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19-5-2002

Comunicato urgente

Solidarietà al compagno Paolo Dorigo prigioniero nel carcere di Biella.
Solidarietà con tutti i rivoluzionari prigionieri (rp)detenuti nelle carceri
italiane che ancora una volta sono sottoposti a censura, perquisizioni
e sequestri di materiale politico e personale.

Nei giorni successivi all'attentato a Marco Biagio, collaboratore del ministro
del lavoro Maroni, la DIGOS e i ROS dei carabinieri di varie città hanno
messo a dura prova la resistenza dei rivoluzionari prigionieri. La magistratura
e la gendarmeria politica di mezza Italia, con la scusa di ricercare gli
autori dell'attentato di Bologna, si sono lanciate in una vasta operazione
intimidatoria contro i compagni prigionieri, rendendo loro ancora più dure
le condizioni della carcerazione.
Le celle dei rp in molte carceri (Trani, Rebibbia, Biella, ecc.) sono state
visitate e messe a soqquadro dalla polizia politica alla ricerca di prove
da collegare con l'azione di Bologna.
Le perquisizioni sono state numerose e ripetute nel tempo. Durante l'operazione
sono stati sequestrati documenti, giornali, riviste, macchine da scrivere,
manoscritti, corrispondenza personale dei prigionieri e materiale vario.
Ad alcuni rp è toccato di subire perquisizioni e sequestri anche nelle proprie
case e quelle dei propri parenti, anche questi sottoposti in tal senso ad
intimidazione. Questo è quanto accaduto al rp Paolo Dorigo al quale inoltre
sono stati portati via anche due computers giacenti nella propria casa e
che usava per lavoro prima del suo arresto avvenuto oltre dieci anni fa:
tutto questo senza peraltro avere, durante la perquisizione, la possibilità
della presenza di un avvocato come previsto dalla "legge" del codice borghese.
All'ordinario trattamento carcerario differenziato da sempre riservato a
questi compagni, si aggiunge questa ulteriore operazione intimidatoria che
continua a ledere i diritti fondamentali dei prigionieri politici (diritto
ad avere e ad esprimere una propria coscienza politica, una concezione del
mondo diversa da quella borghese, ad avere una corrispondenza senza censura,
ad avere accesso ai mezzi tecnologici per la comunicazione e per l'informazione,
per esprimersi ed accrescere la propria cultura). Queste operazioni hanno
soltanto lo scopo di produrre ulteriore pressione verso tutti quei compagni
e quelle compagne che da molti anni (alcuni da oltre venticinque anni) sono
nelle galere della borghesia, che non si sono mai dissociati dalla lotta
di classe, e che mantengono ancora oggi ferma la loro identità di rivoluzionari
e comunisti.
Questo trattamento differenziato da parte dello Stato imperialista verso
chi non rinuncia all'idea della rivoluzione proletaria, all'idea del socialismo
e del comunismo, punta a colpire sempre più la dignità dei rp e di quanti
gli sono vicini innanzitutto per solidarietà di classe. Oggi questo trattamento
è sotto la diretta responsabilità del governo della banda Berlusconi, di
cui diversi membri e soci sono notoriamente sotto inchiesta per reati dei
quali non hanno mai fatto un giorno di galera e che probabilmente mai faranno
visto le leggi che essi stessi varano per assolversi.
Le intimidazioni verso i rp, colpiscono direttamente l'intero movimento
di lotta di resistenza popolare che in questi mesi si sta sviluppando in
tutto il paese contro la politica reazionaria, razzista, guerrafondaia e
antipopolare del governo Berlusconi, per il sostegno al popolo palestinese
e contro la politica criminale di oppressione dell'imperialismo di cui l'Italia
è in prima fila. Le perquisizioni ai rp sono anche il preludio di operazioni
che saranno sferrate nelle prossime settimane e mesi contro tutto il movimento
e le organizzazioni politiche che praticano la lotta di classe nel contesto
generale. Appoggiare e difendere i rp significa pertanto difendere la lotta
generale in corso contro i misfatti della borghesia imperialista in Italia
e nel mondo.
Inviamo a tutti i rp la nostra solidarietà e invitiamo tutto il movimento
di resistenza popolare, al di là delle convinzioni e dei metodi di lotta
politica di ognuno, a fare altrettanto affinchè la resistenza dei rivoluzionari
prigionieri si fortifichi ancora di più, dimostrando che il carcere imperialista
che la borghesia agita per impaurire, non basterà a fermare la lotta del
proletariato che avanza e si scaglia giorno per giorno sempre di più contro
il regime imperialista giunto nuovamente alla fine della sua ora.
Liberta per i compagni prigionieri!