Processo Acanfora

Il 25 novembre p.v. si terrà a Roma la prima udienza del processo intentato da Trenitalia contro il nostro compagno, ex delegato rsu del viaggiante di Genova Principe, Fabrizio Acanfora.

La società chiede al giudice che venga confermato contro di lui il provvedimento disciplinare (10 gg. di sospensione), a suo tempo commitatogli e poi sospeso in virtù del ricorso presentato all'Ufficio provinciale del lavoro di Genova, per aver inviato una lettera al quotidiano Il Secolo XIX.

Nella lettera Fabrizio riconosceva i tanti disagi lamentati dai viaggiatori, difendeva l'operato dei lavoratori, proponeva un incontro pubblico tra ferrovieri, utenti e dirigenti locali di Trenitalia.

Trenitalia ha risposto con la repressione, la FILT CGIL (sindacato a cui era iscritto Fabrizio) non solo si è disinteressata della cosa ma ha lavorato per danneggiarlo, cercando anche di far fallire uno sciopero in suo sostegno proclamato tempestivamente da FLTU CUB, ORSA e SULT.

Gli altri delegati rsu dell'impianto (tutti pedine nelle mani delle segreterie territoriali di FILT - FIT - UILT) si sono immediatamente dissociati da Fabrizio ed uno di loro, Giampiero Anelli della FILT CGIL, è arrivato al punto di esporre uno scritto in cui giustificava l'operato dell'azienda.

I fatti sono accaduti in agosto. Qualche tempo dopo il Gruppo FS ha colpito ancora più duro contro quattro lavoratori, licenziandoli per aver rilasciato interviste nel corso della trasmissione televisiva Report. Nel mezzo uno stillicidio di provvedimenti disciplinari pesantissimi (sospensioni a pioggia) nei confronti di quei ferrovieri che pretendono il rispetto delle più elementari norme di sicurezza. In ultimo il licenziamento di un macchinista di Belluno.

E' chiaro che il tentativo di Trenitalia (ed più in generale del Gruppo FS) è quello di creare un clima di terrore tra i lavoratori per poter procedere senza intoppi sulla strada della disarticolazione delle normative e dei diritti dei ferrovieri e della distruzione del servizio ferroviario pubblico nel nostro Paese.

Un tentativo appoggiato dai suoi alleati storici: FILT - FIT - UILT.

In questo clima di intimidazione aziendale maturano fatti come il rifiuto di assumere i figli dei ferrovieri che hanno cause in corso contro la società e le minacce rivolte da un esponente della FILT CGIL genovese, Fabrizio Castellani, ad una lavoratrice che gli chiedeva delucidazioni sul contratto.

In questo clima pesantissimo, in molte realtà Trenitalia usa il regolamento disciplinare in modo arbitrario, discrezionale, politico, contro quei lavoratori riconosciuti quali avanguardie di lotta.

Il processo contro Fabrizio Acanfora deve diventare il processo contro Trenitalia, il Gruppo FS, i loro servi sindacali, la politica di privatizzazione di un servizio pubblico essenziale come le ferrovie.

Per questo chiediamo a tutti i ferrovieri di mobilitarsi a sostegno di Fabrizio Acanfora.

Costituiremo un comitato per la raccolta di fondi per le spese legali ma anche per raccogliere testimonianze di ferrovieri e cittadini utili al dibattimento e per coordinare le iniziative pubbliche di informazione su tutto il territorio nazionale ed in Europa (ricordiamo che tra i primi a manifestare la propria solidarietà a Fabrizio sono stati i ferrovieri francesi di SUD RAIL).

Ferrovieri in Lotta - Gruppo di Genova