IL FALCO PELLEGRINO

In un bel racconto di Glenwain Wescott, il Falco Pellegrino, la protagonista principale è un falco femmina Lucy, la rapace catturata adulta e ridotta alla schiavitù del cappuccio e del guanto di cuoio.
Una figura veramente tragica e inutilmente fiera, come corruschi e fieri sono i rapaci: cosa c'è di più angosciante di un rapace addomesticato che agli ordini del carceriere
alterna su comando i punti di fuga e i punti di ritorno?.

Sempre più spesso penso a Lucy a cui la luce è concessa per comando del carceriere; Lucy, nata per roteare nella luce per calare in picchiata e ridotta alla parodia di se stessa in questa tragica pendolarità di punti di fuga e di punti di ritorni eterodiretti.

Come per uno sprazzo di luce improvvisa mi sorprendo a pensare che tutti noi siamo Lucy, che a tutti noi è negata la luce della ragione e della scelta, nella vita individuale
e nella vita collettiva.

La catena il cappuccio e il guanto ci condizionano; gli artigli i becchi adunchi e le ali diventano accessori utili solo per l'elemosina di un pezzo di carne meritato per il divertimento di vederci arrancare in uno spazio limitato.

Credo che la seconda Intifada espliciti questo tragico meccanismo.

Quando scoppiò la seconda Intifada e quando i kamikaze palestinesi cominciarono a farsi saltare, fu chiaro a che punto disperante si era giunti
E parecchi di noi pensarono: è atroce, ma quale altra strada è rimasta?
Non staranno certo a cercare di dare morte e darsi la morte all'infinito, gli altri pure valuteranno anche che non è conveniente vivere in uno stato di continua angoscia di rimetterci la pelle nel momento e nel punto più impensato.
Di fronte all' estinzione reciproca troveranno una soluzione, non si è trovata con i compromessi politici, la troveranno per forza di fronte all'evidenza di una distruzione infinita.

E invece no, il meccanismo si è avvitato su se stesso ed è iniziata questa tragica pendolarità.
Per dirla chiara palestinesi ed israeliani sono inchiodati alla catena al cappuccio e al guanto dei reciproci dirigenti.
I falconieri se ne sbattono altamente dei morti della propria parte, anzi da questa ecatombe traggono la loro forza economica e politica.
Come tutte le guerre pure la guerra nei santi territori è un bel business, quanto valgono sul mercato i cadaveri dell'una e dell'altra parte rispetto alle questioni di geopolitica e di controllo delle materie prime e a tutto il giro dei soldi per armi e costruzioni di muri e abbattimenti di casupole? quelli, i cadaveri, servono al più per le casse delle pompe funebri.
Ormai i falchi pellegrini vanno a comando a schiattare e far schiattare dall'una e dall'altra parte nel indifferenza generale, tra l'altro, perché poi a tutto si fa l'abitudine.
E chissà quanti in cuor loro, e chi ha il coraggio di dirlo a voce alta? pensano: crepassero tutti, che finisse sta palla che va avanti da decenni.

Perché poi pure questo accade che al di là della partecipazione e della solidarietà nella reiterazione infinita di atti ripetitivi, subentra l'assuefazione, l'indifferenza e alla fine il fastidio.
Come ci si abitua alla cecità del cappuccio alla catena e al guanto di cuoio nel personale, in merito al
lavoro, in merito ai rapporti individuali, in merito a quel che ti sarebbe dovuto e che si riduce poi ad un pezzo di carne che ti meriti coi tuoi svolazzamenti limitati, così ti abitui
alle peggiori convulsioni di una umanità sul baratro della barbarie, così ti abitui allo sconquasso di un pianeta giunto allo stremo. Chi più si indigna come per Tell al Zatar chi più si mobilita come per l'alluvione di Firenze?
Alluvioni si alternano a roghi, la terra prende fuoco
o si sbriciola e pure questo diventa ineluttabile.

