IL SUO NOME E' MICHELE

Mi riferisco a Michele Fabiani uno dei cinque giovani compagni arrestati il 23 ottobre scorso a Perugia, con la solita operazione spettacolare, ossia Ros incappucciati, elicotteri e tutta la paratura che abbisogna per fermare i CRIMINALI e le solite immagini televisive che esortavano a stare sicuri che una nuova cellula terrorista era stata beccata.
Prima di Michele voglio parlare un po' di Perugia e di altro caso giudiziario lì avvenuto senza altrettanto clamore.
L'8 maggio 2007 furono arresati 2 magistrati e 2 costruttori per corruzione in atti giudiziari, l'inchiesta riguardava un presunto giro di fatture per operazioni inesistenti dell'ammontare di nove milioni di euro
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/perugia-arresti/perugia-arresti/perugia-arresti.html

Da altro articolo si viene a sapere che il costruttore in questione era stato già inquisito e rimesso in libertà
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/08/perugia_arresti_cassazione.shtml

Faccio questo richiamo non perché io aderisca al coro giustizialista che vuole tutti "in galera in galera" ma per sottolineare come poi la natura e la qualità dei crimini sia diversa, e come la tolleranza dei media verso alcuni crimini sia finalizzata a suscitare allarme solo per certi per parlare chiaro nove milioni di euro per presunto riciclaggio sono cose su cui la popolazione può stare tranquilla, delle scritte sui muri e il fatto di proclamarsi anarchici deve destare paranoia sociale.
Nulla di nuovo sotto il sole di questo nostro bel paese mi può dire qualcuno, e giustamente, però la cosa a me, per quanto smaliziata, ha colpito specialmente leggendo la lettera che Michele ha mandato dalla galera, perché in quella lettera si legge come alla diversa natura e qualità dei crimini corrisponda una diversa natura e qualità degli uomini.

Leggendo la lettera di Michele, l'ho riconosciuto tutto intero, un giovane compagno di venti anni, solare e schietto che non ha nulla in comune con l'immagine truce che di lui si è creata ad arte.
E malgrado io non condivida le sue posizioni ideologiche, ho tutto il rispetto e la massima stima per alcune sue considerazioni che ho trovato molto profonde.
E mi riferisco a tutto il suo discorso in cui si dichiara PRIGIONIERO RIVOLUZIONARIO in cui fa un discorso profondo sulla libertà; Michele dice: io ero prigioniero anche prima di essere arrestato, come lo siamo tutti, consapevolmente o no, tutti siamo prigionieri ."Quando ci alziamo la mattina per andare a lavorare, quando passiamo gli anni più belli della nostra vita sprecati su una macchina, quando facciamo spesa, quando non possiamo farlo perché mancano i soldi, quando li buttiamo via i soldi per delle cazzate (vestiti, aperitivi, sigarette non c'è differenza) quando guardiamo la tv che ci fa il lavaggio del cervello, che cerca di terrorizzarci con morti, omicidi, rapine (quando in 15 anni gli omicidi sono diminuiti del 70%) così che noi possiamo chiedere piu' telecamere, piu'sbirri, piu' carceri, pene sicure, quando se c'è una pena davvero sicura a questo mondo è quella che incatena lo sfruttato alle sue condizioni."

Ecco questo è Michele e questa è la sua colpa vera e reale, il fatto di avere coscienza del fatto che non siamo liberi e di volere comunicare ad altri questo dato incofutabile. Questo scontento che tanti sentono serpeggiare nel loro intimo e di cui non sanno farsi consapevoli, il crimine di Michele è di voler far essere consapevoli gli altri di questa prigione reale ed effettiva che è la vita quotidiana imposta dal Sistema Capitale.

E QUESTO A ME BASTA PER ESSERE DALLA SUA PARTE.

Caro, dolce Michele che senza eroismo dichiara anche la sua paura della galera, che possa segnarlo in maniera definitiva, e in quelle parole ritrovo il ragazzo tenero che conosco, che mi è stato accanto a confortarmi per la perdita di Huambo.
Michele voglio rivederti presto fuori per abbracciarti e per spiegarti pure che il materialismo dialettico, non vuole dire ridurre tutto alla materialità ma è ben altra cosa.

Un saluto di amore e Libertà da conquistare a Michele e agli altri giovani di questa ennesima montatura.
Un saluto di amore e libertà da conquistare a l'umanità intera

Vittoria
L'avamposto degli incompatibili