Riceviamo e pubblichiamo
AGGIORNAMENTI DA SASSARI
La situazione del carcere di S. Sebastiano di Sassari sta precipitando non
ostante (almeno in apparenza) tutte le forze istituzionali si siano attivate
per "porre rimedio" allo scandalo.
Inutile parlare ancora dei pestaggi clamorosi riportati con dovizia di
particolari su tutti i quotidiani, il problema è che dagli articoli pare che
l'evento sia un fatto isolato e che finirà con la conclusione di questa
specifica vicenda.
QUESTA E' LA PIU' INFAME DELLE MENZOGNE: nel carcere di Sassari (e in quelli
sardi in generale) infatti, non è la prima volta che eventi simili si
ripetono, ne è vero che sono cessati.
già da giorni si parlava in città di ritorsioni e nuovi pestaggi, ma le voci
erano ancora confuse e incerte. Ora stanno pian piano trovando riscontri
sempre più agghiaccianti: ieri altri due (o forse è meglio dire "sicuramente
almeno altri due") ri-pestaggi confermati da familiari, e numerose minacce
ai familiari.
Ci sentiamo di riportare solo ciò a cui chi scrive ha assistito
personalmente:
ieri giovedì 4 maggio davanti alle porte del carcere uno sbirro non meglio
identificato (fortuna sua!) veniva aggredito da un gruppo di familiari e
amici dei detenuti dopo aver dichiarato alla stampa: "...daltronde sono
SOLO DEI DELINQUENTI vorrei vedere se voi al nostro posto non avreste
reagito alle LORO aggressioni..", e subito dopo essere scappato verso
l'ingresso del posto di guardia ha aggiunto:
"comunque sigXXXXXXXXXXX" (identificando i familiari di alcuni detenuti) "ne
riparliamo con chi è dentro!" e sparisce oltre la porta.
Oggi ven. 5 si è tenuta invece la vergognosa manifestazione delle guardie
nella quale i "pastores de galera" richiedevano la scarcerazione dei loro
compari "ingiustamente detenuti" e sospesi dal servizio.
I porci servi dello stato sono accorsi in massa per sostenersi
vicendevolmente, e hanno portato parenti e amici per darsi manforte.
ovviamente oltre ai fetenti sindacati di categoria sono accorsi gli avvoltoi
schifosi dei sindacati confederali a sostenere la lotta dei
"lavoratori"......giustamente questi sindacati non hanno dato nessun
sostegno alla lotta dei familiari delle vittime dei pestaggi......forse
perchè i disoccupati e i precari (in cui rientrano la maggior parte dei
familiari) non hanno diritti da difendere...non hanno il diritto di
difendersi.....
molti gli slogan scanditi dai "cani da guardia dello stato" ( anche se "la
repubblica" ritiene il termine EVERSIVO), che ricordavano vagamente litanie
di stampo fascista (sarà un caso?), ma molte fra i passanti le voci di
dissenso.
Voci che devono aver indispettito molto la sbirraglia visto che quando è
stato un poveraccio tossico dipendente a gridargli contro si sono scatenati
in una cinquantina (senza esagerare!) e lo hanno pestato.
L'intervento di alcuni "non-manifestanti" li presenti ha evitato il
massacro: quando la digos si è accorta che la situazione stava degenerando
(e solo allora!) è intervenuta rimettendo il guinzaglio a quei bastardi.
Preoccupante anche la posizione della stampa che ha giustificato la sua
passività in un momento del genere dicendo che daltronde era lui ad essere
andato a provocare dove già c'era tensione!
Ribadendo la nostra solidarietà a detenuti e familiari e il nostro disprezzo
per chi gestisce e amministra le carceri vi rimandiamo a futuri
aggiornamenti
saluti rivoluzionari, Cunfederatzione de sos Comunistas Sardos