La barbarie ha raggiunto un tale livello di totalità da diventare scontata.

Echi di stermini, genocidi, catastrofi umane ed ambientali
sono filtrate dal cappuccio: la luce decide il falconiere quando la devi vedere e quando no e fino a che punto puoi vederla la luce per il suo comodo; la catena diventa sempre più corta; il guanto di cuoio un pugno di ferro;
il cappuccio ottenebra.

Artigli, becco adunco ed ali sono inutili accessori, è facile prevedere che i nuovi nati implumi ed indifesi resteranno tali a vita.

Intanto la caccia è aperta per i falchi pellegrini non in cattività.

Poi ti sorprendi a pensare come questo meccanismo sia generalizzato e totalizzante.
Come "il non c'è soluzione" sia universale e riguardi
ogni questione.

Magari ti vengono in mente le balene che spiaggiano a riva, e tanti falchi pellegrini, ancora più addomesticati, che ributtano in mare le balene, e quelle che ritornano a spiaggiare e loro i falchi pellegrini "buoni" che le ricacciano ancora in mare e così via, e le balene sembrano dire "lasciateci crepare in pace, ma che è mare questo?".
Dove poi soluzioni apparenti vengono trovate queste sono tragicomiche: sparisce la sabbia dalle rive?
beh, ci mettiamo la sabbia "nuova" magari sintetica, ci sono animali in estinzione, beh facciamo i parchi protetti,
ci sono gli incendi? eliminiamo gli alberi! e così via.

Le soluzioni apparenti che si trovano sul piano politico mondiale non sono tragicomiche sono solo tragiche.
Infatti la soluzione che poi è non soluzione che poi diviene boomerang è: GUERRA..

così la spirale della barbarie totale si dipana in maniera esponenziale.

Se mi fermo a pensare all'Iraq, o magari all'Afghanistan o a qualsiasi "punto caldo" ho chiaro quel che ci aspetta e quale sarà il futuro di tutti.

Ma parlo dell'Iraq perché credo che sia un paradigma ancora più significante per capire quanto si è falchi pellegrini e quante specie di falchi pellegrini ci sono.

Comincio col dire che il movimento contro la guerra
all'Iraq è stato un bell'esempio di falco pellegrino;-))))))
Infatti ha protestato fin quando e tanto quanto catena, cappuccio e guanto di cuoio gliel'hanno permesso contro la guerra, ma avesse detto una parola contro LA PERQUISA ordinata contro l'Iraq, quella no, andava bene, quella era una cosa legale!!!!!
era accettato da tutti che UNA PERQUISA si facesse contro l'Iraq, un falco pellegrino del resto non può vedere più in là di quanto catena, cappuccio e guanto di cuoio e falconiere le conceda!
Quando poi il falconiere gli ha detto che la guerra era finita ed era stata pure vinta, gli ha rimesso prontamente il cappuccio e il falco pellegrino ha smesso di svolazzare.
Tanto a furia di stare alla catena corta ha pure la memoria corta. Se ne sta mestamente sul trespolo a chiedersi com'è che i suoi "voli" non sono riusciti a fermare la guerra : poi, del resto, ora il falconiere gli toglie il cappuccio per farlo svolazzare in quel di Riva del Garda, e di qua e di là a suo comando.

Ma ben altri falchi pellegrini ci sono, questi si veramente
tragici e corruschi rapaci in cattività.

