Per una volta parliamo di letteratura americana di XXI secolo.
Questo è un tipo davvero originale, già il titolo del suo romanzo d'esordio "L'opera struggente di un formidabile genio" da l'idea di che tipo è, poi invece della solita frase che si vede nei film o in TV "ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente causale, lui dice:
"Questa è un'opera di fantasia solo nei rari casi in cui l'autore non è stato in grado di ricordarsi le parole precise di alcune persone e le descrizioni esatte di determinate cose, e ha di conseguenza dovuto colmare le lacune come meglio poteva"
Questo romanzo è difficile classificarlo in un genere Pop, surrealismo, iperrealismo...e rende evidente il fatto come sia impossibile classificare oggi in una società continuamente contaminata da migrazioni e da "scivolamenti" sociali verso il basso persone, ceti sociali ed espressione artistica..catalogare, definire: tutto e in transizione in divenire selvaggio e insieme automatico, per certi versi.
Pensate poi che il tipo ha fatto un romanzo con 40 pagine di prefazione in cui da regole e suggerimenti per..la lettura il massimo dell'ironia che uno scrittore può avere per la figura dello scrittore e nel contempo del lettore..
All'apparenza sembra un romanzo comico, comico fino al punto di...morire dal ridere: un insieme di storie squallide, schifose, divertenti,pazze..un vero cocktail USA
Il romanzo è chiaramente autobiografico lo scrittore parla di se stesso: comincia con la morte della madre , morta a 51 anni di cancro, il padre era morto cinque settimane prima per lo stesso male, e in una casa degradata della periferia di Chicago restano soli il protagonista di 21 anni e il fratellino di 8 di cui il grande si deve occupare. Il rapporto fra questi due fratelli è il filo conduttore del romanzo. Tutto è impostato sulla sopravvivenza in un mondo ostile, sul come inventarsi la sopravvivenza senza alcun aiuto o sicurezza, vendono la casa e con i 10.000 dollari il grande cosa fa per restare a galla? investe i soldi in una rivista umoristica e di contro cultura a....South Park, l'autore descrive la ribellione dei poveri diavoli straccioni dell'era della tecnologia estrema.
Un romanzo ironico, graffiante e disturbante per alcuni come lo sono i graffiti sui muri, ed in effetti , secondo me al grido dei graffiti fa riferimento, in cui persino i traumi infantili, il padre col delirium tremens la madre isterica vengono raccontanti con autoironia, senza che si senta la fatica, il tutto con la massima spontaneità, apparente.
Commozione e l'ilarità si mescolano di continuo, momenti di tenerezza in cui il povero diavolo grande deve cercare di tenere buono il povero diavolo piccolo: sullo sfondo lo squallore dell'America periferica.
Un America che ora sarà sempre più periferica e che i produrrà altri scrittori così.

Il Lumpenproletariat dei nostri tempi non si fa più raccontare si racconta in prima persona.

Ha scritto anche lui un libro sull'eterno mito americano del viaggio, della strada: "conoscerete la nostra velocità". Anche qui a suo modo prende per il culo tutto gli On the Road fin dalla veste grafica :il romanzo comincia sulla copertina, prosegue nel risvolto e poi nelle pagine seguenti senza soluzione di continuità, senza capitoli, la narrazione scritta è interrotta da immagini ,disegni, foglietti scritti a mano, fotografie...cosa spinge al viaggio? non il mito del West rinverdito dalla generazione di Kerouac, ma la necessità di liberarsi di un malloppo scomodo, fortuitamente trovato, non sarà facile ed esaltante ne il viaggio ne liberarsi del malloppo, prenderanno coscienza del dolore della sofferenza e della morte, un romanzo di formazione si diceva una volta. Un romanzo di formazione di due vite precarie in un mondo precario, in cui tutto pare sia dovuto al caso, senza nesso logico, senza....senso.

vittoria