FAO... MA FAO-NNO CHE?

Il 30 ottobre 2006 La FAO ha presentato il suo rapporto annuale sulla fame  nel mondo.

Una consuetudine come tante.

Comincio col dire che la FAO come l'ONU l'UNICEF e altri organismi sovranazionali, sono dei carrozzoni di fatto burocratici, che hanno una importanza limitata, a parte quella scontata di supporto alla funzionalità del
sistema vigente; in ogni caso si trovano ad operare in una situazione di tagli ai loro fondi e la maggior parte di questi fondi servono per mantenere  queste organizzazioni; quello che arriva ai destinatari sono i resti dei rispettivi sostentamenti; discorso, tra l'altro, che vale anche per le ONG.

A parte la funzione di tamponamento delle situazioni che si trovano ad affrontare hanno la loro utilità per le cifre che forniscono nei loro  bilanci annuali, sta poi a noi tirare il bilancio politico di queste  statistiche e di queste cifre.

Tutti sanno, tranne molti senatori e deputati,  che FAO è un acronimo per FOND AND AGRICOLTURE ORGANIZATION OF THE UNITED NATIONS(Organizzazione per il cibo e l'agricoltura delle Nazioni Unite), il che  poi, realmente,significa occuparsi della fame nel mondo.

Prima di parlare delle cifre snocciolate dalla FAO in merito agli affamati occorre fare una premessa:

Nel 1996 in merito alla "scurezza alimentare" si
tenne un Vertice Mondiale sull'alimentazione , seguito poi nel 2000 dal pomposamente chiamato" Vertice del Millennio", vertici che prendevano atto dell'ovvio legame fra povertà e malnutrizione e che collocava la lotta alla fame e alla povertà
fra gli obiettivi di sviluppo del Millennio: "sradicare la povertà globale e la fame" era il PRIMO OBIETTIVO da raggiungere per "lo sviluppo sostenibile".
Impegno reiterato nel vertice G8 di Genova del 2002, tanto che il PM  Fiordalisi ebbe a dire nella sua inchiesta avverso il Sud Ribelle, che a Genova si erano radunati DEVASTATORI malnati disturbatori di GRANDI che stavano prendendo provvedimenti contro la fame nel Mondo!
Inoltre nel 2003 il Consiglio Europeo prese la storica decisione di assegnare a Parma la sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (AESA) preposta a fornire alla Commissione consulenze scientifiche su tutti
gli argomenti attinenti alla sicurezza alimentare.

Non dimentico neppure che fin dal lontano 1971, alla Conferenza Mondiale sulla nutrizione, Henry Kissinger aveva assicurato"Entro dieci anni nessun uomo, donna o bambino andrà a dormire affamato".

Oggi realisticamente si dice che per raggiungere questo obiettivo non può bastare un secolo.
Forse il fatto che si tratta di un argomento leggero per chi ha lo stomaco pesante porta a queste rassicuranti scadenze decennali.

A cosa hanno portato tutti questi vertici e questi consessi di cotanti GRANDI?
Al fatto che, presentando il suo rapporto annuale del 2006 Jacques Diouf, direttore Generale della FAO ha dovuto fare un appello ai leader mondiali perché mantenessero la loro promessa, che poi non era nemmeno tanto ambiziosa rispetto a quella di Kissinger, ossia dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame entro il 2015.

A dieci anni di distanza dal Vertice Mondiale dell'Alimentazione ci sono oggi più persone affamate di quante ce ne fossero nel 1996, ossia 820 milioni, non solo ma questo numero è in aumento al ritmo di quattro milioni l'anno, e qui l'acronimo cambia diventa SOFI ossia: Stato di Insicurezza Alimentare.
A me viene da dire troppe "sicurezze"generano troppe insicurezze.
Diouf ha detto testualmente: "I leaders dei 185 paesi che partecipavano al vertice in quell'occasione hanno definito la fame nel mondo "inaccettabile ed intollerabile"e mi rincresce dire che oggi la situazione continua a rimanere inaccettabile ed intollerabile, e forse anche di più perché sono trascorsi dieci anni".
Ho trovato molto significativa l'ammissione che la logica del "business as usual", ossia della economia di mercato corrente non potrà raggiungere gli obiettivi tanto dichiarati, per una volta non lo dice una sovversiva come me!!!

