LA FAVOLA DEL CAVALIERE AZZURRO

Non c'era una volta, ma c'è ora un cavaliere azzurro. Il quale, non essendo
un principe azzurro, non era stato in  passato un rospo, ma soltanto un
intrattenitore musicale: le sue doti, la sua inventiva e le sue capacità
imprenditoriali, di cui va molto fiero, nonché qualche conoscenza giusta, lo
portarono al vertice della scala sociale: estrinsecò la sua volitiva
personalità nel campo dell'edilizia, nell'editoria , nei mezzi di
comunicazione (leggi TV), e nei megagalattici ipermercati, per approdare
infine alla politica: divenne presidente del consiglio, e siatene certi, lo
diverrà di nuovo!
Ora, una volta, questo cavaliere azzurro fu colpito da un cancro alla
prostata:
essendo un uomo che tiene molto alla sua prestanza fisica e alla sua
immagine (come tutti i politici del resto!), figuratevi quanto ci tenesse,
giustamente, alla sua salute! Ai primi sintomi furono subito convocati i
migliori specialisti, le migliori terapie furono approntate, e una
fantastica clinica all'avanguardia in questi problemi risolse il malanno con
prontezza e la massima efficienza.
Il cavaliere azzurro, come ogni cavaliere di rispetto, sconfisse pure questo
drago: tenne la sua epica lotta segreta, in quanto era un cavaliere e non
uno sceriffo da strapazzo come Giuliani!
Confidò la cosa solo a pochi drogati perché seguissero il suo esempio, ma i
giornalisti, maledetti, divulgarono la cosa ai quattro venti, con una caduta
di stile che amareggiò profondamente il cavaliere azzurro:
Ora dovete sapere, che il Cavaliere azzurro, nella sua Reggia di Arcore, in
padania! non aveva solo uno stalliere in odore di mafia, ma fra la sua
numerosa servitù, anche una sguattera, rigorosamente filippina, la quale,
povera, fu colpita anche lei da tumore alla vescica: la povera andò alla Asl
di competenza e la misero in lista di attesa per ricerche ed analisi, per di
più il malanno le capitò proprio d'estate, quindi i tempi di attesa, per lei
si dilatarono maledettamente:
Insomma per farla breve, la povera crepò di cancro:
Una volta morta giunse in paradiso e si trovò, alquanto incazzata davanti a
Dio.
Il quale, ha sempre quell'accidente di problema di essere uno e trino; Dio,
allora, per prima cosa rinchiuse quell'OGM di suo figlio, che tutti lo sanno
ha un cattivo carattere (forse proprio perché OGM!) in uno sgabuzzino,
perché con quello non si sa mai cosa può venir fuori! e confidò
nell'alleanza collo Spirito Santo per affrontare le ire della filippina, la
quale cominciò, scordandosi di dove si trovava!: " e che cazzo, non solo mi
hai fatto nascere in un paese di merda, dove sopravvivere è un'impresa, per
di più in mezzo ai mussulmani che quando vedono noi cattolici ci squartano
come niente, ma poi dopo una traversata della madonna, mi fai finire a far
la sguattera da quello lì, che sarà pure cavaliere azzurro, ma proprio per
questo è esigente al massimo, e quindi mi ha fatto ammazzare di fatica, e
per di più mi hai fatto crepare pure di cancro!"
Dio chiese aiuto all'abilità dialettica, di quel gran mediatore che è lo
Spirito Santo che così parlo" Figliuola,che cosa vuoi farci, non lo sai che
così vanno le cose del mondo!Tutto questo, in finale lo avete voluto voi:
voi avete mangiato il pomo della conoscenza del bene e del male, in finale
io vi avevo mandato laggiù pure quel mezzo pazzo di mio figlio per aprirvi
gli occhi! Per non parlare di tutti i miscredenti che sono giù, nel piano di
sotto, che anche loro  in guardia, pure, vi avevano messo. Non vi ho dato
pure il libero arbitrio? perché mi accolli delle responsabilità che non sono
mie?"
La filippina incominciò a piangere a dirotto e fra i singhiozzi rispose:"ho
capito, ho capito, pure in Paradiso, il cetriolo sempre in culo all'ortolano
va!"

Vittoria
per L'avamposto degli Incompatibili