IL LAVORO INTERINALE APPRODA ALLA FARNESINA
In realtà Berlusconi, come suo solito ha fatto le cose
in grande, e, in un colpo solo, o per meglio dire in un contratto solo ha
applicato tutte le nuove forme di "lavoro".
Così accettando l'interim alla Farnesina ha applicato il contratto
sul lavoro a tempo determinato, il contratto sul lavoro part-time e presto,
spera, full-time, ed anche la boutade inventata da D'Alema di essere imprenditore
di se stessi.
Spieghiamo in poche parole il lavoro a tempo determinato e l'imprenditore
di se stessi, poi passeremo ad illustrare il lavoro part-time (full-time).
Il lavoro a tempo determinato, altrimenti detto, in questo caso, ad interim
è stato scelto dal nostro indefesso cavalier-lavoratore non perchè
non si fida dei suoi alleati, come qualcuno malignamente sussurra, ma per
dare un esempio agli italiani, che sul lavoro interinale continuano ad essere
recalcitranti. Come dire:" se lo accetto io che sono il governo dei governi,
perchè non lo dovreste accettare voi? In fondo in questo modo uno evita
di fare un lavoro noioso e può riciclarsi in vari campi; io per esempio
quando avrò lasciato il lavoro alla Farnesina, mi proporrò per
un lavoro di tre mesi al Viminale, per poi passare l'estate al ministero delle
pari opportunità, anche se per un problema di competenze specifiche,
sarei più portato come guardasigilli.
Infatti se il governo ha accettato come referenze di competenza 72 foto ad
altrettanti party internazionali per un lavoro alla Farnesina, come potrà
non accettare le mie referenze come Guardasigilli? Chi può vantare
fra i politici attuali maggiore frequentazione delle aule dei tribunali? I
miei possibili concorrenti sono tutti in pensione, quindi non ho rivali!!!"
Per quanto riguarda la questione di imprenditore di se stessi: "debbo
riconoscere che quel vecchio comunista di D'Alema mi ha dato una splendida
idea. Infatti come premier ho la possibilità di trovarmi tutti i tipi
di lavoro:ministro per le riforme, vicepremier di me stesso, sottosegretario
alla presidenza del consiglio e magari, perchè no, ambasciatore nelle
Bahamas o nelle Seychelles.
Bisogna riconoscere che è più divertente della presidenza di
Mediaset questo premierato.
Anche perchè in questo caso non ho neanche il bisogno di preoccuparmi
dell'aspetto finanziario, dato che sono io a decidere anche in questo."
Poi il nostro ha spiegato la sua idea di trapiantare anche nei ministeri le
forme di lavoro part-time o per meglio dire full-time.
"In questo governo ci sono troppi galli che vorrebbero cantare ognuno
una canzone diversa. Non capiscono che in questo modo il coro stona e rischiamo
stecche in Europa. A questo punto è molto meglio introdurre il full-time:
se io oltre a fare il premier, faccio anche il guardasigilli, il ministro
degli esteri, degli interni e delle riforme costituzionali, sicuramente risolverò
molti più problemi. Ho già alcune idee in proposito. Per esempio
potremmo risolvere molto facilmente il problema giustizia: se io come Guardasigilli
potessi decidere quando i magistrati di Milano possono inviarmi gli avvisi
di garanzia, sicuramente eviteremmo figuracce come quella di Napoli del '94.
Non ci sarebbe impunità come qualche vecchio nostalgico comunista ventila,
e io potrei lavorare.
Come possibile ministro delle riforme costituzionali poi ho avuto una splendida
idea, trasformare l'antiquata legge di Bossi sulla secessione in una più
moderna legge sulla successione. Nel senso che in finale questi posti di ministro,
sottosegretario, premier ecc. potremmo farli anche diventare ereditari. In
questo modo risolveremmo anche un annoso problema che non si riesce mai a
risolvere, quello dei Savoia. A che servirebbe far rientrare i re, se con
l'ereditarietà dei ministeri noi Berlusconi saremo i veri re d'Italia?
Comunque a questa storia del full-time ci sto lavorando seriamente. Dopo Ruggiero
ho convinto quasi tutti. Chi si è accontentato di un posto di scudiero
nel prossimo regno, chi ha voluto il posto che fu di Badoglio, chi mi ha chiesto
il posto che fu di mascellone, chi ha preteso il posto della Petacci; ma in
ogni caso sembrano tutti pronti ad adeguarsi.
L'unico che non sono riuscito a convincere è Gasparri, che non vuole
lasciare il posto fino a quando non avrà risolto il problema della
stagista".
E alla fine l'appello agli Italiani ad accettare le nuove forme di lavoro:
"Come vedete non è vero che il lavoro precario significa fame
e miseria. In finale io con queste forme di lavoro mi appresto a fare il re!
Quale miseria e miseria!!!".
Dal nostro inviato alla Farnesina che ha riportato il pensiero del cavaliere
huambo
de L'Avamposto degli Incompatibili