Secondo i dati forniti dal SOFI per onorare l'impegno preso dai GRANDI nei loro vertici si dovrebbero ridurre i numeri dei sottonutriti di 31 milioni l'anno da oggi sino al 2015, mentre ci si trova con un trend di aumento di 4 milioni l'anno. 
Fame e malnutrizione vanno di pari passo con l'aumento della popolazione, anche se non è questo il motivo fondamentale, perché in effetti oltre gli 820 milioni, ci sono anche 25 milioni nei paesi così detti "in transizione" e 9 milioni nei paesi industrializzati, per un totale di 854 milioni: sappiamo che i paesi "in transizione" applicano politiche che scoraggiano la
natalità; i paesi industrializzati sono in crisi di natalità.

Il motivo reale del perdurare e del crescere della fame è proprio nella  logica del business as usual per cui un bambino americano consuma come 422 bambini etiopi.
Per capire bene cosa è la fame basta pensare che ogni giorno 11 mila bambini  (uno ogni 8 secondi) muoiono di fame, per un totale di 5 milioni l'anno.
Ogni anno più di 20 milioni di bambini diceva la FAO sin dal  2004 sono sottopeso alla nascita e questo causa o decessi o degli adulti menomati
.Per capire l'entità della fame e il fallimento delle promesse capitaliste basta pensare che in Congo la percentuale dei denutriti e passata dal  31% al 72% ;in Eritrea dal 68% al 73%; nel Burundi dal 48% al 67%.
Una vergogna se si pensa che la FAO dice chiaramente che non è la carenza di  disponibilità delle risorse a causare questo sterminio, da oltre quindici anni questo ente diffonde dati secondo cui in base all'attuale produzione agricola, potrebbero essere nutriti senza alcun problema più di dodici miliardi di esseri umani, se non avviene secondo Diouf è perché "manca la volontà politica di mobilitare queste risorse in favore degli affamati".
In soldoni perché è imperante la logica del business as usual

Infatti il business as usual, cioè l'economia di mercato imperante, non ammette la cancellazione del debito
verso questi paesi di affamati; porta ad una drastica riduzione delle "donazioni" ed aiuti al settore agricolo, basti pensare che se nel 1984 i paesi donatori avevano versato quasi otto miliardi di dollari per il sostegno ai mercati agricoli nel 2002 la cifra si era ridotta a circa 3 miliardi, ma di dieci anni in dieci anni il piccolo O,70 per cento del PIL per investimenti in questo settore è andato via via immiserendosi,

In effetti i paesi del Nord del mondo mettono in atto tutta una strategia per frenare lo sviluppo economico
della produzione agricola locale sopratutto con il brevetto dei semi in massima parte OGM, qualcuno potrà dire : ancora con questa polemica su gli OGM!

però già nel 2 dicembre 1999 nel nostro sito "casareccio" facevamo queste considerazioni:

" Ad un provincialismo della politica ufficiale fa da contraltare una sorta di provincialismo antagonista. Eppure il capitale mondiale sta disegnando un nuovo scenario planetario (globalizzazione) che si imporrà non solo nel campo economico e militare, ma in tutti gli aspetti della vita dei popoli. Bisogna capire, che alla globalizzazione si deve contrapporre una visione antagonista del mondo che sia globale. In questo scenario disegnato dal capitale uno degli aspetti principali, se non quello centrale, è quello legato al campo alimentare e cioè alla questione dei semi. Questo problema è stato affrontato da ambientalisti e altri soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario. Il dilemma "nocività o meno" dei semi transgenici è ormai talmente inflazionato da venire utilizzato anche dalle imprese tagliate fuori dall'affare. Ma l'aspetto principale, finora marginalizzato dal dibattito pubblico, è quello legato al POSSESSO DEI SEMI (transgenici e naturali), detenuto da pochissime multinazionali soprattutto americane e australiane.
Infatti, già ora, 10 MULTINAZIONALI CONTROLLANO IL 40% DEI SEMI E 5 MULTINAZIONALI CONTROLLANO IL 97% DI QUELLI TRANSGENICI. Alla faccia della concorrenza!!!.
Comunque, si prevede, che fra 5 anni 5 MULTINAZIONALI CONTROLLERANNO QUASI IL 100% DI TUTTI I SEMI. COME FARANNO?
Tutti hanno sentito parlare della RAPINA DEI SEMI. I semi che, da sempre, sono proprietà comune, adesso vengono prelevati e brevettati dalle multinazionali, che per questo scopo utilizzano emissari non meglio identificati, magari collegati alle mafie locali. E questo non succede solo (e sarebbe già gravissimo) nei paesi del terzo mondo, ma dovunque. Per esempio, il trifoglio, da sempre, utilizzato dai pastori sardi per il pascolo delle greggi, è adesso proprietà di una multinazionale australiana.