I primi sono gli invasori e cioè dai marines a tutti i militari che vanno ed andranno a portare "democrazia e civiltà", compresi i nostri carabinieri, in giro per i "paesi canaglie".
Tutti costoro è dalla guerra nell'Iraq1 che stanno a combattere poi un altra guerra loro personale.
quella degli effetti e delle conseguenze sulla chiorba loro
dell'uranio impoverito: Vanno in giro per il mondo
abboffando tutti di uranio impoverito, poi è logico si beccano gli effetti collaterali!
Ma continuano ad andare, del resto questi sono pure falchi pellegrini di allevamento, e quindi vanno convinti pure.
Seguendo gli ordini illudendosi pure di seguire invece la LEGGE, magari pure la LEGGE DI DIO!, quando eseguono gli ordini dei peggio fuori legge che ci sono: questo a giudizio dell'umanità sottomessa intera.
Poi tornano, magari pure con una medaglia e cominciano i dolori con le conseguenze dell'uranio impoverito, e il falconiere dice loro "che rompicoglioni!"
Si pigliano di rompicoglioni fuori casa quando vanno e dentro casa quando tornano.
Questo problema dei veterani rompicoglioni è almeno dalla prima guerra mondiale che va avanti, ma se uno magari si va a spulciare i libri di storia poi si accorge che i problemi di veterani e reduci ci sono sempre stati.

Niente da fare falchi pellegrini di allevamento sono e continuano pure loro questo pendolarità di punto di fuga e punto di ritorno.

E chi ha lacrime per piangere su questi di falchi pellegrini?
c'è una tale siccità che ogni liquido diventa prezioso!
non ci sono lacrime per loro, come non ci sono per un
falco sbirro in paranoia, o per un falco guardia carceraria in paranoia pure lui, tralasciamo i Falchi Giudici che quelli hanno la paranoia di credere di non stare in paranoia.

Ma torno all'Iraq per cercare di rendere tangibile quello che appunto ci attende.

Tutti mi dicono che in Iraq c'è una resistenza.
Siamo sicuri?
Io vedo un gran proliferare di falchi pellegrini in cattività pure lì.
Al massimo posso dire che c'è un fottio di diverse catene cappucci e guanti di cuoio.

Chi ha i falconieri sciiti, chi quelli sunniti, chi quelli del partito baath... che a loro volta diventano falchi pellegrini
degli angloamericani e pure di "tutti insieme col controllo ONU".

Ma, scusate, per fare una resistenza seria uno non dovrebbe liberarsi prima di catena cappuccio e guanto di cuoio? uno non dovrebbe mandare vaffanculo il falconiere?.

Se non diventi un Falco Pellegrino non in cattività che resistenza vuoi fare?.

Continui perennemente a reiterare questo tragico punto di fuga e punto di ritorno eterodiretto.

Allora una come me, che disperatamente e caparbiamente cerca di restare una rapace selvatica, si accorge come il paradigma Palestina sia totale.
E si convince sempre più che se i falchi in cattività non si liberano non c'è soluzione.
Perché i falconieri hanno trovato con questo meccanismo
di cacciarti nella condizione che "non c'è nessuna soluzione" e da questo traggono la loro forza.

Ma la specie più irritante di falchi pellegrini in cattività sapete quale è? almeno per me; perché oggi parlo solo per me e forse solo con me:
quei falchi pellegrini dediti alla politica di movimento o antagonista o disobbediente o chiamala ogni tanto con un nome diverso.
Se per gli altri ho un angosciata pietà o uno schietto disprezzo, per questi ho una palese irritazione.
Già, perché malgrado stiano alla catena e abbiano il cappuccio e tanto di guanto di cuoio pretendono di essere maestri di volo.
Non solo sono indifferenti al fatto che i falchi pellegrini selvatici vengano impallinati, ma schiavi come sono del proprio falconiere sono convinti che la schiavitù loro non sia colpa del falconiere ma dei Falchi Pellegrini liberi!

il Falco Pellegrino

Dai picchi marini
alle inaccessibili montagne
lì dove il cielo è libero
vola
il Falco Pellegrino
il suo nido è alto
e l' occhio penetra
la valle intera.
Rotea
l'antico dio Horus
e quando cala
in picchiata
corta la coda
le ali lunghe appuntite
gli artigli affilati
sa quel che deve fare
serra le ali
e non si getta
sulla preda
per non spezzarsi le gambe
solo la sfiora
con l'artiglio posteriore
la disorienta
e in volo la sorprende.

vittoria