L'ARTE E IL SUO OPPOSTO

L'oscena proposta di clonare i Bronzi di Riace per farli diventare gli
sponsor del G8 può essere bollata con una parola sola: STUPRO!.
L'indignazione per questo stupro mi porta a fare alcune considerazioni:
la prima e fondamentale è una domanda: L'arte è merce?
La riposta a questa domanda, secondo me, mette in evidenza la schizofrenia
delle società finora conosciute.
E' indubbio che l'arte è la più libera espressione della creatività e
dell'ingegno umano: non può esservi forma d'arte senza libera espressione
interiore. E ogni opera d'arte valida nasce da questa tensione alla libertà.
Nell'atto della realizzazione dell'"opera" l'arte diviene produzione, in un
certo senso sacrifica sé stessa per essere fruita non solo dall'autore ma
anche dagli altri, da quelli che autori non sono, in quanto se restasse
chiusa nell'autore se non diventasse opera non esisterebbe.
L'arte diventando opera e prodotto in un certo senso è come se rinnegasse se
stessa: un estremo sacrificio per portare la bellezza nel mondo e fra gli
umani.
L'arte diviene il suo opposto.
Per prima cosa l'arte per divenire opera deve calarsi nella materia, in
effetti senza materia non esisterebbe sarebbe solo un sogno, una fantasia
dell'artista; deve quindi diventare marmo, bronzo, tela, colori, spartito, e
si  deve piegare alle norme tecniche sia del disegno o della struttura
musicale o del ritmo della parola e così via. Avendo bisogno della materia
per essere, per vivere, giacché senza materia non c'è esistenza, l'arte
diviene un "vivente" e come tutti i viventi entra nella società ed è
costretta a subirne le regole.
La materia prima ha un costo e un costo hanno le attrezzature varie per
realizzare l'opera d'arte, l'artista deve confrontarsi con i costi delle
materie, deve cercare un finanziatore o se gli dice bene un mecenate
illuminato. In tutti i tempi gli artisti si sono dovuti sempre scontrare
con i "committenti": potevano essere sacerdoti, faraoni, re, papi,
conquistatori, nobili e signori di tutti i tipi e di tutte le razze.
Gli artisti, quelli veri, hanno sempre saputo destreggiarsi in questa
contraddizione, hanno sempre imposto il loro volere rispetto ai committenti.
Qualcuno ha pagato questa testardaggine pure cara, basta pensare a Goya o a
Caravaggio, per non citare tutti i musicisti e poeti finiti male e
maledetti.
In effetti l'arte per questa sua natura particolare mal si adatta a
diventare merce, lo diventa ma resta sempre una merce ribelle, una merce
anomala, una merce rivoluzionaria. Porta sempre in sé la contraddizione del
suo opposto. Tutti hanno sentito parlare della sindrome di Stendhal: su
questo fenomeno sono state date un sacco di spiegazioni, ma io credo che la
più vera è sempre quella più semplice: se si mette l'arte in un
supermercato, chiamato Museo, essendo una merce anomala e ribelle succedono
i casini. Uno può andare in un Museo e guardare senza vedere, ma se guarda
calandosi nel quadro o nella statua, se entra nei segni dell'artista, se
penetra la sua significazione e il suo mondo interiore, reiterando questo
"esercizio" è logico che soccomba e faccia tilt!
Io credo che i Musei siano la cosa più assurda che si potesse pensare, ma
tutti sappiamo perché sono stati pensati, per ridurre l'opera a merce e per
cavarne fuori i soldi. In sostanza per metterla in galera, per punirla di
essere un prodotto anomalo.
Naturalmente chi ha in mano il bastone di comando non dirà mai che hanno
fatto i musei per questo motivo, ma dicono e diranno che lo hanno fatto per
"proteggere" l'opera, infatti tutti sappiamo che sono dei gran "protettori"
in altri ambiti detti "papponi": infatti non fanno gli OGM per proteggerci
dalla fame? Non ci hanno messo il DNA in banca per tutelarci dalle malattie?
Il fatto che le opere potessero stare nei loro luoghi di origine, legati
alla loro storia, all'humus che le ha portate alla vita, che potessero
esserci dei luoghi di approccio alternativi e più dimessi e che rendessero
l'opera più godibile non è nei loro piani, anzi contrasta con i loro piani.
E a questo punto debbo dire che i tanto celebrati Musei, sono un luogo di
raccolta di RAPINE. Se noi entriamo in un Museo mica ci ripassiamo solo la
storia dell'arte, ma pure la Storia quella colla S maiuscola: infatti detti
luoghi sono l'esaltazione dei vincitori della Storia e la raccolta dei loro
Bottini di guerra.
Insomma prima della rapina dei semi c'è stata la Rapina delle Opere d'Arte.
Anche questa rapina è stata perpetrata soprattutto ai danni dei Sud del
mondo.
Con la ventilata clonazione dei Bronzi di Riace, assistiamo ad un ulteriore
passaggio, come ha messo in evidenza Cirillo.
Credo che questo passaggio si possa sintetizzare nel termine: dominio unico
del pensiero unico amerikano, a cui cosiddetti amministratori locali e
"statisti" nazionali si inchinano con la più totale disponibilità.
Voglio dire che il bastone di comando degli Europei almeno un minimo di
dignità di stile l'aveva.
Questi no, vogliono rendere tutto il Mondo Disneyland!
Già è stata fatta una aberrazione col restauro della Cappella Sistina che è
stata ridotta a un cartone di Disney, appunto, e scempi di questo genere
ormai se ne contano a migliaia: ma forse non è tutto all'insegna dello
scempio? la natura, gli esseri viventi animali umani e vegetali, le coste i
paesaggi e le famose Terre e Paesi?
Ora dopo essere state fatte diventare non" turiste per caso" ma "turiste
obbligate" le opere d'arte vengono finalmente clonate. Potevamo attenderci
da questa società il rispetto per l'Opera D'arte? Ormai l'arte, la poesia,
la musica, la bellezza, sono cose obsolete, no? siamo nel nuovo millennio!
Tanto obsolete che pure noi rivendichiamo tante cose ma non il libero
accesso alla fruizione dell'Opera d'Arte. Anche perché troppi non sanno
nemmeno cosa è l'arte, l'hanno volutamente fatta andare in soffitta.
 Aspettiamoci di vedere in mano al dominio del pensiero unico amerikano la
Gioconda clonata  col microchip che  canta l'inno americano, quello
ufficiale, non quello di Hendrix, altro grande artista pure lui.
L'ultima cosa che voglio ribadire insieme a Francesco  che questa oscenità
della clonazione dei Bronzi di Riace, perché di Riace sono, è un ulteriore
attacco alla cultura del Sud e pure alle sue risorse.
Insomma la vecchia storia di Bixio che continua e che col federalismo
vedremo peggiorare.

Vittoria
L'avamposto degli Incompatibili