In parole povere, l'alimentazione dell'intero pianeta è nelle mani di pochissime multinazionali, che per mantenere questo controllo inseriscono dei virus cosiddetti suicidi che, modificando geneticamente il seme, ne impediscono la riproduzione. Ribadiamo che, questo meccanismo di controllo alimentare è nuovo nella storia VISTO CHE NEANCHE LA SOCIETA' TEOCRATICA DELL'ANTICO EGITTO ESPROPRIAVA IL POPOLO (COMPRESI GLI SCHIAVI) DEL POSSESSO DEI SEMI. Quando poi qualche prodotto sfugge al controllo, si utilizzano le regole del WTO per metterlo fuori commercio. Un esempio è quello delle banane somale, che l'Italia aveva provato a commercializzare. Puntuali sono venute le ritorsioni delle multinazionali USA con l'avallo del WTO. Di fronte alla criminalità di dette multinazionali, la risposta antagonista è stata debole e frammentaria....."

Oltre tutto se già in occidente i produttori del mercato alimentare sono pagati una miseria con i prezzi imposti dalla grande distribuzione, figuratevi come vengono valutati i prodotti in quei paesi che debbono produrre materie prime dall'oro ai diamanti al petrolio e gas al caffè e cioccolato per l'occidente.

Il dominio del profitto capitalista ha portato al di là delle promesse salvifiche decennali ad una realtà che se perdura il Sistema Capitalista sarà senza ritorno.

Infatti le proiezioni della FAO indicano che le il numero delle persone sottonutrite nel 2015 sarà di 582 milioni, 170 milioni in più rispetto all'obiettivo del Vertice Mondiale.

Più della metà di questi esseri umani sarà concentrata nel sud e sud est asiatico, rispettivamente 203 milioni e 123 milioni di affamati.
L'Africa sub-sahariana, in percentuale ,rimarrà con una maggiore concentrazione, si prevedono per il 2015 179 milioni di affamati, più del doppio dell'obiettivo proclamato dal Vertice del 1996.   Le motivazioni per il perdurare e l'aggravarsi della fame nel mondo si moltiplicano in maniera esponenziale, il Sistema Capitalista nella sua ferocia di estorcere a più non posso profitto non fa che moltiplicare emergenze, insicurezze e DEVASTAZIONI: ogni singolo atto di estorsione di plusvalore innesta una catena di eventi catastrofici: i cambiamenti climatici sono una minaccia per più di 130-135 milioni di persone che diventeranno di sicuro dei profughi ambientali che si sommeranno ai profughi che già tanto spaventano gli xenofobi di oggi. L'Africa è il continente più colpito dal surriscaldamento del globo; l'Africa subshariana che non ha alcuna responsabilità sulle emissioni dei gas nocivi in atmosfera è di fatto colpita in modo sempre più DEVASTANTE dal fenomeno della desertificazione, anche se la desertificazione sta arrivando a livelli allarmanti ovunque con le deforestazioni continue, basta pensare a quel che succede con la Foresta Amazzonica.
Tanto è vero che, come per la festa di san Valentino o per la festa della mamma, il 2006 è stato proclamato ANNO INTERNAZIONALE PER I DESERTI, ora non chiedetemi se qualche GRANDE ha detto che in dieci anni azzererà o dimezzera i deserti, andatevelo a cercare da soli!!!
Comunque è stato creato un nuovo acronimo con relativo carrozzone: UNCCD, ovvero la Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione.
Infatti insieme alla fame la desertificazione è divenuta la nuova emergenza degli ultimi decenni, e ai 130-135 milioni previsti dall'UNCCD bisogna aggiungere il dati di: Columbia University, Norwegian Geotechincal Institute e Banca Mondiale che fanno una stima di 3,4 miliardi di persone, più o meno la metà della popolazione mondiale, che si trovano in zone a rischio ambientale di alto impatto in merito a siccità, inondazioni, frane, cicloni, eruzioni vulcaniche, terremoti....è facile prevedere che tutti questi si metteranno in cammino per cercare lidi più sicuri:
Non so se gli basteranno tutte le truppe che hanno di fronte a queste cifre; che ricorrano alla bomba atomica per superare un' emergenza con un 'altra emergenza un' insicurezza con un altra insicurezza UNA DEVASTAZIONE con un'altra DEVASTAZIONE?  

