Canto della fatica che fu

Ahi che fatica è anche
pensare alla vita che non ebbi
fu un simulacro una finzione
solo in funzione della fatica
per lei mi duole l'anima
quella poca che non mi rapiste
per lei mi duole il cuore
e le ossa che mi spezzaste
Chi compra ora questo rimpianto?

Appena avvertiva il corpo
la pallida alba la prima luce
già non era più mio
la pena di abbandonare il letto
in cui l'amore si consuma di corsa
per correre di corsa alla fatica
lontano dalla grazia dalla bellezza
Ahi che fatica è anche
pensare alla vita che non ebbi

L'aurora portava solo rimpianto
per tutto quello che era negato
correre nella neve nella nebbia all'acqua
correre tutto il giorno per la fatica
La notte era già un sepolcro
per il turno
si era già un sepolcro

Una sera
per sbaglio
prima il rosso calore
e poi un vestito di freddo
una sera una sera
come le altre non mia
la mia non vita esposta
trofeo dei chiacchieroni

Ero un melo un melo dai frutti negati
sarei stato verde carico di uccelli
sarei diventato d'oro nell'autunno
ora le mie radici nere nell'aria putrida

Ahi che fatica è anche
pensare alla vita che non ebbi

vittoria