VIA DA RANZANI

Vogliono riprendersi uno spazio fisico e neutralizzare uno spazio pubblico.
Da luglio 2000, via Ranzani 4 è divenuto un luogo di aggregazione e scambio
tra esperienze diverse. Da capannone dismesso e abbandonato si è popolato,
di donne e uomini e dei loro desideri. Si sono intrecciati percorsi e
storie diverse sulla base un tessuto comune. Questo tessuto coincide con le
parole d'ordine di libera circolazione delle persone, salario minimo
planetario, libero accesso ai saperi, per la globalizzazione dei diritti,
parole che, durante il vertice OCSE, sono state opposte al progetto di
globalizzazione neoliberista. Questo spazio sorge dalla mobilitazione
contro il vertice attraverso il progetto della rete CONTROPIANI. Ha
permesso l'elaborazione e la mesa in atto di molteplici progettualità:

Scuola Di Italiano Per Immigrati, Gruppi Di Lavoro Sull'immigrazione,
Laboratori Di Teatro, Danza E Giocoleria, Laboratorio Artistico E Spazi
Espositivi, Infoshop, Libera Università Contropiani, Bar A Consumo Critico
E Prezzo Politico, Sala Prove Musicali A Prezzi Ridotti, Promozione Di
Iniziative Politiche/Culturali/Ludiche/S

Chiudere via Ranzani significa anche marginalizzare e rimuovere i bisogni,
le capacità creative e le potenzialità basate sull'autogestione, al di
fuori delle regole dominanti e della logica della massimizzazione del
profitto. Significa anche privare gli studenti di uno degli ultimi spazi di
aggregazione vicini al centro della città e all'università.

Chiudere via Ranzani vuol dire anche assecondare la logica della
speculazione edilizia che ha, fra i suoi effetti, il crollo del ponte di
Mascarella. Ufficialmente per dare spazio al cantiere per il ripristino
totale del ponte ci viene chiesto di andarcene. In realtà, questa chiusura
è coerente con la politica che vuole ridurre l'agibilità alle forme
organizzate non istituzionali. Una politica che prende forma nel
decentramento degli spazi autogestiti o nell'aumento degli affitti alle
associazioni di volontariato.

Crediamo e vogliamo che spazi come questo debbano avere diritto di
cittadinanza, per la complessità e la ricchezza dei saperi, dei desideri,
dei progetti, delle capacità e della creatività che mettono in campo.
Chiediamo a tutti e tutte di condividere un percorso di mobilitazione per
salvaguardare questo spazio e le esperienze che ospita.

CONTROPIANI
Spa-Ranzani
Libera Università CONTROPIANI