Di fronte a questa ecatombe di affamati non bisogna scordarsi un dato che rende evidente la putrescenza del Sistema Capitale e cioè che la produzione agroalimentare è in continua crescita.
I dati FAO ed OCSE, nel rapporto sull'agricoltura dell'autunno 2006, dicono che la coltivazione di cereali  e l'allevamento zootecnico sta aumentando in modo esponenziale: per il 2007 si parla di un aumento di produzione di cereali, mais sopratutto, del 9% su scala mondiale;l'allevamento cresce nei paesi industrializzati del 3,5% di bovini; del 5% di suini dell'11% di pollame. Nei paesi non industrializzati (non Ocse) del 16% dei bovini del 20 -22% dei suini e pollame; si tratta di paesi come il Brasile, l'India e la Cina che si stanno rapidamente avvicinando nel settore agroalimentare ai livelli di produzione della Russia e del Sud Africa.
Contemporaneamente a questo incremento si assiste ad un aumento dei prezzi imposto dagli accordi del WTO, ossia il proletariato mondiale in diversi gradi, in maniera più o meno grave a secondo le latitudini in cui si trova, deve confrontarsi coi prezzi del cartello dei padroni dei semi, degli allevatori e della grande distribuzione. Se ha la fortuna, diciamo così, di nascere vicino ad un Super market o ad un Iper Discount si può riempire la panza più o meno di monezza, se no può crepare di fame. 
Dietro queste cifre ci sono bambini, uomini, donne che giorno dopo giorno ora dopo ora minuto dopo minuto soccombono alla fame, quando non soccombono alle guerre, perché non dobbiamo scordare che DEVASTAZIONE nella DEVASTAZIONE la fame ha come compagna la guerra.
 
Dietro queste cifre c'è anche la realtà del lavoro in stato di schiavitù dei bambini per primi e poi di tutti gli altri: una piramide di sfruttamento che vede alla sua base i ridotti in schiavitù più degradata, dai bambini al telaio o allo smistamento dei rifiuti urbani, ai migranti utilizzati per i lavori più duri, sopratutto nel campo agricolo, e non solo, fino a tutti i lavori atipici con i loro aggettivi atipici.
l'UNICEF completa il quadro con altri dati:
246 milioni sono i bambini che lavorano dai 5 ai 14 anni,circa 180 milioni lavorano in condizione di schiavitù totale;
1,2 milioni sono vittime del traffico internazionale di esseri umani sopratutto per la rapina di organi;
circa 2 milioni di minori sono sfruttati nel mercato del sesso e della pornografia;
300 mila bambini sono arruolati in conflitti armati;
 nel mondo 15 milioni di bambini sono orfani a causa dell'AIDS e della TBC resistente agli antibiotici, dato che la miseria e la fame stanno portando forme virali di TBC particolarmente aggressive;
a livello globale oltre un milione di bambini sono sottoposti a detenzione per reati.

Oltre tutto trattandosi di dati, quelli inerenti alla sofferenza dei minori, approssimativi perché coperti dalla clandestinità non si conosce l'entità reale di questa DEVASTAZIONE.

  E insieme ai bambini ci sono le loro madri. 
Secondo l'OIL (Organizzazione Internazionale del lavoro)Oltre il 40% della forza lavoro mondiale è donna.   La quasi totalità di questa forza lavoro è in stato di assenza di tutela e di scarsa renumerazione, milioni di donne sono escluse sia dalla Convenzione OIL che dalle legislazioni nazionali sul lavoro perché inserite in quella che si chiama "economia informale" ovvero il  business as usual, il che significa che sono le donne a costituire la maggioranza dei lavoratori a tempo parziale e precari nel mondo.Sia nell'economia formale che in quella informale sono sottoposte a controllo della gravidanza e alle molestie sessuali.
Particolarmente significativo per capire il grado di aggressività dei nuovi Stati a capitalismo emergente è il dato fornito dal Rapporto del Global employment trends dell'OIL secondo cui in diversi paesi ad economia in transizione ed in alcuni paesi dell'Asia, il tasso di disoccupazione maschile è superiore a quello femminile, ed anche in molte regioni sviluppate il tasso di partecipazione  al lavoro degli uomini è in calo.
Quando si sviluppò l'industria a vapore in Inghilterra successe la stessa cosa: la maggioranza di mano d'opera era di donne e bambini, perché a donne e bambini viene dato un salario ridotto.
La maggior parte della forza lavoro femminile è impegnata nell'economia informale: lavoratrici agricole, lavoratrici a domicilio, lavoratrici domestiche, lavoratrici in famiglia non remunerate, lavoratrici del sommerso.Queste lavoratrici  alle discriminazioni per il colore della pelle, della la razza, della religione o dell'origine etnica, sommano la discriminazione sessuale: alle due estremità della vita: da giovani e da anziane,  sono particolarmente svantaggiate: adoperate per i lavori più duri da giovani o immesse nel mercato della prostituzione; da anziane rifiutate, relegate nei settori più degradati e degradanti.
 
