politici, guadagnava poche decine di miliardi distribuendo (con lauti guadagni) agli ospedali sacche di sangue infetto per le trasfusioni. Naturalmente in questo caso l’indignazione dei parenti delle vittime non fa testo; (essi purtroppo non hanno un nome importante).

Ma cos’è la criminalità? In una società non capitalista una come la Poggiolini sarebbe stata considerata non una semplice criminale, ma un cancro da estirpare per evitare la formazione di metastasi. Invece da noi le Poggiolini sono gli esempi strepitosi del sistema riproduttivo del capitale nell’era della globalizzazione. Infatti, mentre nel periodo fordista, basato sulla produzione di merci e sul profitto da esse estratto, le attività illegali erano ai margini del sistema produttivo e a volte erano da esso combattute, ora queste attività sono il mezzo principale usato per l’immissione di denaro fresco nel mondo finanziario. Infatti, dopo la caduta del muro di Berlino, non solo spuntano come funghi mafie d’ogni genere, ma pullulano anche le cosiddette zone off-shore addette pubblicamente al lavaggio di denaro sporco. Si scatena addirittura una guerra nei balcani per dare alle mafie turche e albanesi zone franche per il commercio d’armi, droga e schiavi (donne e bambini) per il mercato occidentale. A questo punto perché scandalizzarci per la sentenza Poggiolini? Non ci sarebbe niente di strano se la riabilitassero com’è successo per Andreotti e presto forse per Craxi. Già è un miracolo che quei famosi 15 miliardi non li fanno sborsare ai parenti delle vittime di quel famoso sangue infetto. Intanto, mentre lei quei soldi li riavrà subito, per poterli reinvestire proficuamente (magari in medicinali scaduti per gli ospedali), chi aspetta rimborsi dello stato sulle dichiarazioni dei redditi continuerà ad aspettare. E con buona pace dei pensionati al minimo che hanno avuto in questi giorni il clamoroso aumento della pensione di ben 18.000 (dicasi diciottomila) lire al mese. Lo stesso forte aumento hanno ottenuto persino quei carabinieri che la Poggiolini avevano arrestato. Così si dimostra che il tanto sbandierato confine tra denaro pulito e denaro sporco è diventato talmente labile che ormai essi sono diventati complementari l’uno all’altro. Questo tema lo specificheremo meglio nei prossimi interventi su:

1) Multinazionali dell’alimentazione e rapina dei semi;

2) Schiavismo e disoccupazione;

3) Droga e mercato.

L’Avamposto degli incompatibili

 

 

 

1