Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza alle Donne,
data sancita dall'ONU in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate
violentate e uccise il 25 Novembre 1960.

Le giornate contro e per si susseguono nei loro rituali istituzionali e para
istituzionali.
Non c'è un fenomeno "sociologico" che non abbia la sua giornata: dalla
schiavitù del lavoro minorile alla violenza, alla fame, alle mine, ai
diritti umani, alla pena di morte, ai morti per incidenti automobilistici e
via enumerando, tra un po' non basteranno i giorni del calendario.

Ora nel caso specifico della violenza sulle donne, io non voglio qui negare
la sua specificità legata
al modello di una società patriarcale che si trascina da secoli, pittata di
finto libertarismo in occidente e atrocemente repressiva nei paesi
arretrati, ma mi chiedo si può continuare con questa settorializzazione?
E' evidente che se le giornate contro le aberrazioni del Sistema Capitale
sono tante, la cosa primaria è abbattere il Capitale.
In un sistema in cui il valore fondante è la merce, tutto è ridotto a merce,
dai lavoratori alle donne ai bambini.Quale rispetto ci può essere per la
merce, visto che serve solo a procurare profitto?
La violenza non è un "fenomeno" che caratterizza
questa o quella etnia, questo o quel settore sociale, la violenza è la
natura stessa del sistema capitalistico, visto che è basato sul principio
base di violenza: ossia la riduzione in schiavitù, in merce appunto, non
solo delle cose ma dei viventi che le producono.
Quindi crescendo, allevandosi alla scuola del valore supremo e intangibile
della merce è logico che si crea nella maggioranza delle persone una
mentalità che considera come oggetti da adoperare a propria libido gli
esseri viventi.
Questo per me è il nocciolo del problema da cui discendono poi tutte le
atrocità che un tempo venivano taciute per convenienza di sistema vigenti:
quando cioè bisognava sentirsi protetti e sicuri in un dato sistema
politico, e che ora vengono sbandierate e persino celebrate quando si deve
instaurare un regime sicuritario.
Infatti la celebrazione di questa giornata vedrà di sicuro richieste di
rafforzamento contro le sanzioni per questi tipi di reato oltre il solito
blablabla sull'uguaglianza, la difesa delle fasce deboli.....
Tutte cose che sappiamo non risolvono i problemi, un po' come con la
patente a punti.

Ora io trovo veramente segno del degrado della propria autonomia di giudizio
e di agire che tutte le donne che andranno alla manifestazione nazionale di
Roma del 24 novembre, ci andranno insieme a quelle istituzioni che sono la
causa prima della violenza che essi stessi producono o avvallano in un modo
o in altro.
Si faranno la loro parata, in una Roma che vede buttare giù con le ruspe le
baracche dei campi Rom, dopo averle segnate con un simbolo badate bene! e io
non riesco a dimenticare che nei campi di sterminio i Rom erano identificati
con un triangolo marrone, come i politici con un triangolo rosso:
Perché quello che deve essere buttata giù a ruspe in effetti poi è la paura
reale che tutti potremmo finire come dei Rom! si devia la paura reale verso
una paura che può diventare lo specchio di quello che ci aspetta in un
prossimo futuro.
Comunque andate donne che volete andare, ognuno cerca le proprie
gratificazioni!
Vi avviso che a La Spezia la CNA Artigianato
celebra la giornata insieme a voi.
Le imprenditrici della CNA ribadiscono il loro impegno contro ogni violenza,
quelle dei maschi solo si intende! non quella che si pratica nelle loro
botteghe.

vittoria
L'avamposto degli Incompatibili