Dati statistici dell'OIL al marzo 2003: 
Le donne costituiscono il 70% dei 1,3 miliardi di poveriil cui reddito giornaliero è inferiore ad 1 dollaro statunitense: massimo esempio di DEVASTAZIONE.
  Il tempo di lavoro complessivo delle donne eccede di almeno 2 ore settimanali rispetto a quello degli uomi in Australia, Francia, Giappone, Lettonia e Repubblica di Corea.
Le donne dedicano al lavoro retribuito dal 50% al 70% del tempo che vi dedicano gli uomini, mentre dedicano al lavoro non retribuito oltre il doppio del tempo che vi dedicano gli uomini; 
la media del reddito delle donne nel mondo ammonta più o meno a due terzi di quello degli uomini;
le donne costituiscono la maggioranza dei lavoratori parziali dal 60% al 90%; nell'Unione Europea sono l'83%; 
In alcuni paesi dell'Africa subsahariana la maggior parte della forza lavoro femminile è adoperata in lavoro informale: 97% in Benin, 95% in Ciad, 85% in Guinea, 83% in Kenia;
in America Latina le donne operanti in economia informale sono passate dal 30% al 44% mentre quella degli uomini passava dal 27% al 35%.
E per concludere alla fine di questo rapporto si diceva:alla Fine del 2001 si stimano in 40 milioni le persone affette da AIDS: un pò meno della metà sono donne.
  Questo  nel 2003.
  Bisogna considerare che a causa delle guerre e delle malattie, sopratutto l'AIDS, tutte queste donne sono capo famiglia e si trovano a sostenere questo ruolo senza nessuna salvaguardia il più delle volte malate pur esse.

  Quando si parla di fame e povertà è sconvolgente pensare che di questo si parla come di un evento usuale ed immutabile nei secoli, tanto scontato che si danno scadenze per dimezzare questo dato costante o per limitarlo o per tamponarne in qualche modo le emergenze più plateali; ma ancora più doloroso per me è la realtà altra che sta dietro la fame e la povertà. C'è un approccio meramente economicistico a questa DEVASTAZIONE, le cifre e le statistiche parlano di reddito e di consumi, sfugge la PRIVAZIONE TOTALE. Avere fame significa non avere accesso a tante altre cose che sono altrettanto importanti del cibo:l'istruzione, la salute, la lettura, la musica, la letteratura,la scienza, la filosofia, la poesia, la pittura,tutte le manifestazioni della creatività e dell'intelletto sono negate a miliardi di esseri umani.Ogni gioia e ogni piacere è negato. La vita, per chi riesce a sopravvivere, si riduce alla ricerca affannosa del cibo e basta.
Questa è la DEVASTAZIONE TOTALE.
Penso a tutti questi piccoli che nascono e muiono nella fame e mi dico :quanto spreco di intelletto umano  c'è, oltretutto: ogni uomo che nasce reca un apporto di avanzamento alla specie umana, ognuno di questi piccoli che muore di fame è un impoverimento per l'intero genere umano;
penso alle loro madri che camminano a piedi nudi alle ricerca di una ciotola per i loro figli e mi dico, quanta energia sprecata, chissà quante cose avevano da dire e da farci scoprire quelle donne e le loro bocche sono state chiuse per sempre.  

Tutto questo è più che sufficiente per gettare nella pattumiera della storia il Sistema del Capitale.

vittoria
l'Avamposto degli Incompatibili