Riceviamo e publichiamo

IL NUOVO TEOREMA DELLA PROCURA DI FIRENZE

Comunichiamo brevemente che il 15 di Giugno, almeno nove perquisizioni sono
state compiute contemporaneamente a Firenze, Pisa, Scarlino, ed in
Piemonte, tutte su mandato della procura di Firenze.
I carabinieri del ROS ci hanno sottratto una manciata di agende
telefoniche, un vecchio indirizzario delle edizioni anarchiche " L'Erpice",
alcuni attrezzi scelti a caso in un baule di loro consimili, qualche libro,
corrispondenza assortita, documenti e progetti ufficiali delle F.S. in
materia di Alta Velocità; particolare accanimento è stato riservato per
tutto ciò che fosse in odore di Spagna.
A domicilio ci hanno inoltre formalmente comunicato di essere inquisiti e
inquisite per "associazione con finalità di terrorismo e di eversione
dell'ordine democratico" (270bis C.P.).
Così recitano i fogliacci della procura: << .da tempo è attiva nell'area
antagonista fiorentina, una struttura associativa di matrice anarchica
denominata "gruppo di affinità" rifacentesi all'ideologia
dell'O.R.A.I.>>;<<il gruppo [.] tende a strutturarsi su un duplice livello,
uno palese, dedito alla propaganda, uno occulto che contempla, tra l'altro,
l'attacco allo stato ed al capitale mediante azioni violente riferibili
prevalentemente ai temi dell' "antinucleare", dell'ecologia e del
"carcerario">>. A sostegno, deduciamo, della tesi del " duplice livello",
tra tutti e tutte noi ne viene sorteggiato uno che, evidentemente, torna
loro utile indicare come <<elemento di spicco sul piano ideologico,
organizzativo e progettuale>>. Habemus papam, insomma.
Siamo poi rei e ree di << intrattenere significativi contatti>> tra di noi
e <<direttamente e indirettamente con soggetti appartenenti alla stessa
area anarchica o ad analoghi "gruppi di affinità" recentemente inquisiti o
processati a Roma, Torino, Rovereto e Bologna, per associazione sovversiva
e per una serie di azioni illegali>>.
Veniamo indicati, inoltre, come gli autori e le autrici di vari attacchi
incendiari avvenuti in Toscana tra il 97 e il 99 di cui, secondo gli atti
hanno beneficiato, in ordine cronologico, a Empoli la Sesa-IBM; a Firenze
la ditta Vannuzzi-Ferri concessionaria Nestlè, una concessionaria della
Fiat-Enginering s.p.a., l'impresa Callisto Pontello Costruzioni s.p.a.; a
Sesto F.no il consorzio CAVET ; a Borgo S.Lorenzo di nuovo la Pontello
Costruzioni.
E ciò, leggiamo, perché <<per la natura degli obbiettivi colpiti ( il
"carcerario" per quanto riguarda la Pontello, i temi ecologici [sic!] per
la Nestlè, la TAV e la Fiat ) e le tecniche usate ( ad esempio inneschi del
tipo "zampirone") e per il tipo di rivendicazioni>> questi attacchi << sono
riconducibili a elementi dell'ambiente anarchico e in particolare del
"gruppo di affinità" fiorentino>>.
Vogliamo a questo punto sottolineare che, se gli attacchi alla Sesa-IBM,
alla concessionaria di zona della Nestlè ed alla Pontello Costruzioni a
Firenze sono riportati dalla stampa di regime e/o da giornali anarchici, se
in cronaca locale qualche traccia - seppur contradditoria - dell'attacco
alla concessionaria ( probabilmenta intesa come ditta sub-appaltatrice)
della Fiat-Enginering l'abbiamo trovata, sugli attacchi a Sesto F.no e a
Borgo S. Lorenzo non c'è una sola riga.
Se prendiamo per buone le "informazioni" della procura, una spiegazione a
questo silenzio-stampa evidentemente c'è.
Sesto F.no e Borgo S.Lorenzo sono due delle località sventrate dal
costruendo tracciato dell'alta velocità; il CAVET è il consorzio di imprese
che, in Emilia e Toscana, gestisce la costruzione di questa nocività e la
Pontello è una delle imprese sub-appaltatrici del CAVET. Ciò sapendo non è
interpretazione ardita, sostenere che questi attacchi all'A.V. siano stati
deliberatamente sottaciuti perché, evidentemente, se ne temeva il
potenziale dilagare.
Ora: se l'avvallo e la responsabilità giudiziaria di questa operazione
sono, di fatto, dell'ex delfino di Vigna, Francesco Fleury e del suo
procuratore-scagnozzo Pietro Suchan, il motore primo è il ROS di Roma che,
già nel maggio 99 si era premurato di invitare la procura fiorentina ad
aprire l'ennesimo fascicolo su alcune e alcuni degli attuali indagati col
pretesto del reato di associazione sovversiva e, infatti, non appartenevano
certo al ROS di Firenze i funzionari venuti a visitarci.
Se, nel corso del tempo, in presenza di alcune costanti ( le
caratteristiche del regime e del capitale, per esempio, ma anche il tipo di
minaccia che il dominio si trova a fronteggiare), i metodi dell'autorità
che tenta di sbarazzarsi dei suoi nemici permangono, a grandi linee, uguali
a se stessi, negli ultimi anni le operazioni giuridico-poliziesche che
riguardano gli anarchici e le anarchiche, i fascicoli in cui le e li si
indaga, sono davvero fotocopia l'uno dell'altro.
Nella loro involontaria comicità, nella miseria delle loro argomentazioni,
queste operazioni non sono il delirio solitario di singoli magistrati;
tutte insieme costituiscono la logica e il metodo dell'attuale attacco
dello stato agli anarchici e alle anarchiche.
Preso atto di ciò, dubitiamo che l'insuccesso o il successo di questo
attacco possa essere misurato in un'aula di tribunale e non soltanto perché
terminato un processo, archiviato un fascicolo, se ne apre un altro sotteso
dalla medesima logica.
Il campo è, come tutti e tutte sanno, ben altro.


                                      

  anarchiche e anarchici




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