Oggi 16 maggio si e svolto un volantinaggio sotto il carcere di Regina Coeli
questo č il testo del volantino



Per un mondo senza sfruttati nč sfruttatori
senza carceri nč carcerieri

Lo scorso 4 maggio le prime pagine dei giornali riportano la notizia di 82
ordini di cattura contro agenti di custodia e personalitą ai vertici degli
istituti penitenziari della Sardegna, a causa di un violento pestaggio ai
danni di detenuti nudi e ammanettati dietro la schiena rinchiusi nel
carcere di Sassari. La notizia trapela e diventa pubblica grazie al
coraggio e alla determinazione dei familiari ed amici degli stessi detenuti.
Si scatena subito la reazione degli oltre 42000 secondini che in
solidarietą con i loro colleghi  picchiatori scendono nelle piazze d'Italia
per chiedere a gran voce l'impunitą e rivendicando al tempo stesso la
dignitą e il rispetto del loro mestiere.
La minaccia inoltre di una ritorsione sugli stessi detenuti č subito messa
in atto attraverso lo sciopero bianco che consiste nell'applicazione
inflessibile del regolamento carcerario, il che vuol dire per i detenuti
ulteriori restrizioni ad un'esistenza gią ristretta al massimo.
Ecco che tutto l'apparato istituzionale con il suo ministro di Grazia e
Giustizia Fassino e il direttore degli Istituti Penitenziari Caselli si
lanciano in difesa dei carcerieri, facendo passare l'accaduto come un fatto
isolato e tenendo buoni gli animi con promesse di aumenti di stipendi,
nuove assunzioni e nuove strutture, per una nuova "ritoccatina" a quella
facciata putrefatta che ha L'istituzione carceraria. Il carcere non č che
l'ultimo dei ricatti su cui si fonda questa societą della diseguaglianza e
del privilegio; la giusta punizione per chi viola, vuoi per scelta
consapevole o per necessitą, la legge dei potenti la vita dei "ribelli"
viene cosģ affidata nelle mani di questi picchiatori legalmente
riconosciuti. E non sono purtroppo pochi gli episodi di suicidi e morti
nelle carceri, quasi sempre zelantemente celati all'opinione pubblica
dall'omertą infame carceraria. Per cui nessuna meraviglia di fronte alla
reazione compatta di chi quotidianamente usa gli stessi metodi e che
su quest'infame lavoro ha basato la propria misera sopravvivenza.
Se gią nelle nostre strade, alla luce del sole si assiste ad omicidi di
stato come quello del diciassettenne sparato alla schiena a Testaccio dai
cosiddetti 'tutori dell'ordine' non č difficile immaginare, anche per chi
non č mai stato colpito personalmente dalla brutalitą del carcere, quel che
avviene all'interno di spesse mura difese con le armi dagli arbitri della violenza.
In una societą tutta rivolta a mantenere una situazione di diseguaglianza,
una societą che vuole gli esclusi gli oppressi e i disagiati,
sociologicamente studiati come cavie da laboratorio, al fine di preservare
il privilegio dei padroni e dei potenti, si riserva un futuro di maggiore
disagio e esclusione a coloro che infrangono le leggi create dagli stessi
padroni per il loro proprio tornaconto economico e di potere.
E a quei "martiri" che invece lavorano e sputano sangue per garantire la
perfetta applicazione della punizione saranno garantite protezione e impunitą.
Il padrone č lungimirante e sa come tener buono e proteggere il suo fedeleservitore..  

LIBERIAMO LE MENTI DALLA LOGICA DELLA PUNIZIONE
LIBERIAMO LE NOSTRE VITE DA OGNI FORMA DI CARCERE

ASSEMBLEA CONTRO LA REPRESSIONE